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Viti di legno per 18 piani di sostenibilità: ecco Brock Commons!

A Vancouver è stato ultimato da poco un edificio di 18 piani interamente in legno che ospiterà 400 studenti della “University of British Columbia”.

La struttura è stata progettata dallo studio Acton Ostry Architects e grazie ai suoi 53 metri è in assoluto la più alta costruzione in legno; dopo la consegna dei componenti prefabbricati, Brock Commons è stato completato in soli 70 giorni con 4 mesi d’anticipo rispetto al progetto originale, evidenziando così la velocità di realizzazione delle costruzioni in legno.

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Lo scheletro dell’edificio è composto da strati incrociati di legno massiccio integrati con materiale isolante naturale mentre la facciata è composta da pannelli in CLT (Cross Laminated Timber) ottenuti con tavole di abete e tenuti insieme da viti di legno.

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Una scelta ecofriendly e in grado di ridurre i consumi energetici: infatti oltre ad essere un materiale naturale e rinnovabile, il legno è in grado di catturare grandi quantità di CO2 e grazie alla sua flessibilità consente di ridurre i costi di trasporto.

Il grattacielo aprirà le porte agli studenti a maggio 2017 ed è un esempio di architettura sostenibile e velocemente realizzabile.

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Anche noi di Pavanello Serramenti siamo molto attenti all’ambiente, per questo siamo specializzati in soluzioni in legno per una casa green e ad alto risparmio energetico!

Si chiama Torre Reforma e durerà 2.500 anni

Secondo voi quanto può durare un grattacielo? Secondo lo studio di ingegneria Arup fino a 2.500 anni. L’edifico che vuole fare concorrenza alle piramidi di Cheope si chiama Torre Reforma e sarà il secondo edificio più alto di Città del Messico e in assoluto la costruzione con il maggior numero di ascensori del paese.

Il grattacielo, progettato in collaborazione con lo studio L. Benjamin Romano Arquitects, è stato ideato a partire da una pianta a base triangolare che si estende in altezza per ben 57 piani. Tutto l’edificio è stato pensato per avere la massima efficienza energetica e sostenibilità ambientale.

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Dato che Torre Reforma ha una pianta triangolare, l’intero edificio ha una sua propria tendenza a torcersi quando è soggetto all’aumenti di pesi laterali e ai venti. Abbiamo sviluppato un’analisi approfondita per stabilire le performance della sua struttura in condizioni estreme soprattutto riguardo agli eventi sismici, e siamo arrivati a una soluzione che è tanto appropriata su scala locale, quanto in linea con le best practice internazionali del design di grattacieli” affermano gli ingegneri di Arup.

Le eccezionali proprietà antisismiche e tutti gli accorgimenti green hanno permesso di candidare il progetto della Torre Reforma alla certificazione LEED Platinum Core and Shell, uno dei riconoscimenti più ambiti nel settore dell’edilizia sostenibile (e del quale vi avevamo già parlato qui).

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Ma c’è un altro problema a cui il grattacielo deve far attenzione, ed è quello della subsidenza: infatti il territorio che comprende la gigantesca metropoli messicana col tempo tende a sprofondare, portando con sé gli edifici costruiti sulla zona. Data la particolare situazione del territorio, gli architetti della Torre Reforma si sono concentrati molto alla gestione dell’acqua, che viene sfruttata attraverso dei sistemi di riciclo delle acque grigie e nere. Da notare come sia il design stesso del grattacielo a garantire la ventilazione passiva della struttura, ideato anche per limitare l’influenza del calore generato dall’energia solare.

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La struttura dà inoltre grande importanza alla luce, grazie a delle vetrate che si estendono su tutti e tre i lati dell’edificio. Le finestre sono sempre uno degli elementi più importanti del design di una costruzione: se cerchi l’eccellenza nei serramenti in legno, sei nel posto giusto!

Una foresta in ufficio? Siamo in Estonia!

Immaginate un vecchio ufficio sovietico, tetro, cupo, oscuro e inospitale nella lontana Tallinn, in Estonia. Poi immaginate Lenne, una ditta di abbigliamento per bambini che fa del gioco e della spensieratezza i suoi punti forti. Quindi pensate di combinare queste due realtà: impossibile vero? In effetti, rendere un ufficio dell’era sovietica adatto a ospitare una ditta che crea prodotti per bambini sembra essere una sfida irraggiungibile.

Poi è arrivato lo studio KAMP Arhitektid ed è riuscito a modificare un posto inospitale in una vera e propria stanza dei giochi per Lenne. L’azienda di abbigliamento aveva richiesto degli uffici semplici, divertenti e colorati: che rispecchino le linee generali della ditta. Uno spazio rilassante, simpatico, moderno, verde.

KAMP ha creato porte, uffici, aree tutte da scoprire su uno spazio multilivello; maniglie che ricordano l’infanzia, lampade di 3 metri che rimandano i viaggi di “Alice in Wonderland”: insomma entrando negli spazi ideati da KAMP Arhitektid per Lenne vi sembrerà di ritornare tutto d’un tratto bambini.

Ma proprio sul verde ci vogliamo soffermare: già, perché oltre ad aver ideato una stanza da giochi per adulti, KAMP è riuscita a creare una vera e propria foresta all’interno degli uffici. Alberi alti 5 metri, tronchi di vero legno e foliage artificiale danno la reale illusione di entrare in un bosco magico, a prescindere che all’esterno sia inverno, estate o autunno.

Gli architetti di KAMP hanno dichiarato: “Volevamo creare uno spazio che facesse sentire come in una foresta, in estate, indipendentemente dal clima e dalla temperatura esterna”. Attualmente gli alberi hanno iniziato a far crescere i rami, subito dopo l’installazione degli stessi nell’edificio.

Straordinario vero? KAMP ha reso proprio il concetto di green e lo ha portato alla massima potenza: il legno resta il materiale principe per l’architettura green, il più utilizzato e il più efficiente. Ne vuoi sapere di più?

Dai tempi più antichi un metodo di costruire green che viene rivalutato nel tempo

Forse vi sarà capitato, nei documentari o durante qualche viaggio, di imbattervi in quelle case davvero originali, tra dolci colline e verdi prati, tutte in legno e paglia. Case che però avevano una caratteristica peculiare: il loro tetto era completamente avvolto da un manto d’erba.

Si chiamano Turf House e le possiamo trovare in Norvegia, in Irlanda, nelle Isole Faroe, in Scozia, in Groenlandia e in Islanda. In questo caso si parla di architettura vernacolare (o indigena, o primitiva), ovvero quella’architettura che è sorta spontaneamente in base alle esigenze dell’uomo. E per creare delle case così particolari e originali l’esigenza è ben chiara, tanto che in questi paesi nordici la si può sentire fin dentro le ossa: proteggersi dal freddo.

Così gli indigeni di questi paesi, circa nel 9° secolo, hanno capito che il tappeto erboso (o più in particolare la torba) risultava essere un materiale naturale con altissime capacità d’isolamento. Così è nata la tradizione di ricoprire il tetto delle abitazioni con i manti erbosi, per proteggersi dalle intemperie e affrontare i gelidi venti invernali.

Ma c’è un’altra particolarità che ha permesso alle abitazioni dell’Islanda di candidarsi a diventare patrimonio dell’Unesco. Infatti, secondo la World Heritage List stilata dall’Unesco, in questo paese – a differenza degli altri – tutti i tipi di edifici vengono ricoperti dal manto erboso. Non solo abitazioni residenziali dunque, ma anche chiese, stalle e altri tipi di edifici. Ed è proprio grazie a questa unicità che ad essi è valsa la candidatura alla lista dei patrimoni dell’umanità.

Quello delle Turf House è un chiaro esempio di come anche l’architettura più primitiva possa avere delle qualità ricercate (spesso in maniera infruttuosa) dagli studi moderni: infatti, il manto erboso delle case Islandesi ha straordinarie capacità d’isolamento, molto simili a quelle dei moderni sistemi utilizzati per gli edifici più green. Che sia il caso di guardare anche indietro, oltre che avanti?

Noi di Pavanello ne siamo convinti: proprio per questo abbiamo scelto di utilizzare il legno, uno dei materiali più antichi ma allo stesso tempo più efficaci che l’uomo abbia mai utilizzato. Sei interessato a riscoprire questo fantastico materiale? Contattaci!

Gli edifici green: i pro e i contro dal punto di vista della salute delle persone

In una società sempre più attenta e responsabile verso i temi come l’ambiente e la sostenibilità, i metodi di costruzione e l’utilizzo dei materiali nel campo dell’edilizia hanno subìto una deriva, la quale pone sotto la lente di ingrandimento la bioedilizia e le costruzioni in armonia con la natura.

Dal boom delle costruzioni green, cominciato negli anni ’70 e arrivato ai giorni nostri, si è sempre prestato attenzione alla costruzione in sé, ovvero agli edifici e ai materiali utilizzati, ma mai nessuno si è preoccupato dell’effettivo benessere degli occupanti di queste strutture.

Se prima l’attenzione era posta “all’esterno”, ovvero verso una migliore qualità energetica ed emissioni sempre minori, il problema attuale è rivolto all’“interno”, dove si punta alla salute delle persone. Sembrerebbe, infatti, che costruire locali green ed energeticamente efficienti per l’habitat metterebbe a rischio la salute dei cittadini. Il rovescio della medaglia mai considerato.

Nei primi anni ‘80 è stato osservato un fenomeno chiamato “sindrome da edificio malato”: è dimostrato che rendere estremamente ermetico un edificio per ragioni di efficienza, riducendo la presenza di biossido di azoto, allergeni e composti organici volatili (COV), provocherebbe le stesse patologie negli individui che passano molto tempo in edifici tradizionali o ad alta efficienza energetica, quali disturbi respiratori, mal di testa e allergie.

Lo scarso ricambio d’aria favorisce, infatti, l’accumulo di anidride carbonica andando a influire sulle capacità cognitive degli occupanti. Per migliorare questa situazione di “malessere” alcuni test hanno dimostrato che è necessario ridurre gli agenti inquinanti all’interno degli stabilimenti e mantenere gli ambiente in condizioni climatiche di benessere.

Negli ultimi anni l’attenzione all’ecosistema è diventata un aspetto cruciale nella costruzione delle varie strutture, ma non bisogna dimenticare l’essere umano: un vero edificio green salvaguardia sia la salute del territorio sia coloro che lavorano o vivono al suo interno. Ecco perché noi di Pavanello Serramenti dedichiamo la massima attenzione alla qualità dei nostri prodotti: per proteggere le condizioni dell’ambiente, il cliente e restituire un prodotto eccellente, in tutti i campi.

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