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Ecobonus e detrazione 50% ristrutturazioni: verso una nuova proroga?

Le indiscrezioni si mescolano, ma il programma è quasi sicuro: l’Ecobonus e le detrazioni del 50% per le ristrutturazioni saranno prorogati anche per tutto il 2015.

L’Ecobonus è la detrazione del 65% che si può ottenere se si effettuano interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Vi è, inoltre, il Bonus Ristrutturazioni, cioè la detrazione del 50% delle spese sostenute per le operazioni di ristrutturazione e manutenzione straordinaria delle abitazioni.

In più, se nell’ambito di una ristrutturazione si acquistano mobili nuovi per arredare lo stesso edificio, anche sull’acquisto degli arredi si ha un risparmio del 50% su una spesa massima di 10mila euro (Bonus Mobili).

La decisione definitiva riguardo queste misure sarà contenuta nella Legge di Stabilità che sarà approvata in Parlamento entro la fine di ottobre.

Anche il Ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi confida nella proroga e proprio qualche giorno fa ha affermato che “il bonus per le ristrutturazioni e la riqualificazione energetica delle abitazioni sarà confermato con la Legge di Stabilità”.

Sempre Lupi sostiene che “questo provvedimento è uno dei pochi che ha funzionato, poiché ha messo in moto 29-30 miliardi di euro”: ha dato una bella scossa ad un mercato fermo da anni e la sua proroga non potrà che portare ulteriori benefici.

Che dire: non resta che attendere!

Le detrazioni aiutano la crescita dell’edilizia

Gli eco bonus continuano a trainare il settore dell’edilizia, attualmente in crisi, con alcuni dati riguardanti gli ultimi tempi davvero sorprendenti. Nel 2013 le famiglie italiane hanno speso 28 miliardi di euro, di cui 4,8 di IVA finiti nelle casse dello stato. Solo nei primi due mesi del 2014, invece, le spese hanno subito un’impennata del +54% rispetto ai dati dell’anno precedente con 5,7 miliardi al netto di IVA di cui 4,5 solamente a gennaio.

La detrazione IRPEF del 65% per la riqualificazione energetica e per la messa in sicurezza antisismica degli edifici in zone ad alto rischio è valida fino al 31 dicembre 2014. La scadenza, secondo la legge che l’ha istituita, avrebbe dovuto essere l’inizio del 2014, ma con la legge di stabilità si è prorogato il termine di un anno. Nel 2015 il bonus scenderà al 50% e dopo un anno di nuovo al 36%. Per le parti comuni e i condomini le detrazioni fiscali restano al 65% fino al 30 giugno 2015, poi per un anno al 50% e dal 1 luglio 2016 di nuovo al 36%.

Per quanto riguarda il bonus del 50% per le spese di ristrutturazione, sarà possibile usufruirne fino alla fine di quest’anno perché poi scenderanno al 40% con un tetto di spesa fisso a 96 mila euro. Nel 2016 il tetto di spesa scenderà a 48 mila euro, con un aliquota che tornerà al vecchio 36%.

Sono diversi i segnali incoraggianti derivanti dalla corsa agli incentivi. I maxibonus non solo hanno spinto la crescita del settore dell’edilizia, ma hanno dato un contributo anche nel suo ambito occupazionale con 226.000 posti di lavoro diretti nel 2013. Bisogna sottolineare, inoltre, che i dati indicano un aumento dei lavori incentivati corrispondente ad una evidente caduta del numero di quelli non regolari e in nero.

Il bonus del 65% prevede le agevolazioni per diversi interventi di riqualificazione energetica tra cui l’utilizzo di pannelli solari per il riscaldamento dell’acqua, infissi, pavimentazioni e coperture nuove, la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione, pompe di calore ad alta efficienza e impianti geotermici.

La detrazione del 50% per i lavori di ristrutturazione è estendibile anche all’acquisto di nuovi mobili e elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni) per l’arredamento, a patto che le spese siano documentate come destinate all’immobile che si sta ristrutturando. La spesa massima base per le detrazioni fiscali è di 10.000 euro in aggiunta a quella di 96.000 euro per la ristrutturazione.

Usufruendo di queste detrazioni per ristrutturare casa o scegliere degli interventi per renderla più efficiente sul piano energetico, l’utente è in grado non solo di riavere indietro una buona parte del denaro investito in un lasso di tempo definito, ma anche di guadagnarne altro grazie al notevole risparmio sulle bollette del gas, sicuramente molto meno salate.

Voi ne avete approfittato?

Efficienza energetica: il dl 63/2013 entra in vigore come legge

Finalmente notizie incoraggianti per l’edilizia: è stato approvato in terza lettura dal
Senato (con 249 si e 2 no) il dl 63/2013 in materia di efficienza energetica e
ristrutturazioni edilizie, ora convertito in legge. Sulla Gazzetta Ufficiale è possibile
consultare il testo completo.

La legge prevede in via definitiva:

  • L’eco-bonus del 65% sarà distribuito lungo un periodo di 10 anni e riguarda le spese sostenute entro il 31 dicembre 2013. Viene invece prorogato fino al 30 giugno 2014 per gli interventi su parti comuni dei condomini.
  • L’eco-bonus coprirà anche gli impianti con pompe di calore ad alta efficienza.
  • L’eco-bonus del 65% viene esteso anche ai lavori di consolidamento antisismico su prime case e capannoni nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2). Per le zone 3 e 4 la detrazione è pari al 50%. Per entrambi i casi il termine ultimo è il 31 dicembre 2013.
  • La scadenza dell’innalzamento delle detrazioni IRPEF dal 36% al 50% dei costi di ristrutturazione è prorogata al 31 dicembre 2013 entro un limite di 96.000 euro.
  • L’acquisto di elettrodomestici e grandi elettrodomestici di classe A+ (A per i forni) per le abitazioni in fase di ristrutturazione beneficia di una detrazione del 50% entro una spesa massima di 10.000 euro.
  • Tutti gli incentivi diverranno stabili e non subiranno ulteriori proroghe a partire dal 2014.
  • Entro il 31 dicembre 2020 tutti i nuovi edifici privati dovranno rispettare la regola del “energia quasi zero”. Gli edifici pubblici dovranno invece rispettare il termine del 31 dicembre 2018.
  • L’attestato di prestazione energetica (APE) sostituirà l’attestato di certificazione energetica (ACE). Per gli edifici in costruzione o nuovi, il certificato dovrà essere prodotto dal costruttore. Per gli edifici venduti o affittati, il certificato dovrà essere prodotto dal proprietario. L’APE è obbligatorio, pena l’annullamento dei contratti di vendita e locazione; il certificato dovrà essere redatto da un tecnico, deve essere aggiornato per qualsiasi modifica che cambi le prestazioni energetiche e ha una validità di 10 anni.

Ci si aspetta che il tanto atteso eco-bonus, con le altre agevolazioni, dia al settore edilizio in crisi la possibilità di riprendere fiato. In attesa dell’effettiva applicazione della legge e delle prime erogazioni, non possiamo che augurarci il meglio.

Se cercate informazioni più dettagliate, potete dare uno sguardo a questo nostro post.

E voi, pensate di usufruire degli incentivi?

Dl 63/2013: ok dal Senato

Il disegno di legge di conversione del dl 63/2013 ha ricevuto l’ok dal Senato e verrà ora esaminato in seconda lettura dalla Camera dei Deputati. Il Senato ha apportato alcune modifiche, riportate qui di seguito:

  • L’eco-bonus del 65% verrà esteso anche agli interventi di sostituzione degli impianti di riscaldamento con pompe di calore
  • Gli eco-bonus del 65% e del 50% verranno estesi anche agli interventi per la prevenzione antisismica
  • La detrazione fiscale del 50% viene estesa, oltre che per le ristrutturazioni e agli arredi per gli immobili ristrutturati, anche ai grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ e, per i forni, alla A, per un ammontare massimo di 10 mila Euro, distribuiti in 10 quote annuali, in aggiunta ai 96 mila Euro
  • Il Piano d’azione per gli edifici a energia quasi zero, fissato per il 31 Dicembre 2014, viene anticipato di sei mesi, precisamente al 30 Giugno 2014. Allo stesso modo, l’elenco delle misure finanziarie del ministero dello Sviluppo viene anticipato al 31 Dicembre 2013
  • L’APE (attestato di prestazione energetica) deve essere rilasciato prima del certificato di agibilità e non al termine dei lavori
  • L’APE va prodotto dal proprietario anche in caso di trasferimento a titolo gratuito
  • Applicare le misure di riqualificazione energetica previste dal dl 63/2013 a edifici culturali o paesaggistici sarà possibile solo se le modifiche “non alterino in maniera inaccettabile” l’edificio stesso
  • Verrà costituita una banca dati presso il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) che terrà traccia di tutti gli incentivi erogati per tenere sotto controllo i costi e l’andamento dei lavori e per tutela in caso di frodi
  • Il fondo di garanzia per la realizzazione di reti di teleriscaldamento sarà esteso anche alla realizzazione di progetti di miglioramento dell’efficienza energetica nell’edilizia pubblica entro i limiti delle risorse di fondo
  • Il Governo si impegna a “valutare la possibilità di assumere iniziative volte a prevedere la messa a regime delle nuove quantificazioni dell’agevolazione, sia in termini di percentuale di detrazione, che di limite massimo di spesa agevolata concesso, riconoscendo la detrazione Irpef per il recupero edilizio, nella percentuale del 50% (al posto del 36% attualmente vigente a regime), per un importo massimo di spesa a carico del contribuente di 96.000 Euro (invece degli attuali 48.000 Euro)”
  • Il Governo si impegna, inoltre, a “valutare l’opportunità di assumere le opportune iniziative di carattere normativo volte a prevedere che, a decorrere dal 2014, siano adottati interventi tesi a ridurre la quantità di energia consumata e a migliorare le prestazioni energetiche degli edifici pubblici – intesi come le strutture edilizie esterne e interne e tutti gli impianti e i dispositivi tecnologici che si trovano stabilmente al loro interno, che siano di proprietà di comuni, province, regioni e Stato, o di altri enti pubblici; nonché a predisporre un Piano di risparmio ed efficientamento del parco immobiliare privato, con un orizzonte di 25 anni, individuando obiettivi e strumenti opportuni sulla base di una valutazione dei relativi costi e benefici”


Come anticipato, il decreto è ora in seconda lettura alla Camera dei Deputati. Nel frattempo, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome si esprime a favore delle modifiche e, attraverso un documento consegnato al Governo, avanza alcune richieste. Alcune di queste sono state ritenute accoglibili dal ministero dello Sviluppo:

  • Escludere dall’applicazione del decreto gli impianti industriali sprovvisti di impianti di climatizzazione
  • Eliminare il comma 11 dell’art. 6 riguardante l’attestato di qualificazione energetica per semplificare l’applicazione della norma
  • Accogliere la norma che permette di passare dagli ACE agli APE
  • Coprire i costi per il trasferimento dei dati alla banca dati del GSE


Inoltre, la Conferenza delle Regioni richiede il rilascio dell’intesa da parte della Conferenza Unificata sui provvedimenti attuativi del dl 63/2013 in quanto influiscono sulle politiche energetiche locali e sulle normative regionali in vigore; la Conferenza richiede anche una precisazione sulla clausola di cedevolezza per il rispetto della “condizionalità ex-ante” prevista dai regolamenti comunitari.

Sapersi orientare tra agevolazioni e detrazioni? Ecco come!

Fare chiarezza sulle nuove misure relative agli incentivi statali per i lavori di riqualificazione energetica. È questo lo scopo del convegno “Serramenti e infissi: agevolazioni e detrazioni – Tutto su 55%, 50% e 10%”, in programma il 20 ottobre prossimo, alle ore 10.30, nella Sala Gamma situata al secondo piano del padiglione 18 del MADE expo di Rho (Milano).

Organizzato dalle riviste Retail e Nuova Finestra, l’incontro focalizzerà l’attenzione sulle problematiche affrontate da produttori e rivenditori di infissi soprattutto in rapporto ai continui cambiamenti della normativa, che ultimamente destano grande confusione.

Coordinato da Ennio Braicovich, il direttore editoriale delle due testate, il convegno prevede l’intervento di un funzionario della Direzione Lombardia dell’Agenzia delle Entrate esperto degli argomenti in discussione seguito da una sessione di domande e risposte da parte dei partecipanti.

La partecipazione all’incontro è gratuita, previa iscrizione via mail all’indirizzo retail@reedbusiness.it,  specificando nome, cognome, professione e nome dell’azienda, e infine località.

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