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La Green station di Taiwan porta il marchio Mecanoo Architecten

Ascoltare l’opera, leggere un libro e rilassarti immerso nel verde mentre stai aspettando il treno? Dal 2024 tutto questo sarà possibile grazie al team della Mecanoo Architecten.
Il gruppo olandese ha svelato il progetto per la stazione sotterranea della Kaohsiung Metropolitan Area di Taiwan che porterà all’estremo il concetto di ambiente green come si è solito intenderlo.

La struttura si svilupperà su più livelli: al piano terra sarà situata la stazione dei treni che trasporterà più di 40.000 passeggeri al giorno mentre sullo stesso livello si potrà accedere ad un’area riservata ai taxi, ai autobus e al noleggio bici.

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Accanto ad essa un’elegante piazzetta con lucernario e finestre massimizzerà l’irrompere naturale della luce all’interno dell’ambiente.

Infine, all’ultimo piano, verrà costruito un grande giardino all’aperto che fungerà da tettoia per l’intero edificio e potrà essere utilizzato sia come parco, sia come pista ciclabile.

Il filo conduttore del progetto sarà la componente green presente in ogni angolo della struttura grazie a green spots e accorgimenti ecofriendly.

L’ecosotenibilità di questo edificio è un fattore molto importante poiché la costruzione nel suo complesso occuperà una superficie pari a 8.5 ettari e si troverà esattamente nel centro della città di Kaohsiung.

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Qui le persone potranno incontrarsi, godersi una brezza rigenerante o visitare gli eventi che avranno luogo nella stazione” fa sapere Francine Houben, direttore creativo della Mecanoo Architecten.

Negli ultimi anni l’attenzione per l’ecosistema è diventata un aspetto immancabile nella fase di progettazione. Noi di Pavanello Serramenti dedichiamo la massima attenzione alla sostenibilità dei nostri prodotti, per regalarti la migliore esperienza ecofriendly.

Il progetto green di Villa Montebar in Svizzera

Villa Montebar è un progetto dell’architetto Jacopo Mascheroni, un guscio neutro e rigoroso circondato dalle Alpi svizzere, splendidamente inserito come una roccia nella natura.

Posizionato sul bordo di un declivio sovrastante un vigneto, è nato partendo da un obbligo del regolamento edilizio locale: quello dell’impiego di tetti a falde color grigio in modo che risultino in armonia con la cornice naturale. La scelta dell’architetto per realizzare la copertura, le pareti e le persiane si è orientata sul gres porcellanato.

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Notevole è l’attenzione che ha posto allo studio dei rivestimenti esterni, ricercando la complanarità delle superfici per dare all’edificio un’immagine monolitica, come un masso immerso nella natura.

Quando sono chiuse le persiane richiamano il pattern delle facciate, mentre il tetto, asimmetrico a sei falde e sbilanciato verso monte, è stato calibrato per ottenere la stessa inclinazione del versante della montagna su cui è posizionata la casa.

Nonostante la modernità e l’essenzialità delle geometrie di Villa Montebar, che ha una struttura prefabbricata in legno, l’architetto è riuscito a infondervi il calore domestico tipico delle tradizionali case di montagna.

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E degni di nota sono anche gli accorgimenti green che ha impiegato, come il raffrescamento naturale che utilizza l’aria fredda che risale dal torrente adiacente.

Progetti come quello di Villa Montebar confermano che l’attenzione per l’ecosistema è un aspetto sempre più rilevante nella fase di progettazione e costruzione di un edificio. Questa è la direzione che da tempo segue con convinzione anche Pavanello Serramenti.

Biomimesi: ispirazione dell’architettura di domani

Quante volte ci meravigliamo di fronte alle strabilianti creazioni della natura? Per millenni l’uomo l’ha affrontata e ci ha combattuto, tentando di dominarla. Ma per molto più tempo la natura ha sfidato sé stessa, evolvendosi continuamente. Il mondo in cui viviamo oggi ha milioni di anni di esperienza dietro di sé, quindi è giunto il momento che l’uomo smetta di combatterlo e piuttosto cerchi un’alleanza o meglio un aiuto da parte di questo pozzo di consolidate conoscenze.

È proprio su questo concetto che si basa la biomimesi, disciplina che studia e imita le caratteristiche degli esseri viventi come modello di riferimento per il miglioramento di attività e tecnologie umane. Le applicazioni sono molteplici: dal design alla tecnologia, dalla biomedicina alla costituzione di materiali. Vediamo alcuni esempi di come la natura ha ispirato la progettazione edilizia.

La Torre Eiffel, Parigi

 

Il più grande ostacolo per la costruzione della torre stava nel peso che la struttura di più di 300m avrebbe avuto. Eiffel studiò per questo l’anatomia umana, in particolare la struttura delle ossa: estremamente solido sulla superficie esterna, l’osso è meno denso al suo interno, caratteristica che lo rende meno pesante ma ugualmente robusto. Con questa soluzione Eiffel fu in grado di creare una torre tanto leggera che un suo modello in scala di 30cm di altezza peserebbe solo 7 grammi.

Il Rastgate Centre in Harare, Zimbabwe

Costruire un palazzo in Africa senza aria condizionata potrebbe sembrare una follia. Ma progettandolo a somiglianza dei termitai, i quali hanno un sistema di aerazione in grado di mantenere la temperatura interna costante a 31° a prescindere da quella esterna (che sia di 3° o 42°), l’idea si rivela geniale. Mick Pearce è l’autore dell’Eastgate Centre, complesso che grazie a questa soluzione usa meno del 10% dell’energia utilizzata da edifici simili.

Beijing National Aquatics Center, Cina

In occasione delle Olimpiadi del 2008 in Cina, è stata costruita una struttura ad hoc per ospitare le gare acquatiche. La particolarità sta nelle pareti, ispirate dalle bolle. Questa composizione garantisce resistenza antisismica, inoltre il materiale plastico permette maggiore illuminazione solare rispetto al vetro e assorbe il calore dei raggi che viene trasferito all’acqua delle piscine.

Ponte Shi Ling, Cina

Basato sulla struttura dei gusci dei molluschi, i quali sono rafforzati dalla loro curvatura, il ponte cinese Shi Ling è una struttura estremamente leggera ma altrettanto ferma. Con perforazioni sul corpo principale è stato eliminato il materiale in eccesso, dando vita ad una costruzione unica e permettendo ai visitatori di ammirare panorami straordinari in ogni direzione.

Waterloo International Terminal, Londra

Il terminale doveva essere in grado di resistere ai forti cambiamenti della pressione dell’aria generati alla partenza e all’arrivo dei treni. La soluzione adottata è stata quella di mimare la struttura a squame dei pangolini, mammiferi dell’Asia meridionale, struttura che muta in risposta alla pressione a cui è sottoposta. Ad essa si è ispirato il progettista Grimshaw nel creare la copertura in vetro del Waterloo International Terminal di Londra.

Le innovazioni possono sorprendere, ma è indubbio che offrono numerosi benefici per il benessere dell’uomo. La tua abitazione possiede tutte le caratteristiche necessarie a garantirti il massimo dell’efficienza col minimo di sprechi? Lo spreco di energia è direttamente collegato quanto bene le tue finestre sono in grado di mantenere la temperatura interna. Se cerchi una soluzione per migliorare questo aspetto, contattaci.

Lusso ed ecologia in 37 metri quadrati

Quando si parla di costruzioni ecosostenibili e di bio-edilizia, solitamente ci si sofferma sempre sui materiali utilizzati, sulle tecniche di lavoro e sull’impatto che questa costruzione avrà sull’ambiente circostante e sulla vita dei residenti. Ma ciò che spesso non si tiene a mente è lo spazio che viene “rubato” dall’edifico. Un esempio di questo concetto sono i grattacieli, che permettono di avere numerosi spazi in un’area molto ristretta. Ma è quando si parla di economizzare gli spazi interni che la storia si fa più complessa…

Problema che Graham Hill, fondatore del sito web di design ecosostenibile di lusso Treehugger, ha pensato di risolvere realizzando un appartamento a dir poco innovativo. Il pied-à-terre (piccolo appartamento non usato abitualmente, solitamente messo in affitto) si trova a New York: 8 stanze, tavolo per 10 persone, bagno, cucina, camera per gli ospiti, camera con letto matrimoniale, studio e salotto (con tanto di TV da 70 pollici e impianto Dolby Sorround) in soli 37 metri quadrati.

Il loft presenta numerose soluzioni tecniche ed edilizie al fine di ridurre gli spazi sprecati ed economizzare ogni anfratto: pareti scorrevoli su binari, mobili a scomparsa, spazi ricavati da mobili. Ad esempio, l’architetto è riuscito a ricavare un ampio spazio per contenere lenzuola , biancheria e coperte sotto i cuscini del divano. Non solo, nell’armadio è stato ottenuto uno spazio dove poter inserire 10 sedie impilabili. Non mancano una cucina all’avanguardia – che vanta un sistema di compostaggio interno – e un bagno modulare,  che grazie ad un pianale ribaltabile diventa una doccia ma anche una stanza separata, a tutto vantaggio della privacy di possibili ospiti. Il costo? Comprese la realizzazione su misura, il progetto e le tecnologie, la cifra si aggira sulle centinaia di migliaia di euro.

L'armadio scorrevole che nasconde un ripostiglio

L’appartamento studiato e costruito da Hill è la dimostrazione di come l’ecosostenibilità non si debba fermare solamente all’esterno e alle tecniche costruttive, ma deve essere un processo che punta alla completa sostenibilità ed efficienza dell’edificio. E, a quanto pare, Graham ci ha dimostrato che è possibile.

Pavanello Serramenti è sempre alla ricerca di elementi e materiali innovativi, che riescano a coniugare sia l’eleganza delle forme che l’ambiente. Se vuoi avere maggiori informazioni sui nostri prodotti, contattaci qui.

Abitare sull’acqua? Si può, in modo sostenibile!

L’acqua è da sempre un elemento prezioso e l’uomo ha sempre cercato di sfruttarla nei modi più ingegnosi, dominandola o adeguandosi ad essa nei modi più creativi possibili. Un esempio creativo e innovativo è l’architettura galleggiante: partendo dalle più semplici e primitive palafitte dei popoli primitivi, nel XXI secolo ci troviamo oggi davanti a progetti di case completamente autosufficienti (ricordiamo il caso Waternest 100) e addirittura di fronte vere e proprie città galleggianti – fattorie comprese.

Fattoria Bloom

Un esempio è l’avveniristico progetto della fattoria “Bloom”, ideato dagli architetti parigini Sitbon Architects e presentato agli Architizer A+Awards. Il complesso è destinato alla coltivazione del fitoplancton ed è costituito da un’enorme sfera che fa da depuratore organico di CO2. Ma l’esempio che più colpisce per ambizione e innovazione è la gigantesca “Freedom Ship”, una vera e propria città galleggiante lunga un miglio e alta 25 piani capace di ospitare oltre 50.000 persone. Il complesso sarà raggiungibile tramite l’aeroporto allestito sul tetto e sarà totalmente ecosostenibile: l’energia che alimenterà la “Freedom Ship” sarà infatti prodotta dal moto ondoso.

Freedom Ship

Altri esempi di questo genere esistono già, e proprio nel paese che ha fatto del vivere sull’acqua il suo stile di vita. La casa galleggiante “De Omval” ad Amsterdam ha delle linee pulite, tondeggianti e in armonia con l’ambiente. Costruita vicino alla riva, si apre sull’acqua grazie ad una grande finestra in vetro che corre lungo tutto la parete.

De Omval

L’esempio più spettacolare è quello del padiglione sul fiume Maas a Rotterdam: tre mezze sfere giganti collegate tra loro che rendono la notte uno spettacolo, grazie alle finestre in pellicola speciale che si illumineranno a LED valorizzando ancora di più il paesaggio.

Il Padiglione

Il progetto, portato avanti da Public Domain Architects e Delta Sync vuole essere l’idea pilota per costruzioni sostenibili e innovative che mettono in primo piano l’ambiente.

Un ponte ecologico per l’Ariel Sharon Park di Tel-Aviv

I container, negli ultimi anni hanno assunto grande popolarità per quanto riguarda la bioarchitettura e il riciclo. Dopo essere stati utilizzati come case ad impatto zero o comode case mobili, in Israele sarà costruito un eco-ponte composto appunto da container riciclati.

Il progetto, ideato dagli architetti dello Yoav Messer Architects,  ha vinto il primo premio nell’ambito di una gara di progettazione, l’Ariel Sharon Park Competition. L’opera, proprio per l’innovativa idea di riciclare le attrezzature per i trasporti, in modo da formare un ponte sostenibile e coperto, costituirà l’ingresso principale dell ’Ariel Sharon National Park a Tel-Aviv.

Per un totale di 160 metri, il ponte sarà il collegamento fra la Lod Road, che parte dalla zona orientale di Tel Aviv al villaggio Bnei Atarot, con l’Hiriya Mountain Park. Questo parco, opera dell’architetto tedesco Peter Latz, ha trasformato una discarica dismessa nel 1998 in uno spazio verde energeticamente autonomo, che grazie all’energia dei rifiuti sepolti riesce a produrre l’elettricità necessaria all’illuminazione e agli impianti. Il ponte di container sarà  la passerella di ingresso al parco ecologico e  si snoderà attraverso un percorso leggermente in salita attraversando due piccoli corsi d’acqua; lo potranno attraversare i pedoni, i ciclisti e degli speciali veicoli che faranno da navetta per il trasporto pubblico.

Saranno utilizzati 29 container dismessi dal commercio marino a gruppi di 4 o da 6, intervallati da moduli orientati in senso opposto che vanno a formare le terrazze. Inoltre vi sarà un sistema di schermi adibito ad informare i visitatori delle caratteristiche del parco, dei progetti e degli eventi previsti.

I container poggeranno su quattro sostegni formati da quattro pilastri d’acciaio. Inoltre, questo eco ponte sarà costruito in cantiere così da ridurre al minimo l’impatto ambientale e la modularità degli elementi permetterà la sostituzione di eventuali parti danneggiate avvenga in tempi brevissimi. Anche la pavimentazione del ponte sarà ecosostenibile, sarà infatti in legno, così da integrarsi perfettamente in un contesto totalmente sostenibile.

Amsterdam e il nuovo concetto di casa Mobile Ecosostenibile

Roma non è stata costruita in un giorno, queste case si: si chiamano Heijmans ONE e sono state prodotte dal team di Moodworks Architecture e di Heijmans.

Si tratta di una abitazione completamente ecologica ma sopratutto mobile. L’affitto è per molte famiglie abbordabile e, seguendo questa strada, il gruppo olandese ha progettato una casa mobile dotata di tutti i comfort necessari e soprattutto che tende ad essere off-grid, cioè autosufficiente.

L’alloggio cerca di risolvere i problemi di spazio delle grandi città e rappresenta un nuovo concept residenziale. Gli “im-Mobili” infatti sono stati pensati per risolvere il problema di mancanza di alloggi, di economicità (i prezzi sono economici) e soprattutto di ri-abitabilità: le case sorgono su zone al momento non utilizzate rendendo l’urbanistica più efficace e funzionale alle nuove esigenze.

I primi due prototipi sono già stati costruiti e locati ad Amstedam, dove dei volontari ne stanno testando la comodità e la funzionalità.

Gli affitti sono di 700 euro mensili (900$), prezzo da considerarsi accettabile per il nuovo concetto di “moveability” che si sta cercando di collegare al concetto di casa ecosostenibile.

Grattacieli eco-sostenibili: Milano nei primi cinque

Sono stati selezionati i cinque finalisti candidati all’International Highrise Award 2014, un concorso organizzato dal Museo di Architettura di Francoforte e considerato il più importante premio di costruzione di grattacieli al mondo.
Gli edifici devono essere alti almeno 100 metri e devono essere stati completati negli ultimi due anni. Il grattacielo vincitore sarà scelto da una giuria pluridisciplinare che valuterà parametri quali il design, le innovazioni tecnologiche, l’eco-sostenibilità e l’integrazione dell’edificio nello sviluppo urbano.
La premiazione si svolgerà il 19 novembre a Francoforte. I cinque candidati in finale sono:

  1. Bosco Verticale di Milano (Boeri studio): il progetto di Stefano Boeri comprende due edifici, entrambi fasciati da una distesa di verde: le due torri ospiteranno 120 alberi di grandi dimensioni, 544 di taglia media e oltre 4mila piccoli arbusti. Gli alberi fungeranno da protezione dal sole nei mesi estivi, mentre lasceranno passare la luce nel periodo invernale. Inoltre, contribuiranno a combattere l’inquinamento acustico, a catturare le polveri sottili e produrranno maggiore ossigeno. Il grattacielo è stato definito un “grande esempio di simbiosi tra architettura e natura”.
  2. One Central Park di Sydney: nato dalla collaborazione tra Patrick Blanc e Jean Nouvel, il progetto ha come scopo quello di creare un luogo d’incontro tra natura e città. La spettacolare facciata è costituita da un insieme di giardini stupendi. Il One Central Park è formato da due torri residenziali. Per quanto riguarda gli interni, le due torri hanno design differenti: nella Torre Est è stata creata un’atmosfera rilassata con l’utilizzo di materiali piacevoli al tatto e semplici, mentre la Torre Ovest si caratterizza per un aspetto lussuoso, con curve sofisticate e rifiniture lucide.
  3. De Rotterdam di Rotterdam (Oma): il progetto di Rem Koolhaas è un immobile molto largo e imponente a tal punto da surclassare gli usuali concetti di composizione, scala, proporzione e dettaglio. Il progetto, nei suoi 1,74 milioni di piedi quadrati, offre: 240 appartamenti nella torre ovest, 775000 piedi quadrati di uffici nella parte centrale, un albergo da 278 stanze in quella est. Nel basamento c’è una sala conferenze, un ristorante, negozi al dettaglio, un centro benessere ed un garage a più piani da 650 posti. Parte degli edifici, comunque, rimane vuota.
  4. Renaissance Barcellona Fira Hotel di Barcellona (Atelier Jean Nouvel e Ribas & Ribas): opera di una collaborazione franco-spagnola, il grattacielo è una torre di 27 piani realizzato per la catena alberghiera Marriott. La particolarità di questa costruzione sta nella centralità che la vegetazione ha assunto all’interno del complesso: è stato costruito un vero e proprio giardino verticale che si sviluppa in 110 metri di altezza. Tutte le 357 camere sono decorate da aperture a forma di fronda di palma  che, alternandosi sulla facciata, creano una parete giocosa.  Per migliorare l’efficienza energetica le pareti sono costituite da una parete vetrata, uno strato di isolamento e da pannelli di cemento.
  5. Sliced Porosity Block di Chengdu (Steven Holl Architects): il progetto firmato da Steven Holl racchiude una vera e propria “città in miniatura” in quanto comprende cinque torri direzionali, aree versi, spazi pubblici, ristoranti, un albergo e varie attività commerciali. La possente volumetria si configura “porosa” e aperta al tessuto urbano circostante grazie ai tagli verticali realizzati sui lati dell’edificio, che corrispondono agli ingressi alla “micro città”.

L’hotel italiano “Near Zero Energy”

A Nago Torbole, sul Lago di Garda, a maggio è nato un nuovo gioiello della bioedilizia italiana. L’Ecohotel Bonapace è il primo hotel in Italia ad aver ottenuto la certificazione ARCA dopo la vittoria al concorso dell’Agenzia provinciale per le risorse idriche e l’energia dedicato alle nuove costruzioni.

La certificazione è nata in Trentino nel 2009 dalla volontà della Provincia Autonoma di Trento di valorizzare e premiare gli edifici ecologici più innovativi nel settore delle costruzioni in legno. La valutazione offre quattro diversi livelli di certificazione: verde, argento, oro e l’Arca Platinum, vinto dall’Ecohotel Bonapace.

L’albergo è costruito secondo i principi dell’ecosostenibilità e del risparmio energetico, e tutta la progettazione è stata studiata nel dettaglio per soddisfare questo obiettivo. Il materiale principale è il legno di tipo X-lam certificato PEFC che, assieme alla presenza dei pacchetti di parete isolati con materiale riciclato, garantisce un isolamento termico in grado di ridurre i costi di riscaldamento e raffrescamento.

Anche le pareti esterne sono costituite da rivestimenti di legno o verniciature del tutto naturali. Per quanto riguarda il tetto, i pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica lasciano posto anche ad un tetto verde che riduce l’impatto ambientale dell’hotel.

Un’ulteriore innovazione è rappresentata da un particolare sistema di tettoie esterne con delle veneziane regolabili su tutti i serramenti a sud, in modo da modificare a piacimento ombreggiamento ed oscuramento.

L’Hotel, oltre ad essere resistente, ignifugo e antisismico, naturale e quasi indipendente dal punto di vista energetico, offre un alto livello di confort abitativo e spazi altamente suggestivi.

Brescia sfida il consumo del suolo

Nel cuore di Brescia, a pochi passi dal centro storico si erge una caserma risalente ai primi del 900. Abbandonata ormai da tempo, si è deciso di riutilizzare finalmente quei  500 m² di superficie inutilizzata riconvertendo l’edificio in una serie di bilocali residenziali green. Gli edifici, infatti, useranno le energie rinnovabili per quanto riguarda l’elettricità e il riscaldamento mentre per regolare la temperatura interna è previsto che sia sfruttata la ventilazione naturale.

I 9 appartamenti nati dal recupero dell’ex caserma hanno evitato, quindi, il consumo inutile del suolo provocato dall’espansione del cemento. Il recupero di vecchie costruzioni inutilizzate e abbandonate potrebbe risolvere questo problema così diffuso in Italia.

Il complesso a basso impatto ambientale è in grado di regolare la temperatura al suo interno grazie ad una serra solare. Il lato posteriore della casa, lì dove si trovano le scale di accesso agli appartamenti, è completamente vetrata al fine di gestire al meglio i flussi di aria calda che si vengono a creare al suo interno.

In inverno la facciata immagazzina l’energia solare diurna per poi rilasciarla durante la notte, mentre in estate le finestre permettono l’entrata di aria fresca e la fuoriuscita della fredda. In questo modo non è necessario ulteriore isolamento termico.

L’energia, invece, deriva da una centrale termica con pompa di calore geotermica a circuito chiuso, da impianti autonomi di ventilazione meccanica controllata e pannelli termici. Come se non fosse abbastanza convincente, l’edificio mira ad ottenere il livello oro del sistema LEED.

Se non fossero sorti in questo edificio abbandonato avrebbero dovuto nascere in un altro spazio sprecando così ulteriori risorse e del suolo inutilizzato.

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