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Un futuro a risparmio

L’Italia è sempre più al verde e non solo in termini economici. Ci stiamo riferendo all’ultimo rapporto Enea, relativo al biennio 2011-2012, dal quale è risultato che il risparmio energetico è aumentato del 30% e l’indice di efficienza ha subito una crescita dell’1%.

Prospettive rosee quelle per il 2014, prendendo soprattutto in considerazione l’effetto degli ecobonus: le famiglie italiane, infatti, potranno avvalersi di un prestito per effettuare interventi di riqualificazione energetica e recuperare fino al 65% della spesa sostenuta grazie dalle detrazioni fiscali garantite a riguardo.

L’Enea ci spiega che l’attuazione della direttiva sull’efficienza energetica sarà in grado di permettere un risparmio annuale di 20 miliardi di euro. Ragion per cui molte banche hanno cominciato a proporre condizioni favorevoli per i prestiti di ristrutturazione casa.

Nel caso in cui l’Italia continuasse ad investire sulla green economy, si prospettano importanti tagli sui costi di produzione e distribuzione dell’energia (fino a 6 miliardi l’anno) e sulle spese di acquisto dei combustibili.

Per quanto riguarda l’impatto sull’industria del lavoro, è previsto entro il 2020 un aumento del Prodotto interno lordo dell’Unione Europea per 34 miliardi di euro e la creazione di oltre 400.000 nuovi posti di lavoro.

Il nostro Paese importa sempre meno energia dall’estero (-4%) producendone di più al proprio interno: la produzione nazionale di energia, infatti, ha riportato un incremento del 5,8%, grazie soprattutto al contributo dell’8,4% dato dalle fonti rinnovabili.

All’interno di una visione dell’Italia sempre più green, è d’obbligo ricordare che dal 13 al 16 febbraio si terrà la seconda edizione di Future Build Expò, la manifestazione dedicata alla sostenibilità che avrà luogo a Fiere di Parma.

Il programma prevede un calendario ricco di convegni, chiamato Future Build Smart Forum, redatto da un comitato scientifico i cui membri provengono da università ed enti di certificazione.

Riqualificare le Città” è il titolo del convegno di apertura di “Future Build Smart Forum 2014”, realizzato in collaborazione con Gbc Italia, il cui topic sarà la riqualificazione del patrimonio edilizio italiano. Per quanto riguarda l’incontro “Emilia Smart City”, verrà affrontata la concezione di smart city nell’ambito dell’UE, focalizzandosi sulle buone pratiche promosse all’interno del territorio emiliano. Il convegno “Ripensare i Condomini”, invece, ruoterà attorno al tema dell’efficienza energetica del condominio sotto tutti gli aspetti del processo (legali, di metodologie tecniche e di ricerca, di gestione).

“Obiettivo Zero” sarà un ulteriore argomento di discussione all’interno della manifestazione che presenterà quest’ultimo come strumento attraverso il quale sarà possibile avere un progresso economico in armonia con l’ambiente e la società. Per finire, il convegno “Retrofit” si occuperà di illustrare i metodi per realizzare un retrofit sostenibile oltre alle tecniche e ai materiali utilizzabili in questa tipologia di interventi.

Il nostro Paese sta assumendo sempre più consapevolezza del suo potenziale: dispone di un immenso patrimonio di risorse naturali da sfruttare per far evolvere l’economia e per realizzare un sistema di produzione rivolto al risparmio energetico e all’ecologia.

Eco-bonus: la detrazione sale al 65%

Il 31 maggio è stata recepita dal Consiglio dei Ministri la direttiva 2010/31/UE sugli “edifici ad energia quasi zero”, volta a favorire l’efficienza energetica del proprio edificio riducendo sostanzialmente il fabbisogno di energia.

Dal 1 luglio al 31 dicembre 2013, i condomini potranno usufruire di una detrazione fiscale pari al 65% dell’imposta lorda su tutti gli interventi di riqualificazione energetica, con un limite di spesa di circa 90mila euro. Il termine ultimo per usufruire delle detrazioni viene prorogato fino a giugno 2014 se gli interventi di ristrutturazione coprono almeno il 25% della superficie dell’edificio.

Il Governo dichiara che si tratta di una “ultima conferma” per il provvedimento di incentivi di risparmio energetico, in particolare quelli di sostituzione dei serramenti esterni. Se si trattasse veramente di un’ultima proroga, la detrazione per la sostituzione degli infissi tornerebbe al 36% dal 1 gennaio 2014.
Si ricorda che la categoria “infissi” comprende tutte le finestre comprensive di infissi e strutture accessorie, e i portoni di ingresso, che delimitano il volume riscaldato.

Con l’approvazione del Decreto Legislativo che recepisce la normativa 2010/31/UE, viene attivato un Piano nazionale per gli “edifici a energia quasi zero”, con annessa una strategia per il loro incremento e gli obiettivi intermedi di miglioramento della prestazione energetica.

Tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere catalogati come “a energia quasi zero” entro dicembre 2020. È previsto un sistema di certificazione della prestazione energetica dell’immobile comprensiva di informazioni riguardo il consumo e il miglioramento dei costi. La certificazione è obbligatoria ai fini della costruzione, vendita e locazione di una singola unità immobiliare o di un edificio, compresi quelli occupati dalla Pubblica Amministrazione.

Le ESCO per un’efficienza energetica anticrisi

Legambiente ritorna con una proposta, stavolta insieme a AzzeroCo2, società di consulenza ambientale.

La proposta cerca di fare il punto sulle direttive in materia di efficienza, analizzando le prospettive e i limiti degli strumenti vigenti e cercando soluzioni per una riqualificazione del patrimonio edilizio italiano.

Sappiamo infatti quanto nuove politiche di riqualificazione energetica in ambito edilizio siano necessarie nel nostro Paese, soprattutto per quanto riguarda gli edifici condominiali, che spesso si attestano al di sopra della media nazionale per consumi energetici.

A partire dal 1998 sono state introdotte detrazioni fiscali del 36-41% sugli interventi di ristrutturazione edilizia con i quali sono stati effettuati interventi su oltre 5,5 milioni di abitazioni, senza però alcun vincolo di tipo energetico.

Successivamente si è fatto qualcosa per incentivare gli interventi di efficienza energetica con le detrazioni al 55% per le ristrutturazioni energetiche in edilizia. Questi si sono tradotti in 1,6 milioni di interventi tra sostituzione di infissi, caldaie, pannelli solari termici, pompe di calore.

Ora, però, questi incentivi scadono a giugno 2013, non sono legati a risparmi reali, presuppongono redditi da detrarre. Quindi comportano difficoltà economiche per molte famiglie, specialmente in periodo di recessione. Hanno riscosso grande successo, ma non hanno risolto il problema a causa dei loro limiti.

L’ultimo espediente introdotto, il conto energia termico, prevede incentivi per gli interventi di efficienza energetica dell’involucro per i soli edifici pubblici, presentando però dei limiti di attuazione legati al patto di stabilità e alle difficoltà degli enti locali di trovare risorse.

Non una bella situazione quindi. Ma una soluzione potrebbe arrivare dalla proposta di Legambiente e AzzeroCo2: “Gli ostacoli economici delle famiglie – spiega Beppe Gamba, presidente di AzzeroCO2 – possono essere superati (creando anche occupazione) con l’intervento diffuso delle Energy Service Company (ESCo), che investono in proprio e recuperano l’investimento con il risparmio realizzato in bolletta. Ma perché questo meccanismo virtuoso possa diffondersi occorrono nuovi strumenti e un fondo di garanzia per il credito alle imprese”.

Il modello da seguire qui è quello introdotto nel Regno Unito, il cosiddetto Green Deal, che permette di realizzare gli interventi senza alcuna spesa per le famiglie, dato che i costi saranno interamente coperti dal risparmio ottenuto in bolletta.

Secondo i calcoli, per le famiglie che abitano in condominio, la riduzione delle bollette del riscaldamento sarebbe circa del 50%, entro un massimo di 11 anni, pari ad una cifra di 800/1300€ l’anno. Senza dimenticarci che l’intervento, calcolato su 200mila alloggi all’anno (14mila condomini circa), metterebbe in moto investimenti per 3 miliardi di euro, creando almeno 120 mila nuovi posti di lavoro per tutto il periodo 2014-2020.

“Confidiamo – conclude Gamba – che nel nuovo Parlamento si possano affrontare in modo costruttivo questi temi”.

Detrazioni fiscali del 50% fino a fine 2015: soltanto una promessa elettorale?

L’ex Presidente del Consiglio Mario Monti, nel corso di un incontro con gli imprenditori di Assoedilizia e di Confindustria di Monza e Brianza, ha lanciato la sua proposta per far ripartire il settore dell’edilizia.

Il suo intento sarebbe quello di prorogare le detrazioni fiscali del 50% per le ristrutturazioni edilizie fino alla fine del 2015. Seguendo le richieste avanzate da FederlegnoArredo verso la fine dell’anno scorso, Monti dichiara che sarebbe intenzionato a estendere le detrazioni anche all’acquisto di mobili e complementi d’arredo.

“Appoggiamo inoltre in pieno l’idea di rendere da subito strutturali gli incentivi nell’edilizia per il risparmio energetico da estendere anche alle demolizioni e rifacimenti” aggiunge l’ex Presidente del Consiglio. Gli incentivi ad ora sono in scadenza il 30 giugno 2013, e riguardano interventi di riqualificazione energetica degli edifici come coibentazione delle pareti, installazione di serramenti ad alta efficienza energetica, pannelli solari, impianti termici ecc.

Il 13 febbraio, solo due giorni dopo queste dichiarazioni, si è tenuta a Milano la Giornata della Collera, nella quale sono stati posati in Piazza Affari, davanti alla sede della Borsa, 9000 caschetti gialli, a simboleggiare i posti di lavoro perduti solo a Milano per colpa della crisi del settore edilizio. Imprenditori e lavoratori chiedono alla politica di smetterla con le promesse e chiedono che vengano attuati interventi concreti e coraggiosi per uscire dalla crisi.

Tutto questo rispecchia l’attuale situazione del settore edilizio italiano, che negli ultimi 5 anni è stato messo in ginocchio principalmente dal crollo interno degli acquisti, ma non solo. A gravare sul bilancio di un settore che conta già la perdita di 51mila posti di lavoro e la chiusura di 10mila aziende, con una perdita di valore del 39% e un crollo del 33% del fatturato, sono anche la mancanza di credito e gli inaccettabili ritardi nei pagamenti proprio da parte dello Stato.

Data la necessità di rilancio dei consumi interni al settore, le proroghe alle agevolazioni fiscali sarebbero una manna dal cielo per chi lavora e investe nel campo. Gli incentivi sarebbero in grado, secondo Roberto Snaidero presidente di FederlegnoArredo, di rilanciare i consumi nazionali d’arredamento del 20%, ovvero di 1.2 miliardi di euro.

Oltre agli incentivi però, le associazioni delle imprese edili chiedono un cambiamento nella pubblica amministrazione, denunciando la sempre maggiore mancanza di interlocutori politici che accettino di farsi carico dei loro problemi.

Sono chiare a tutti quanto sarebbero fondamentali e utili le proposte del Senatore Monti per far riprendere un po’ di ossigeno a imprenditori e lavoratori dopo cinque anni di apnea. Ma sarà solo un’altra proposta da campagna elettorale?

Prorogare il 55% sino al 2020: un manifesto!

Durante la scorsa edizione del MADE expo, FederlegnoArredo, PVC Forum Italia e Uncsaal hanno presentato il “Manifesto per il 55%”, un documento che chiede la proroga al 31 dicembre 2020 delle detrazioni del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.

Dal 2007 ad oggi le suddette detrazioni hanno significato qualcosa come:

• oltre 8.600 GWh già risparmiati
• 1.400.000 famiglie coinvolte
• 17 miliardi di euro di investimenti
• 50.000 nuovi posti di lavoro nelle imprese dei settori coinvolti
• 33% del fatturato delle imprese produttrici di serramenti, intervenendo in anni di forte recessione economica, e svolgendo un’azione anticiclica in grado di contenere la forte flessione della domanda

Il documento raccoglie tre concrete proposte rivolte al Presidente del Consiglio Monti, ai ministri Passera e Clini e ai membri del Parlamento allo scopo di sostenere politiche di salvaguardia dell’ambiente, di risparmio energetico, e soprattutto di indirizzare le famiglie verso consumi utili al sistema Paese.

Le tre proposte sono:

Proroga al 31 dicembre 2020 delle detrazioni del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica
• introduzione delle possibilità di modulazione degli anni di detrazione per permettere al contribuente di scegliere fra 5 e 10 annualità
• l’estensione degli incentivi anche a beni immobili non strumentali, in modo da garantire la riqualificazione energetica di una parte rilevante del patrimonio immobiliare italiano

Riusciranno ad ottenere un impegno concreto del Governo?

Strutturali e non congiunturali: le detrazioni fiscali del 55% secondo il Ministro Clini

Sembrano terminare le incertezze sul futuro delle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici. Ieri, ai microfoni di Radio 24, il neo Ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha rassicurato operatori e cittadini  sulla proroga oltre il 2011 delle suddette misure, enfatizzando il fatto che la detrazione del 55% deve essere “strutturale e non congiunturale”.

I più che fondati timori delle ultime settimane avevano dato luogo ad una serie di appelli di associazioni imprenditoriali che sottolineavano come in quattro anni di operatività i benefici in termini economici e ambientali fossero stati realmente numerosi.

E’ quanto emerge soprattutto da uno studio dell’Enea, che mostra come a fronte di circa 1 milione di interventi siano stati effettuati investimenti per 11,1 miliardi di euro, con importi relativi alla detrazione di circa 6,1 miliardi. Cifre cospicue che però non convincono del tutto l’ANIEM, l’Associazione delle PMI edili che denuncia come il sostegno al settore dell’edilizia sia sostanzialmente illusorio, dal momento che gli interventi riguardano soprattutto infissi e sostituzione di caldaie.

“Che senso ha – dichiara il Vicepresidente di ANIEM Lapo Borghi – incentivare l’investimento in risparmio energetico in edifici che diversamente dovrebbero essere demoliti e che non garantiscono sicurezza dal punto di vista strutturale o impiantistico?”. Una domanda a cui ANIEM risponde invocando una maggiore selettività nella distribuzione degli incentivi, impiegandoli per edifici di pregio o a quelli costruiti negli ultimi 30 anni. Tutto ciò per favorire concreti interventi di riqualificazione urbana, in un’ottica di rilancio dell’intero settore edile.

Ora comunque la parola passa al Governo, che dovrà al più presto comunicare se saranno mantenute inalterate le regole attuali o se in cantiere vi sono cambiamenti significativi.

Voi che ne pensate?

La Camera opta per la stabilizzazione della detrazione fiscale al 55%

Che il nostro patrimonio edilizio sia scadente e che gli standard antisismici siano poco diffusi all’interno del nostro paese sono cose risapute. Puntare su un’economia legata all’edilizia di qualità potrebbe essere una strategia rivolta a produrre effetti rilevanti sul terreno occupazionale, oltre che provvedere a un miglioramento in senso lato degli edifici pubblici e privati.

E’ quanto pensa la Camera dei Deputati, che con un ordine del giorno ha impegnato il Governo  a valutare l’opportunità di stabilizzare la detrazione fiscale per il miglioramento energetico degli edifici al 55%. E soprattutto di estenderla anche agli interventi di consolidamento  antisimico.

Nella premessa contenuta nell’ordine del giorno approvato alla Camera vengono esplicitati alcuni esempi di investimenti necessari ad una ripresa economica dell’Italia (risparmio energetico, innovazione, energie rinnovabili) in linea con gli impegni vincolanti di riduzione delle emissioni di CO2 per il 2020.

Ma a parlare sono soprattutto i numeri: a dicembre 2010 gli interventi erano 843.000 per un volume totale di 11,1 miliardi di euro. Interventi che hanno consentito di creare ogni anno oltre 50.000 posti di lavoro nelle piccole e medie imprese nell’edilizia e nell’indotto.

Però la Manovra bis ha anticipato di un anno la riduzione della detrazione fiscale del 55%: dal 2012 vi sarà un taglio del 5% e dal 2013 uno del 20%. Tagli che scatteranno soltanto se il Governo non riuscirà a varare la riforma fiscale entro il 2010.

Secondo voi che succederà?

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