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Il momento migliore per pensare ai tuoi nuovi serramenti

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I serramenti di casa sono testimoni silenziosi della tua vita quotidiana.

Se resistenti e durevoli, potrebbero essere gli stessi dai primi passi di tuo figlio a quelli di tuo nipote.

Per questo scegliere i tuoi nuovi infissi sarà una decisione importante sia che tu stia ristrutturando o costruendo una casa tutta tua, sia che tu senta semplicemente il bisogno di cambiarli.

Ecobonus e detrazione 50% ristrutturazioni: verso una nuova proroga?

Le indiscrezioni si mescolano, ma il programma è quasi sicuro: l’Ecobonus e le detrazioni del 50% per le ristrutturazioni saranno prorogati anche per tutto il 2015.

L’Ecobonus è la detrazione del 65% che si può ottenere se si effettuano interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Vi è, inoltre, il Bonus Ristrutturazioni, cioè la detrazione del 50% delle spese sostenute per le operazioni di ristrutturazione e manutenzione straordinaria delle abitazioni.

In più, se nell’ambito di una ristrutturazione si acquistano mobili nuovi per arredare lo stesso edificio, anche sull’acquisto degli arredi si ha un risparmio del 50% su una spesa massima di 10mila euro (Bonus Mobili).

La decisione definitiva riguardo queste misure sarà contenuta nella Legge di Stabilità che sarà approvata in Parlamento entro la fine di ottobre.

Anche il Ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi confida nella proroga e proprio qualche giorno fa ha affermato che “il bonus per le ristrutturazioni e la riqualificazione energetica delle abitazioni sarà confermato con la Legge di Stabilità”.

Sempre Lupi sostiene che “questo provvedimento è uno dei pochi che ha funzionato, poiché ha messo in moto 29-30 miliardi di euro”: ha dato una bella scossa ad un mercato fermo da anni e la sua proroga non potrà che portare ulteriori benefici.

Che dire: non resta che attendere!

236.000 nuovi posti di lavoro grazie al Green Building

Il settore del green building ha già creato 236.000 posti di lavoro e contando l’indotto si potrebbe arrivare addirittura a 400.000 posti entro il 2017. In più, soltanto nel 2013 sono stati investiti 23 miliardi di euro in interventi edilizi attivati dall’ecobonus (il 45% in più rispetto al 2012).

Questi sono solo alcuni dei dati presentati a Rebuild, la convention nazionale di Riva del Garda dedicata alla riqualificazione e alla gestione sostenibile dei patrimoni immobiliari.

La ristrutturazione green potrebbe portare cospicui risparmi nel settore della pubblica amministrazione, dal momento che gli edifici pubblici costituiscono più dell’8% dei consumi energetici dello Stato: si è stimato che, con leggeri interventi, il taglio della bolletta del gas potrebbe essere di almeno il 20%, per un risparmio di 1,2 miliardi di euro.

Per il futuro le prospettive sono ancora migliori: secondo lo scenario Ecofys, con un apposito piano nazionale i tagli alle bollette potrebbero arrivare al 40% entro il 2030, consentendo di ridurre del 60% la dipendenza dall’importazione di gas dalla Russia, dalla Libia e dall’Ucraina e favorendo l’indipendenza energetica del Paese.

Gianni Silvestrini, presidente del Green Building Council Italia, afferma che “il salto che in questo momento serve all’Italia non è tanto sulle tecnologie di riqualificazione, che ormai sono mature, ma sugli strumenti necessari ad attivare una finanza innovativa“.

“La nuova direttiva europea sull’efficienza energetica – conclude Silvestrini – ci aiuta perché prevede, in linea con il modello anglosassone, un fondo per veicolare risorse pubbliche e private. È una via interessante: permette di passare dalla ristrutturazione dei singoli appartamenti a quella dei grandi complessi.”

Le detrazioni aiutano la crescita dell’edilizia

Gli eco bonus continuano a trainare il settore dell’edilizia, attualmente in crisi, con alcuni dati riguardanti gli ultimi tempi davvero sorprendenti. Nel 2013 le famiglie italiane hanno speso 28 miliardi di euro, di cui 4,8 di IVA finiti nelle casse dello stato. Solo nei primi due mesi del 2014, invece, le spese hanno subito un’impennata del +54% rispetto ai dati dell’anno precedente con 5,7 miliardi al netto di IVA di cui 4,5 solamente a gennaio.

La detrazione IRPEF del 65% per la riqualificazione energetica e per la messa in sicurezza antisismica degli edifici in zone ad alto rischio è valida fino al 31 dicembre 2014. La scadenza, secondo la legge che l’ha istituita, avrebbe dovuto essere l’inizio del 2014, ma con la legge di stabilità si è prorogato il termine di un anno. Nel 2015 il bonus scenderà al 50% e dopo un anno di nuovo al 36%. Per le parti comuni e i condomini le detrazioni fiscali restano al 65% fino al 30 giugno 2015, poi per un anno al 50% e dal 1 luglio 2016 di nuovo al 36%.

Per quanto riguarda il bonus del 50% per le spese di ristrutturazione, sarà possibile usufruirne fino alla fine di quest’anno perché poi scenderanno al 40% con un tetto di spesa fisso a 96 mila euro. Nel 2016 il tetto di spesa scenderà a 48 mila euro, con un aliquota che tornerà al vecchio 36%.

Sono diversi i segnali incoraggianti derivanti dalla corsa agli incentivi. I maxibonus non solo hanno spinto la crescita del settore dell’edilizia, ma hanno dato un contributo anche nel suo ambito occupazionale con 226.000 posti di lavoro diretti nel 2013. Bisogna sottolineare, inoltre, che i dati indicano un aumento dei lavori incentivati corrispondente ad una evidente caduta del numero di quelli non regolari e in nero.

Il bonus del 65% prevede le agevolazioni per diversi interventi di riqualificazione energetica tra cui l’utilizzo di pannelli solari per il riscaldamento dell’acqua, infissi, pavimentazioni e coperture nuove, la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione, pompe di calore ad alta efficienza e impianti geotermici.

La detrazione del 50% per i lavori di ristrutturazione è estendibile anche all’acquisto di nuovi mobili e elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni) per l’arredamento, a patto che le spese siano documentate come destinate all’immobile che si sta ristrutturando. La spesa massima base per le detrazioni fiscali è di 10.000 euro in aggiunta a quella di 96.000 euro per la ristrutturazione.

Usufruendo di queste detrazioni per ristrutturare casa o scegliere degli interventi per renderla più efficiente sul piano energetico, l’utente è in grado non solo di riavere indietro una buona parte del denaro investito in un lasso di tempo definito, ma anche di guadagnarne altro grazie al notevole risparmio sulle bollette del gas, sicuramente molto meno salate.

Voi ne avete approfittato?

Un futuro a risparmio

L’Italia è sempre più al verde e non solo in termini economici. Ci stiamo riferendo all’ultimo rapporto Enea, relativo al biennio 2011-2012, dal quale è risultato che il risparmio energetico è aumentato del 30% e l’indice di efficienza ha subito una crescita dell’1%.

Prospettive rosee quelle per il 2014, prendendo soprattutto in considerazione l’effetto degli ecobonus: le famiglie italiane, infatti, potranno avvalersi di un prestito per effettuare interventi di riqualificazione energetica e recuperare fino al 65% della spesa sostenuta grazie dalle detrazioni fiscali garantite a riguardo.

L’Enea ci spiega che l’attuazione della direttiva sull’efficienza energetica sarà in grado di permettere un risparmio annuale di 20 miliardi di euro. Ragion per cui molte banche hanno cominciato a proporre condizioni favorevoli per i prestiti di ristrutturazione casa.

Nel caso in cui l’Italia continuasse ad investire sulla green economy, si prospettano importanti tagli sui costi di produzione e distribuzione dell’energia (fino a 6 miliardi l’anno) e sulle spese di acquisto dei combustibili.

Per quanto riguarda l’impatto sull’industria del lavoro, è previsto entro il 2020 un aumento del Prodotto interno lordo dell’Unione Europea per 34 miliardi di euro e la creazione di oltre 400.000 nuovi posti di lavoro.

Il nostro Paese importa sempre meno energia dall’estero (-4%) producendone di più al proprio interno: la produzione nazionale di energia, infatti, ha riportato un incremento del 5,8%, grazie soprattutto al contributo dell’8,4% dato dalle fonti rinnovabili.

All’interno di una visione dell’Italia sempre più green, è d’obbligo ricordare che dal 13 al 16 febbraio si terrà la seconda edizione di Future Build Expò, la manifestazione dedicata alla sostenibilità che avrà luogo a Fiere di Parma.

Il programma prevede un calendario ricco di convegni, chiamato Future Build Smart Forum, redatto da un comitato scientifico i cui membri provengono da università ed enti di certificazione.

Riqualificare le Città” è il titolo del convegno di apertura di “Future Build Smart Forum 2014”, realizzato in collaborazione con Gbc Italia, il cui topic sarà la riqualificazione del patrimonio edilizio italiano. Per quanto riguarda l’incontro “Emilia Smart City”, verrà affrontata la concezione di smart city nell’ambito dell’UE, focalizzandosi sulle buone pratiche promosse all’interno del territorio emiliano. Il convegno “Ripensare i Condomini”, invece, ruoterà attorno al tema dell’efficienza energetica del condominio sotto tutti gli aspetti del processo (legali, di metodologie tecniche e di ricerca, di gestione).

“Obiettivo Zero” sarà un ulteriore argomento di discussione all’interno della manifestazione che presenterà quest’ultimo come strumento attraverso il quale sarà possibile avere un progresso economico in armonia con l’ambiente e la società. Per finire, il convegno “Retrofit” si occuperà di illustrare i metodi per realizzare un retrofit sostenibile oltre alle tecniche e ai materiali utilizzabili in questa tipologia di interventi.

Il nostro Paese sta assumendo sempre più consapevolezza del suo potenziale: dispone di un immenso patrimonio di risorse naturali da sfruttare per far evolvere l’economia e per realizzare un sistema di produzione rivolto al risparmio energetico e all’ecologia.

APE ed ecobonus, il Notariato dice la sua

Il Consiglio Nazionale del Notariato ha condotto uno studio sull’ormai celeberrimo DL 63/2013. Tale studio, denominato 657-2013/C, ha portato il Notariato alla conclusione che l’APE (Attestato di Prestazione Energetica) sia obbligatorio per edifici nuovi, ristrutturati e pubblici a prescindere che vengano venduti o affittati.

Lo studio è articolato in un totale di 8 paragrafi che analizzano tutti i diversi aspetti del DL 63/2013. In particolare, il paragrafo numero due è incentrato sull’obbligo di dotazione dell’attestato di prestazione energetica. Si precisa che qualsiasi edificio che comporti un consumo energetico deve essere dotato dell’APE. L’obbligo è valido sia per l’edificio per intero, sia per le singole unità immobiliari.

Inoltre viene aggiunto che l’obbligo è valido a prescindere dalla vendita o dall’affitto per:

  1. Edifici nuovi: qualsiasi edificio costruito dopo un permesso di costruzione richiesto o una denuncia di inizio attività presentata dopo l’8 ottobre 2005. Prima del certificato di agilità è obbligatorio dotare l’immobile dell’APE.
  2. Edifici ristrutturati: l’obbligo è valido nel momento in cui l’immobile sarà oggetto di ristrutturazioni importanti, che siano interventi ordinari o straordinari, che coinvolgano più del 25% della superficie dell’intero edificio.
  3. Edifici pubblici: vige l’obbligo per il proprietario o il soggetto gestore di produrre l’APE se l’edificio, di pubblica amministrazione o aperto al pubblico, ha una superficie utile totale superiore a 500 metri quadri. Il termine ultimo è il 4 dicembre 2013. Inoltre, a partire dal 9 luglio 2015, la superficie di riferimento verrà ridotta a 250 metri quadri.

Dallo studio del Notariato emerge che l’obbligo di dotazione e consegna dell’APE è valido anche in caso di stipula di un preliminare di vendita. Il Notariato, inoltre, rende noto che è indispensabile attendere la pubblicazione dei regolamenti d’attuazione per l’entrata a regime dell’attestato. Gli ACE, relativi alla normativa precedente rilasciati prima del 6 giugno 2013 e in corso di validità, sono ancora utilizzabili.

Infine, l’Attestato di Prestazione Energetica può decadere in seguito a interventi edilizi liberi sotto il profilo edilizio che interessino più del 25% dell’immobile.

Legge di stabilità, ecobonus prorogato

Il Governo ha recentemente emanato la cosiddetta legge di stabilità. Tra le diverse disposizioni, ci sono da segnalare alcuni interventi riguardo il settore edilizio. Nel dettaglio, sono state apportate delle modifiche agli articoli 14 e 16, del D.L. n. 63/2013, andando di fatto a prorogare per tutto il 2014 gli ecobonus. L’obiettivo è continuare a dare ossigeno sia al settore edilizio, sia consentire ai contribuenti di poter usufruire dell’incentivo per un lasso di tempo più ampio.

Nel dettaglio, tra le novità inserite, segnaliamo una proroga della detrazione del 65% Irpef e Ires per gli interventi di riqualificazione energetica per tutto il 2014. Dal 2015, invece, la detrazione sarà pari al 50%. Stessa cosa per gli interventi su parti comuni degli edifici condominiali: la detrazione del 65% sarà in vigore fino al 30 giugno 2015, scendendo al 50% per le spese sostenute dal 1 luglio 2015 al 30 giugno 2016. Dal 1 gennaio 2016, salvo ulteriori modifiche, gli incentivi dell’ecobonus torneranno al 36% come previsto dall’art.16bis, comma 1, lettera H.

Piccolo appunto per quanto riguarda i lavori di messa in sicurezza antisismica: anche in questo caso, l’ecobonus del 65% verrà mantenuto fino alla fine del 2014. A partire dal 1 gennaio 2015, il bonus calerà nuovamente al 50%.

Attraverso la legge di stabilità è stata introdotta la TRISE, una tassa composta dalla TARI (tassa sui rifiuti) e dalla TASI (in riferimento alla IMU). La TARI sarà regolata dalla metratura dell’immobile o dalla quantità di rifiuti prodotti e dovrà essere corrisposta da chi occupa l’immobile. La TASI sarà regolata dalla metratura o dalla rendita catastale e dovrà essere pagata direttamente dal proprietario dell’immobile. Gli inquilini dovranno pagare dal 10% al 30% della tassa. L’IRAP, invece, non verrà cancellata come invece era previsto.

Efficienza energetica: il dl 63/2013 entra in vigore come legge

Finalmente notizie incoraggianti per l’edilizia: è stato approvato in terza lettura dal
Senato (con 249 si e 2 no) il dl 63/2013 in materia di efficienza energetica e
ristrutturazioni edilizie, ora convertito in legge. Sulla Gazzetta Ufficiale è possibile
consultare il testo completo.

La legge prevede in via definitiva:

  • L’eco-bonus del 65% sarà distribuito lungo un periodo di 10 anni e riguarda le spese sostenute entro il 31 dicembre 2013. Viene invece prorogato fino al 30 giugno 2014 per gli interventi su parti comuni dei condomini.
  • L’eco-bonus coprirà anche gli impianti con pompe di calore ad alta efficienza.
  • L’eco-bonus del 65% viene esteso anche ai lavori di consolidamento antisismico su prime case e capannoni nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2). Per le zone 3 e 4 la detrazione è pari al 50%. Per entrambi i casi il termine ultimo è il 31 dicembre 2013.
  • La scadenza dell’innalzamento delle detrazioni IRPEF dal 36% al 50% dei costi di ristrutturazione è prorogata al 31 dicembre 2013 entro un limite di 96.000 euro.
  • L’acquisto di elettrodomestici e grandi elettrodomestici di classe A+ (A per i forni) per le abitazioni in fase di ristrutturazione beneficia di una detrazione del 50% entro una spesa massima di 10.000 euro.
  • Tutti gli incentivi diverranno stabili e non subiranno ulteriori proroghe a partire dal 2014.
  • Entro il 31 dicembre 2020 tutti i nuovi edifici privati dovranno rispettare la regola del “energia quasi zero”. Gli edifici pubblici dovranno invece rispettare il termine del 31 dicembre 2018.
  • L’attestato di prestazione energetica (APE) sostituirà l’attestato di certificazione energetica (ACE). Per gli edifici in costruzione o nuovi, il certificato dovrà essere prodotto dal costruttore. Per gli edifici venduti o affittati, il certificato dovrà essere prodotto dal proprietario. L’APE è obbligatorio, pena l’annullamento dei contratti di vendita e locazione; il certificato dovrà essere redatto da un tecnico, deve essere aggiornato per qualsiasi modifica che cambi le prestazioni energetiche e ha una validità di 10 anni.

Ci si aspetta che il tanto atteso eco-bonus, con le altre agevolazioni, dia al settore edilizio in crisi la possibilità di riprendere fiato. In attesa dell’effettiva applicazione della legge e delle prime erogazioni, non possiamo che augurarci il meglio.

Se cercate informazioni più dettagliate, potete dare uno sguardo a questo nostro post.

E voi, pensate di usufruire degli incentivi?

Dl 63/2013: ok dal Senato

Il disegno di legge di conversione del dl 63/2013 ha ricevuto l’ok dal Senato e verrà ora esaminato in seconda lettura dalla Camera dei Deputati. Il Senato ha apportato alcune modifiche, riportate qui di seguito:

  • L’eco-bonus del 65% verrà esteso anche agli interventi di sostituzione degli impianti di riscaldamento con pompe di calore
  • Gli eco-bonus del 65% e del 50% verranno estesi anche agli interventi per la prevenzione antisismica
  • La detrazione fiscale del 50% viene estesa, oltre che per le ristrutturazioni e agli arredi per gli immobili ristrutturati, anche ai grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ e, per i forni, alla A, per un ammontare massimo di 10 mila Euro, distribuiti in 10 quote annuali, in aggiunta ai 96 mila Euro
  • Il Piano d’azione per gli edifici a energia quasi zero, fissato per il 31 Dicembre 2014, viene anticipato di sei mesi, precisamente al 30 Giugno 2014. Allo stesso modo, l’elenco delle misure finanziarie del ministero dello Sviluppo viene anticipato al 31 Dicembre 2013
  • L’APE (attestato di prestazione energetica) deve essere rilasciato prima del certificato di agibilità e non al termine dei lavori
  • L’APE va prodotto dal proprietario anche in caso di trasferimento a titolo gratuito
  • Applicare le misure di riqualificazione energetica previste dal dl 63/2013 a edifici culturali o paesaggistici sarà possibile solo se le modifiche “non alterino in maniera inaccettabile” l’edificio stesso
  • Verrà costituita una banca dati presso il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) che terrà traccia di tutti gli incentivi erogati per tenere sotto controllo i costi e l’andamento dei lavori e per tutela in caso di frodi
  • Il fondo di garanzia per la realizzazione di reti di teleriscaldamento sarà esteso anche alla realizzazione di progetti di miglioramento dell’efficienza energetica nell’edilizia pubblica entro i limiti delle risorse di fondo
  • Il Governo si impegna a “valutare la possibilità di assumere iniziative volte a prevedere la messa a regime delle nuove quantificazioni dell’agevolazione, sia in termini di percentuale di detrazione, che di limite massimo di spesa agevolata concesso, riconoscendo la detrazione Irpef per il recupero edilizio, nella percentuale del 50% (al posto del 36% attualmente vigente a regime), per un importo massimo di spesa a carico del contribuente di 96.000 Euro (invece degli attuali 48.000 Euro)”
  • Il Governo si impegna, inoltre, a “valutare l’opportunità di assumere le opportune iniziative di carattere normativo volte a prevedere che, a decorrere dal 2014, siano adottati interventi tesi a ridurre la quantità di energia consumata e a migliorare le prestazioni energetiche degli edifici pubblici – intesi come le strutture edilizie esterne e interne e tutti gli impianti e i dispositivi tecnologici che si trovano stabilmente al loro interno, che siano di proprietà di comuni, province, regioni e Stato, o di altri enti pubblici; nonché a predisporre un Piano di risparmio ed efficientamento del parco immobiliare privato, con un orizzonte di 25 anni, individuando obiettivi e strumenti opportuni sulla base di una valutazione dei relativi costi e benefici”


Come anticipato, il decreto è ora in seconda lettura alla Camera dei Deputati. Nel frattempo, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome si esprime a favore delle modifiche e, attraverso un documento consegnato al Governo, avanza alcune richieste. Alcune di queste sono state ritenute accoglibili dal ministero dello Sviluppo:

  • Escludere dall’applicazione del decreto gli impianti industriali sprovvisti di impianti di climatizzazione
  • Eliminare il comma 11 dell’art. 6 riguardante l’attestato di qualificazione energetica per semplificare l’applicazione della norma
  • Accogliere la norma che permette di passare dagli ACE agli APE
  • Coprire i costi per il trasferimento dei dati alla banca dati del GSE


Inoltre, la Conferenza delle Regioni richiede il rilascio dell’intesa da parte della Conferenza Unificata sui provvedimenti attuativi del dl 63/2013 in quanto influiscono sulle politiche energetiche locali e sulle normative regionali in vigore; la Conferenza richiede anche una precisazione sulla clausola di cedevolezza per il rispetto della “condizionalità ex-ante” prevista dai regolamenti comunitari.

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