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Camminare sull’arcobaleno: ecco i pavimenti in legno refraction

L’artista danese Pernille Snedcker Hansen ha ideato un nuovo modo di dare colore alla casa, ideale per chi non vuole cadere nella monotonia ma essere originale.

Il suo studio coniuga culture diverse, lavorando il legno attraverso l’antica tecnica giapponese della marmorizzazione e usando il pino per i rivestimenti, tipico della tradizione scandinava.

La designer danese lavora ogni singolo listello di legno, fino ad ottenere l’effetto cromatico desiderato; è necessario un contenitore pieno d’acqua e una sostanza oleosa che consenta la dilatazione della goccia di colore. Posando un foglio di legno sulla superficie d’acqua il disegno viene quindi trasferito su di esso.

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Il risultato ricorda la rifrazione della luce attraverso un prisma, una rappresentazione unica e vivace caratterizzata da venature e onde concentriche che riprendono le naturali venature del legno.

Il legno inoltre è il materiale naturale per eccellenza, utilizzato nel campo dell’architettura e dell’edilizia sempre più frequentemente grazie alle sue caratteristiche di eco sostenibilità, flessibilità e facilità di lavorazione per creare progetti e strutture associando bellezza estetica, eleganza formale e rispetto per l’ambiente.

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L’obiettivo di Pernille Snedker Hansen è quello di emozionare attraverso una semplice pianta di pino e rivisitare ogni interno in chiave moderna ma allo stesso tempo naturale, rendendolo unico e speciale.

Potete provare a personalizzare la vostra casa in modo innovativo e green utilizzando il legno non solo per il parquet, ma partendo dai serramenti. Date un’occhiata al nostro showroom, troverete ciò che fa al caso vostro!

Finestre: ecco i colori dell’estate!

L’estate è il momento dell’anno in cui il sole sprigiona tutta la sua forza e illumina paesaggi ed edifici nei modi più sublimi. Che tu abbia una casa in montagna, una piccola abitazione in riva al mare o che tu sia un albergatore sai benissimo che durante i  mesi più caldi è imperativo proteggere al meglio gli ambienti con degli infissi a regola d’arte.

Utilizzare delle finestre all’avanguardia (sia per i vetri che per le imposte) non soltanto ti garantirà di avere uno spazio moderno e funzionale ma ti permetterà anche di impattare al minimo sull’ambiente esterno e addirittura di risparmiare sulla bolletta.

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Ma una volta scelti gli infissi ideali, come poter dare un tocco originale all’abitazione per renderla unica? Quando parliamo di case estive la palette di colori più utilizzata è quella che spazia dai colori pastello come il salvia, il verde menta o gli azzurri che ricordano il mare fino ad arrivare agli accesi colori che ricordano il mare, il cielo o la natura – proprio come quelli delle casette nelle isole greche.

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Se si tratta di una casa al mare, sono d’obbligo tinte che vanno dall’azzurro all’acqua marina, colori che rievocano il mare e uno stile più marinaro. Anche gli interni e i dettagli dell’abitazione devono seguire questo stile: anfore, tende leggere e colorate, utilizzo del legno (avete mai pensato agli infissi in legno?) ed elementi in pietra. L’ultima tendenza è quella del color salvia o verde menta, un colore che si adatta a qualsiasi contesto e una tonalità che conferirà alla casa un look fresco e rilassante.

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Non siete convinti? Potete scegliere il bianco, un evergreen che si adatta a qualsiasi contesto, paesaggio e situazione e permette alla luce di filtrare in casa mantenendo un ambiente dal look elegante e luminoso. Spesso utilizzate nelle moderne ville sia di montagna sia al mare, il bianco conferisce un appeal moderno e raffinato: pensate al look total white delle ville in spiaggia.

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Un’altra idea è quella di ricreare un ambiente country chic dipingendo le imposte con varie tonalità di grigio, così da conferire all’abitazione uno stile sobrio ed elegante, adatto a diversi ambienti. Non solo, il grigio è anche utilizzato nelle costruzioni più moderne, soprattutto in edifici ad utilizzo professionale (avete mai visto quelle fabbriche ultramoderne e quegli uffici ad alta efficienza?).

Non siete ancora convinti? Fate un salto nel nostro showroom, siamo sicuri che troverete ciò che fà per voi!

Case in legno: gli step necessari per vivere in armonia con la natura

Un tempo considerate appannaggio di una ristretta elite, oggi le costruzioni in legno sono diventate non solo più diffuse e personalizzabili, ma anche più abbordabili. Vediamo gli step necessari per progettare e costruire una casa completamente in legno, per vivere letteralmente circondati dalla natura!

1 – Fondamenta

Dopo aver individuato un terreno adatto a costruire una casa, si passa al progetto delle fondamenta. Da qui non si scappa: le fondamenta di una qualsiasi costruzione, che sia in cemento, in legno o in qualsiasi altro materiale sono tutte in calcestruzzo. Questa scelta è da imputarsi a necessità strutturali: sarà infatti questa la struttura che dovrà reggere l’intera costruzione e farsene carico. Robustezza e stabilità, prima di tutto.

2 – Progettazione

È qui che si vede la vera differenza tra una costruzione tradizionale in cemento e una in legno. Le normali case in cemento partono da progetti definiti ma molto spesso cambiano in itinere, a causa della difficile reperibilità dei materiali e per i progetti che inevitabilmente spesso variano nel tempo. Materiali diversi da quelli preventivati, misure che cambiano, posizione di pareti e strutture differenti dai progetti iniziali: tutto ciò non avviene con le case in legno, perché il progetto viene stabilito fin nei minimi dettagli dall’inizio.

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3 – Sistemi di costruzione

In Italia esistono due diversi sistemi costruttivi: il sistema telaio e il sistema X-Lam. Il primo prevede la fabbricazione di diversi pannelli a differenti livelli che vengono assemblati in stabilimento per formare pareti, solai e coperture di vario genere. Spesso le strutture arrivano con gli infissi già inseriti, agevolando di molto l’assemblaggio e riducendo i tempi di costruzione. L’altro sistema più diffuso è quello chiamato X-Lam, tecnica già diffusa in Germania e Austria fin dagli anni ‘90. Sfruttata solo recentemente nel nostro paese, consiste nell’assemblaggio di tavole di legno massiccio composte in piani multistrato assemblati a strati incrociati. Questi elementi hanno funzione portante e si adattano perfettamente a costruzioni su più piani o con forme non convenzionali.

4 – Tempi e costi

Spesso si pensa che le costruzioni in legno siano costose e difficili da realizzare a causa del materiale di nicchia utilizzato. Vi stupirete a sapere che non è così. Il concetto di costo varia molto rispetto ad una costruzione tradizionale: se con le case in cemento il costo è difficilmente stimabile all’inizio, con le costruzioni in legno il costo finale non varierà di una virgola rispetto al preventivo iniziale. Questo perché ogni singolo pezzo viene fabbricato su misura in cantiere ed è perfettamente ideato per il progetto finale. Parlando di cifre, la media si aggira tra i 1500 e 1800 Euro al metro quadro.  Nessun sorpresa quindi, nemmeno per le tempistiche: soltanto per la parte strutturale bastano due settimane, mentre l’abitabilità si ottiene in circa 5-6 mesi dall’inizio del cantiere.

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Perché scegliere una casa in legno?

Non sono solo belle da vedersi, ma sono anche le costruzioni più ecologiche ed efficienti in circolazione. Sempre più aziende stanno proponendo modelli e varianti di tutti i gusti e con caratteristiche diverse. Il legno è una materia prima altamente riciclabile e dalle doti eccezionali –  se ci pensate veniva sfruttato fin dall’antichità. Le prestazioni energetiche garantite sfiorano consumi inferiori all’80% rispetto alle controparti tradizionali, senza contare l’ottimo isolamento interno ed esterno. Infine, le costruzioni in legno sono più sicure: una casa in legno pesa la metà di una in cemento, garantendo una resistenza sismica senza pari. E lo sapevate che hanno anche un’ottima resistenza al fuoco? Tutto grazie alla loro alta resistenza strutturale. Il legno è un elemento formidabile, ecco perché l’abbiamo scelto per i nostri infissi, per garantire longevità ed efficienza energetica senza pari nel settore.

Sharifi Ha house, l’eleganza della smart house iraniana

Poter orientare la stanza a piacimento in base alla direzione del sole: è questa l’idea dello studio di architettura iraniano “Next Office” che ha progettato la “Sharifi Ha house”, una smart- house composta da tre moduli mobili che possono ruotare di 90° attraverso un banale click su uno smartphone o un tablet.

Il progetto si basa su un gioco teatrale, infatti il metodo utilizzato per far ruotare i moduli si ispira proprio al mondo del teatro. Realizzato da un’azienda tedesca che si occupa di impianti per lo spostamento di grosse macchine industriali,  consiste in tre dischi motorizzati collocati tra una stanza e l’altra. Un gioco di incastri che permette quando la stanza guarda verso l’esterno, di creare un nuovo spazio adibito a terrazza.

Dinamismo e flessibilità sono le parole chiave di questo progetto. La soluzione trovata dagli architetti iraniani sembra poter essere un metodo davvero radicale ed innovativo, tanto da poter diventare un potenziale di ispirazione per il design degli edifici futuri.

Comfort ed eleganza caratterizzano l’intera opera. Si tratta proprio di una smart- house rivoluzionaria che al piano terra mette a disposizione anche la piscina.

Le quattro “erre” della eco-abitazione.

Si chiama R4-house e si tratta di un modello abitativo che fa del Riutilizzo, del Recupero, del  Riciclo e del Ragionamento  le sue fondamenta etiche ed estetiche. Le abitazioni R4 sono due prototipi realizzati da Luis de Garrido, uno dei massimi esponenti della bio-edilizia spagnola. L’idea fondamentale dell’architetto è la ricerca minuziosa di economicità ed ecologia allo stesso tempo.

L’obiettivo – afferma de Garrido –  è quello di riuscire ad realizzare un nuovo linguaggio architettonico capace di ricreare oggetti belli, armonici ed attraenti ottimizzando l’utilizzo di materiali e di pannelli, mantenendoli nel formato in cui escono dalla fabbrica.

Ma cosa si intende per le 4 “erre”?  R come Riutilizzo, nel senso di diminuire l’energia usata nel processo di produzione e di evitare maggiormente la produzione di rifiuti; R come Recupero, perché i residui possono essere trasformati mediante processi industriali in modo da abbattere l’impatto ambientale; R come Riciclo, l’intento del gruppo è quello appunto di collaborare con imprese che seguano precisi regimi ecologici in modo che l’energia impegnata per il processo di riciclo sia inferiore a quella utilizzata per produrre lo stesso materiale. Infine R come ragionamento, inteso come il bisogno dell’edilizia di riprogrammare quello che è il suo iter completo scegliendo soluzioni ecologiche che salvaguardino prima di tutto l’ambiente, che portino alla diminuzione di emissioni nocive e all’ottimizzazione dell’utilizzo dei materiali impiegati.

Il prototipo realizzato ha tutte le caratteristiche bio-climatiche e funzionali: la pianta del progetto dispone di tutti i confort di una abitazione abbinati alla ricerca di un design attento ai particolari e sempre ecologico.

Non rimane che aspettare le risposte del mercato all’ambizioso progetto spagnolo che si pone nella hit dei progetti ecologici odierni.

Rhome for dencity, oro alle Olimpiadi per l’eco-sostenibilità

Assomiglia ad un Loft ed è adatto a coppie e single. Progettata dagli studenti del Dipartimento di Architettura di Roma Tre, l’eco casa “Rhome for dencity” è ora esposta a Chienes (BZ) al Rubner Panorama. Si tratta del progetto vincitore del primo premio al Solar Decathlon 2014, le Olimpiadi dell’eco-sostenibilità.

L’ edificio di circa 60 mq, dotato di cucina, salotto camera matrimoniale e bagno, è stato progettato per auto- sostenersi grazie all’utilizzo di efficaci tecniche di isolamento, di riciclo dell’aria e all’utilizzo di fotovoltaico che gli permettono di produrre più energia rispetto ai consumi possibili.

Spiegano gli ideatori che per l’ideazione dell’opera non si sono focalizzati solo sulla problematica dell’ indipendenza energetica. L’idea di vivibilità infatti è stata posta a pari importanza con l’idea ecologista per unire l’etica al comfort.

L’eliminazione di barriere architettoniche e l’attenzione ai materiali sono state le due caratteristiche chiave  che hanno permesso all’opera  di ricevere la targa Nature, il nuovo protocollo che Casa-Clima ha voluto dedicare alla bioedilizia.

Inoltre la realizzazione della casa è stata pensata per ridurre i costi di costruzione e sui materiali, utilizzando quelle che sono soluzioni a basso impatto ambientale. Caratteristica finale del progetto è la sua versatilità sia in ambienti nordici, quindi freddi e secchi, sia in ambienti più equatoriali, cioè caldi e umidi. La struttura infatti risolve perfettamente le problematiche opposte della temperatura e dell’ umidità permettendo sempre un giro d’aria efficace  che permette all’abitazione di mantenersi calda d’inverno e di respirare e mantenere i vani freschi d’estate.

Una soluzione per tutto l’anno, che incuriosisce e trova una risposta a molti dei problemi ecologici contemporanei, salvaguardando l’ambiente e sostenendo il benessere dell’uomo.

Detrazioni al 65% anche per tutto il 2015!

È stata finalmente approvata la Legge di Stabilità 2015 e con essa si autorizzano diverse proroghe sulle agevolazioni fiscali per i lavori a casa e il risparmio energetico.

Sarà possibile infatti usufruire fino alla fine del 2015 della detrazione Irpef e Ires del 65% sugli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. In caso di mancata proroga, le spese sostenute durante l’anno prossimo sarebbero state comunque detraibili, ma soltanto al 50%.

Anche la detrazione del 50% per gli interventi sul recupero del patrimonio edilizio, che riguarda manutenzioni, ristrutturazioni e restauro e risanamento conservativo, è stata prolungata sino alla fine del 2015, invece di essere tagliata al 40%. Tuttavia, dal 2016 si dovrebbe tornare alla precedente percentuale del 36%.

Rimane invariata la detrazione del 65% riguardante la messa in sicurezza antisismica abitazione principale o degli edifici industriali, e cioè le costruzioni situate in zone sismiche ad alta pericolosità, per un massimo di spesa pari a 96.000 euro.

Infine, è stato poi approvato un ordine del giorno che impegna il Governo “a valutare l’opportunità di utilizzare, compatibilmente con le risorse di finanza pubblica, la misura del credito di imposta del 65% per la riqualificazione energetica degli edifici anche per gli interventi di bonifica e rimozione di manufatti in amianto nel patrimonio edilizio esistente, permettendone altresì l’accesso anche alle imprese e stabilizzandolo”.

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