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Bioarchitettura: i luoghi comuni smentiti da Lance Hosey

Il green è di certo una tendenza che si sta espandendo in modo esponenziale negli ultimi anni, anche nel mondo dell’architettura.

I vantaggi dei materiali sostenibili sono molteplici ma le costruzioni ecofriendly sono ancora molto poche, si pensi ad esempio che solo l’1% degli edifici negli USA sono stati certificati Leed (lo standard per eccellenza per l’attestazione di sostenibilità), ma per quale motivo?

Timber Town: legno e verde per il nuovo ecoquartiere svedese

Lo studio scandinavo Møller, in collaborazione con Slättö Förvaltning, è stato il vincitore del concorso di sostenibilità ambientale indetto dal comune di Örebro, in Svezia, con l’avveniristico progetto denominato Timber Town.

Il futuro è green: anche i grattacieli saranno in legno

In architettura negli ultimi tre secoli ci sono state l’era della pietra, dell’acciaio e del cemento; il XXI secolo potrebbe essere l’era del legno.

È la risorsa naturale per eccellenza, ecologico e rinnovabile, uno dei materiali con maggior potenzialità nel mondo di architettura e costruzioni.

Ecco perché Eduardo Wiegand, collaboratore del progetto Kokoon sostiene che il futuro è dei grattacieli in legno.

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Ma perché dovremmo impiegare sempre di più il legno? Le motivazioni sono tante, in primis la sostenibilità ambientale. È bene ricordare che il legno è una fonte rinnovabile, richiede meno energia per essere prodotto, non produce rifiuti durante il suo ciclo di vita, anzi è pronto per il riuso finché non viene decomposto o non viene usato come combustibile.

In Europa, nell’ultimo decennio l’industria edilizia è stata responsabile del 36% delle emissioni totali; il legno, al contrario di cemento e alluminio, è l’unico che assorbe e stocca in sé grandi quantità di CO2, quindi potrebbe notevolmente migliorare l’impatto ambientale nel campo edile.

Wiegand sostiene che più la città è densa e più risulta efficiente, perché la densità della città è legata alle emissioni di CO2. Ecco perché le soluzioni migliori saranno città di legno compatte e verticali, cioè sviluppate in altezza, veri e propri grattacieli in legno.

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Il legno quindi diventa il materiale per eccellenza per limitare le emissioni e lottare contro i cambiamenti climatici. Anche noi abbiamo deciso di sfruttare questo materiale per i nostri serramenti e abbracciare una filosofia eco friendly, per essere attenti alla natura e all’ambiente.

Northcote Solar Home: la casa autonoma ed ecosostenibile firmata Green Sheep Collective

Se le cose sono progettate bene, resistono a lungo; tu ti senti a tuo agio e riesci a sviluppare una bella relazione con l’esterno”, dice Parker McCashen a proposito del nuovo progetto di Green Sheep Collective nella città australiana di Northcote.

La Northcote Solar Home risponde al bisogno di una casa che sia confortabile, ecosostenibile e quasi del tutto autonoma combinando alti livelli di design sostenibile con numerose finiture contemporanee.

L’abitazione riesce a coprire in modo autosufficiente la maggior parte del suo consumo energetico per quanto riguarda riscaldamento e raffrescamento dell’ambiente.

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Sostenibilità e design

Il team della Green Sheep Collective, guidato da Shae Parker McCashen insieme al disegnatore Arli Orford e l’architetto Sam Gardiner, è riuscito a incorporare nel progetto un sistema di riscaldamento solare passivo e numerosi principi di sustainable design per garantire l’autonomia di questa splendida casa famigliare.

All’interno dell’abitacolo lo spazio è scandito dall’alternarsi di grandi finestre scorrevoli e di vetrate verticali che con il loro spostamento conferiscono flessibilità agli ambienti.

Un tetto in lamiere ondulate e doppio vetro provvede a fornire luce e ventilazione naturale cosicché sia la zona giorno sia le camere riescano a godere di luce giornaliera per un consistente lasso di tempo.

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Esterior e interior design ai massimi livelli

L’obbiettivo con cui è stata concepita la Northcote Solar Home è quello di far vivere al cliente, attraverso l’uso di soluzioni di interior ed esterior design sostenibili, un’esperienza unica e irripetibile.

Come sottolinea Parker McCashen, capo della Green Sheep Collective, progettare cose che resistano nel tempo è fondamentale.
Pavanello Serramenti si impegna affinché i tuoi serramenti funzionino sempre perfettamente: sperimenta di persona della qualità dei nostri prodotti.

Il progetto green di Villa Montebar in Svizzera

Villa Montebar è un progetto dell’architetto Jacopo Mascheroni, un guscio neutro e rigoroso circondato dalle Alpi svizzere, splendidamente inserito come una roccia nella natura.

Posizionato sul bordo di un declivio sovrastante un vigneto, è nato partendo da un obbligo del regolamento edilizio locale: quello dell’impiego di tetti a falde color grigio in modo che risultino in armonia con la cornice naturale. La scelta dell’architetto per realizzare la copertura, le pareti e le persiane si è orientata sul gres porcellanato.

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Notevole è l’attenzione che ha posto allo studio dei rivestimenti esterni, ricercando la complanarità delle superfici per dare all’edificio un’immagine monolitica, come un masso immerso nella natura.

Quando sono chiuse le persiane richiamano il pattern delle facciate, mentre il tetto, asimmetrico a sei falde e sbilanciato verso monte, è stato calibrato per ottenere la stessa inclinazione del versante della montagna su cui è posizionata la casa.

Nonostante la modernità e l’essenzialità delle geometrie di Villa Montebar, che ha una struttura prefabbricata in legno, l’architetto è riuscito a infondervi il calore domestico tipico delle tradizionali case di montagna.

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E degni di nota sono anche gli accorgimenti green che ha impiegato, come il raffrescamento naturale che utilizza l’aria fredda che risale dal torrente adiacente.

Progetti come quello di Villa Montebar confermano che l’attenzione per l’ecosistema è un aspetto sempre più rilevante nella fase di progettazione e costruzione di un edificio. Questa è la direzione che da tempo segue con convinzione anche Pavanello Serramenti.

Gli edifici green: i pro e i contro dal punto di vista della salute delle persone

In una società sempre più attenta e responsabile verso i temi come l’ambiente e la sostenibilità, i metodi di costruzione e l’utilizzo dei materiali nel campo dell’edilizia hanno subìto una deriva, la quale pone sotto la lente di ingrandimento la bioedilizia e le costruzioni in armonia con la natura.

Dal boom delle costruzioni green, cominciato negli anni ’70 e arrivato ai giorni nostri, si è sempre prestato attenzione alla costruzione in sé, ovvero agli edifici e ai materiali utilizzati, ma mai nessuno si è preoccupato dell’effettivo benessere degli occupanti di queste strutture.

Se prima l’attenzione era posta “all’esterno”, ovvero verso una migliore qualità energetica ed emissioni sempre minori, il problema attuale è rivolto all’“interno”, dove si punta alla salute delle persone. Sembrerebbe, infatti, che costruire locali green ed energeticamente efficienti per l’habitat metterebbe a rischio la salute dei cittadini. Il rovescio della medaglia mai considerato.

Nei primi anni ‘80 è stato osservato un fenomeno chiamato “sindrome da edificio malato”: è dimostrato che rendere estremamente ermetico un edificio per ragioni di efficienza, riducendo la presenza di biossido di azoto, allergeni e composti organici volatili (COV), provocherebbe le stesse patologie negli individui che passano molto tempo in edifici tradizionali o ad alta efficienza energetica, quali disturbi respiratori, mal di testa e allergie.

Lo scarso ricambio d’aria favorisce, infatti, l’accumulo di anidride carbonica andando a influire sulle capacità cognitive degli occupanti. Per migliorare questa situazione di “malessere” alcuni test hanno dimostrato che è necessario ridurre gli agenti inquinanti all’interno degli stabilimenti e mantenere gli ambiente in condizioni climatiche di benessere.

Negli ultimi anni l’attenzione all’ecosistema è diventata un aspetto cruciale nella costruzione delle varie strutture, ma non bisogna dimenticare l’essere umano: un vero edificio green salvaguardia sia la salute del territorio sia coloro che lavorano o vivono al suo interno. Ecco perché noi di Pavanello Serramenti dedichiamo la massima attenzione alla qualità dei nostri prodotti: per proteggere le condizioni dell’ambiente, il cliente e restituire un prodotto eccellente, in tutti i campi.

L’hotel italiano “Near Zero Energy”

A Nago Torbole, sul Lago di Garda, a maggio è nato un nuovo gioiello della bioedilizia italiana. L’Ecohotel Bonapace è il primo hotel in Italia ad aver ottenuto la certificazione ARCA dopo la vittoria al concorso dell’Agenzia provinciale per le risorse idriche e l’energia dedicato alle nuove costruzioni.

La certificazione è nata in Trentino nel 2009 dalla volontà della Provincia Autonoma di Trento di valorizzare e premiare gli edifici ecologici più innovativi nel settore delle costruzioni in legno. La valutazione offre quattro diversi livelli di certificazione: verde, argento, oro e l’Arca Platinum, vinto dall’Ecohotel Bonapace.

L’albergo è costruito secondo i principi dell’ecosostenibilità e del risparmio energetico, e tutta la progettazione è stata studiata nel dettaglio per soddisfare questo obiettivo. Il materiale principale è il legno di tipo X-lam certificato PEFC che, assieme alla presenza dei pacchetti di parete isolati con materiale riciclato, garantisce un isolamento termico in grado di ridurre i costi di riscaldamento e raffrescamento.

Anche le pareti esterne sono costituite da rivestimenti di legno o verniciature del tutto naturali. Per quanto riguarda il tetto, i pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica lasciano posto anche ad un tetto verde che riduce l’impatto ambientale dell’hotel.

Un’ulteriore innovazione è rappresentata da un particolare sistema di tettoie esterne con delle veneziane regolabili su tutti i serramenti a sud, in modo da modificare a piacimento ombreggiamento ed oscuramento.

L’Hotel, oltre ad essere resistente, ignifugo e antisismico, naturale e quasi indipendente dal punto di vista energetico, offre un alto livello di confort abitativo e spazi altamente suggestivi.

Autocostruirsi la casa dei propri sogni

La Regione Toscana ha una nuova formula per rispondere alla crisi nel campo dell’edilizia: la bioedilizia tramite autocostruzione. Con questo termine si indica la sostituzione degli operai qualificati che normalmente si occupano di realizzare l’edificio con i futuri inquilini. Perché auto costruirsi la propria casa?

Innanzitutto per abbattere i costi di costruzione e in secondo luogo per poter costruire un edificio che corrisponda alle proprie personali esigenze o i propri desideri. È possibile così permettersi una casa alla quale, con tutte le probabilità, sarebbe difficile poter accedere normalmente.

Il disagio relativo alle abitazioni non è solo diffuso nelle famiglie a reddito più basso, ma è sempre più comune anche per le persone appartenenti al ceto medio. Trovare casa o il suo affitto o acquisto sono argomenti sempre più caldi per tutte le fasce di reddito, ed attualmente esiste una fascia di popolazione che non ha diritto ad alloggi popolari e economici e non può neanche contare su prestiti bancari o mutui poiché appartenente al cosiddetto “precariato”.

La Giunta regionale toscana ha deciso quindi di permettere ai cittadini di poter costruire o ristrutturare le abitazioni con le proprie mani, stanziando anche tre milioni di euro per i primi dieci interventi previsti, nell’ottica di un progetto pilota di bioarchitettura e bioedilizia. Questo non significa ovviamente lasciare le varie iniziative e i vari progetti senza supervisione e abbandonati a se stessi.

Vittorio Bugli, assessore al Bilancio della Regione, ha annunciato di aver già intrapreso diversi colloqui con le varie associazioni e di voler redigere assieme a loro, con il supporto di Regione e Comuni, le direttive e le regolamentazioni in materia.

Non è la prima volta la Toscana fa parlare di sé in materia di housing sociale, in quanto già negli anni ’80 realizzò il primo progetto di autoproduzione nel Mugello fiorentino con 18 villette a schiera quasi totalmente autocostruite dai futuri inquilini nel tempo record di 18 mesi.

Il condominio? Oggi deve diventare sostenibile

Dal 5 all’8 novembre Rimini Fiera sarà teatro del primo Salone Italiano “Condominio Eco” sul tema del condominio ecosostenibile. L’evento sarà organizzato da Ecoarea in occasione di Ecomondo, la fiera riminese dedicata alla green economy che ha già riscosso un notevole successo nel 2013 con quasi 1.200 espositori e 93.000 visitatori.

Il tema di quest’anno, il Condominio Sostenibile, è stato scelto perché è ormai decisivo che i temi dell’ecosostenibilità e del risparmio energetico siano diffusi tra amministratori, associazioni e aziende del settore, artigiani, architetti, progettisti e ovviamente i condòmini , direttamente interessati e primi a beneficiare del vivere in un ambiente sano.

Bisogna cominciare a sensibilizzare a più livelli, coinvolgendo organizzazioni appartenenti a diversi settori in modo che la questione ambientale e il rinnovamento immobiliare sia richiesto con più peso a più voci e si diffonda così in modo più rapido per un’azione comune.

È importante, dunque, far passare quell’idea di rinnovamento divenuto ormai necessario per il miglioramento della nostra vita oltre che dell’ambiente in generale. Il risparmio è evidente e gli strumenti e gli aiuti legislativi sono concreti, c’è solo da guadagnare nel migliorare il proprio stile di vita.

La manifestazione, dopo aver proposto nell’arco dei giorni un ricco programma di convegni, eventi di portata nazionale e dibattiti importanti con illustri ospiti, concluderà in bellezza con il grande dibattito dei presidenti delle diverse associazioni del settore ospiti degli Stati Generali del Condominio.

Concept Cottage: la nuova esperienza off-grid

Apparentemente potrebbe sembrare un tuffo nel passato, ma in realtà è un salto nel futuro. Di cosa si tratta? Stiamo parlando del Concept Cottage, un esempio unico di bioarchitettura totalmente disconnessa da fonti energetiche, realizzata in Nova Scotia (Canada) da due progettisti dello studio Solterre Design, Keith Robertson e Jennifer Corson.

Privo di cavi e tubi per il rifornimento energetico, l’edificio incorpora in un unico progetto i principi LEED, Passivhaus ed un’utenza completamente off-grid. È stato calcolato un risparmio energetico del 90% sul fronte passivo grazie all’involucro isolante, la cura dei ponti termici, la ventilazione naturale, gli infissi, i sistemi di illuminazione di ultima generazione e gli elettrodomestici di classe A++.

Per quanto riguarda la restante parte dell’energia necessaria, questa deriva dal solare termico e fotovoltaico, mentre le finestre a controllo solare disposte a sud, l’illuminazione al Led e il sistema di ventilazione sono controllate e gestite da un impianto domotico.

In questo modo i 140 metri quadri di superficie abitabile del cottage saranno in grado di mantenere in inverno una temperatura minima di 15°, la quale potrà essere aumentata attraverso l’apporto di una stufa a legna.

«Abbiamo abitato il Concept Cottage per sei mesi e abbiano speso 157 dollari d’energia – ha dichiarato alla televisione Cbc, Keith Robertson, uno dei progettisti – Il segreto sta nella capacità di immagazzinare energia in maniera statica, cosa che assieme ai ridotti consumi elettrici ha permesso di installare un sistema fotovoltaico abbastanza piccolo e perciò economico».

Legno, isolanti a filiera corta, vetro, materiali edilizi, porte e mobili riciclati sono stati utilizzati per poter ridurre al massimo l’impatto ecologico della costruzione. A proposito di sostenibilità, per gli usi interni viene sfruttata l’acqua piovana e i sistemi di gestione idrica sono definiti ad alta efficienza dagli standard Leed.

Sostenibilità e inerzia termica saranno inoltre incrementate nel corso di tutte le stagioni grazie alla trasformazione del tetto in un giardino.

E chi non vorrebbe abitare in un cottage del genere?

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