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L’edificio ecosostenibile perfetto? Ce lo spiega Jerry Yudelson

Gli edifici green hanno molto da insegnare. Questo è quanto afferma Jerry Yudelson, , dopo aver studiato a fondo i dati di ben 55 progetti ad alto rendimento in 18 Paesi del mondo che hanno portato alla stesura di una serie di “lezioni chiave”.

Jerry Yudelson è un famoso ricercatore ed esperto nell’ambito dell’edilizia ecosostenibile, e proprio grazie alla sua formazione ha redatto questi cinque semplici consigli derivati dall’osservazione e dallo studio delle costruzioni verdi.  Una breve serie di notazioni utilissime per tutti, siano essi ingegneri, progettisti, imprese di costruzione o semplici proprietari.

  1. Condividere gli obiettivi energetici
    Yudelson sostiene che la posizione geografica del sito è piuttosto irrilevante. Ciò che realmente influisce sull’ecosostenibilità della struttura è fissare degli obiettivi ben precisi per l’intero team di progettazione e lavoro per quanto riguarda le quantità di utilizzo di energia e acqua.
  2. Comporre una buona squadra di lavoro
    Affinché un progetto di edilizia verde sia rilevante è fondamentale che i proprietari si impegnino seriamente nella costituzione del team di costruzione. Yudelson afferma che dai colloqui con gli operatori che hanno seguito i progetti analizzati è emerso quanto sia importante stabilire fin da subito le prestazioni da raggiungere per quanto concerne i target energetici.
  3. Stessa energia per diverse zone geografiche
    Come già anticipato, la posizione geografica dei siti di costruzione non influisce sul consumo di energia. Dai dati è emerso che gli edifici green sparsi nel mondo consumano più o meno lo stesso quantitativo di energia a prescindere che siano localizzati in regioni calde o fredde. Nel suo libro, Yudelson sostiene che, in presenza di un’ottima coibentazione e dell’installazione di dispositivi ad alta efficienza, la metà del consumo energetico restante è dovuto a apparecchi elettronici e illuminazione e il 15-20% è riservato a riscaldamento e raffrescamento dell’ambiente. Ovviamente, nelle zone più fredde, il carico maggiore sarà dovuto al riscaldamento invernale; viceversa, nelle zone calde, il carico maggiore sarà per il raffrescamento.
  4. Anche gli edifici green sono belli
    Pare ci sia la falsa convinzione che gli edifici green abbiano molto da invidiare alle costruzioni classiche o “a prestazioni normali”. Yudelson rifiuta con forza questo pensiero, asserendo che il pregio architettonico non è assolutamente una mancanza degli edifici green poiché non c’è nessun conflitto tra ecosostenibilità e bellezza estetica.
  5. Definire degli standard sull’uso dell’energia
    Yudelson si è dichiarato sorpreso quando, analizzati i vari case study, si è notata la totale assenza di definizioni standard per quanto riguardo l’uso dell’energia. Come esempio porta l’Australia: per gli edifici commerciali si considera solo l’uso di energia della struttura base, tralasciando i carichi dell’inquilino, falsando completamente la quantità effettiva di energia consumata. Yudelson si augura che si stabiliscano presto degli standard così da rendere più facili gli studi di comparazione tra diverse regioni del mondo.

Ediltrophy si tinge di verde

Il post che segue sarà l’ultimo prima della pausa estiva. Il blog riprenderà ad essere aggiornato dalla fine di agosto. Auguriamo a tutti voi buone vacanze!

Un’edizione che si tingerà di verde. È questa la novità per il 2013 di Ediltrophy, la gara di arte muraria che vede coinvolti giovani allievi ed esperti mastri delle Scuole Edili per la proclamazione del muratore dell’anno. Non si tratta solo di sicurezza sul lavoro come nelle precedenti edizioni. Quest’anno ci si dedicherà all’edilizia sicura e sostenibile.

Ediltrophy nasce nel 2008 grazie a Formedil, un ente nazionale per la formazione e l’addestramento professionale in edilizia, e viene realizzata in collaborazione con Saie, il Salone internazionale dell’edilizia, e Iiple, la Scuola edile di Bologna.

La competizione del 2013, alla sua sesta edizione, si concentrerà sul tema dell’efficienza energetica, rispondendo all’esigenza del mercato che si sta evolvendo rapidamente verso un’edilizia verde che rispetti l’ambiente e allo stesso tempo garantisca edifici resistenti e stabili.

Tutto il sistema della formazione si impegna in questo senso, comprese le 104 scuole edili su territorio nazionale, che daranno un contributo effettivo fornendo conoscenze e competenze al passo con i tempi a tecnici e operai.

La gara si svolgerà in due fasi: la selezione regionale e la finale, a livello nazionale. Ogni squadra sarà composta da due muratori suddivisi in categorie junior e senior. La selezione regionale avrà luogo tra il 14 settembre e il 5 ottobre 2013 in 14 città italiane, e vedrà coinvolti lavoratori di 15 regioni. In questa fase i partecipanti realizzeranno semplici manufatti di uso quotidiano, come panchine, murature, e barbecue.

La fase finale a livello nazionale vedrà la partecipazione dei vincitori della prima fase e si svolgerà a Bologna, in occasione della giornata conclusiva del Saie, il 19 ottobre 2013. Durante questa giornata la competizione si farà serrata e i finalisti dovranno realizzare una muratura composta da una parte armata e una a vista, antisismica ed alta efficienza energetica.

Il premio sarà assegnato ai due operai senior e junior che si distingueranno durante la gara per aver realizzato la migliore struttura antisismica e soprattutto ad alto risparmio energetico.

Parteciperete?

Classe energetica A+ alla riscossa

In Lombardia oltre la metà degli edifici certificati secondo la loro classe energetica risultano nella fascia G, ovvero la più bassa.

Col diffondersi della pratica della certificazione energetica degli immobili, però, è stato osservato quello che potremmo definire l’inizio di un cambiamento.

Sono stati rilevati in crescita gli edifici certificati come “ad alte prestazioni energetiche”: i dati parlano di 6200 edifici di classe energetica A e più di 44.000 edifici in classe B, solo in Lombardia.

Il peso percentuale degli edifici certificati nelle categorie più performanti resta purtroppo, in quasi tutte le regioni del Nord Italia, molto basso rispetto agli edifici obsoleti. Il patrimonio immobiliare esistente è quello che rappresenta la parte più energivora del paese, facendolo stagnare nell’inefficenza energetica.

Le uniche virtuose risultano essere le nuove costruzioni, edificate secondo le direttive dell’UE in materia di efficienza energetica e riduzione delle emissioni di CO2. Rappresentano una speranza che lentamente ma inesorabilmente va delineando la strada per il nostro futuro eco-sostenibile e compatibile.

In Lombardia difatti il numero di edifici a consumo quasi zero (NZEB), classificazione introdotta dalla Direttiva Europea 2010/31/UE, meglio conosciuti come edifici a classe energetica A+ , aumenta sempre più. Dai 33 di inizio 2011 si è arrivati ai 1006 del 6 aprile 2013 (dati del Catasto Energetico Edifici Regionali).

Il 90% di questi ha destinazione ad uso residenziale, mentre il restante 10% è adibito ad uffici e ad attività commerciali e industriali.

Questa tipologia di edifici ad eccellenti prestazioni energetiche è il futuro dell’edilizia sostenibile ed efficiente, la prerogativa su cui puntare, un requisito essenziale per il futuro dei nostri figli. Come spiega Emilio Bianchi, direttore di Senaf “si rende un doppio intervento: da un lato, servono politiche regionali che promuovano la riqualificazione di edifici ed impianti, sostenendo un comparto in difficoltà; ma dall’altro, è altrettanto fondamentale che la filiera sia formata su ogni aspetto legato ad efficienza ed energie rinnovabili, per diffondere tra la popolazione questi valori”.

Le opportunità lavorative offerte dal green building

Qual è la prima cosa che ci viene in mente quando pensiamo ad edilizia ecosostenibile o miglioramento delle prestazioni energetiche? Al rispetto per il nostro ecosistema, certo. Ma anche al minor esborso monetario per pagare le nostre bollette.

Sembra sia proprio questa seconda ragione il motivo principale della diffusione dell’edilizia sostenibile in tante parti del mondo. Una diffusione che ha reso il settore green sinonimo di sicurezza per le opportunità lavorative presenti e future. Secondo un sondaggio condotto da McGraw-Hill negli Stati Uniti, infatti, le imprese che si occupano di edilizia ecosostenibile hanno visto incrementare i numeri del proprio business in maniera inesorabile.

Se nel 2011 i green buildings del settore residenziale rappresentavano il 17% del mercato, con un volume d’affari di circa 17 miliardi di dollari, entro il 2016 raggiungeranno il 38% a fronte di un quintuplicarsi del volume complessivo.

Sia le costruzioni che le riqualificazioni, infatti, sono sempre più richieste. Ciò ha comportato anche una diminuzione generale dei costi aggiuntivi per questo tipo di interventi, diminuiti dall’11% del 2006 al 7% dello scorso anno. E ha facilitato l’ottenimento di nuove commesse per il 46% delle aziende edili convenzionali, messe in ginocchio dalla crisi.

Occuparsi di edilizia sostenibile significa anche migliorare la qualità del proprio lavoro: lo dichiarano il 62% delle aziende impegnate in progetti di riqualificazione. Forse però il dato più importante è la traduzione di queste percentuali in cifre reali legate all’incremento del numero di lavoratori, in un periodo in cui la disoccupazione non accenna a diminuire.

Secondo McGraw-Hill, infatti, nel 2011 circa 660.000 persone tra architetti, ingegneri e imprenditori sono state occupate nel settore green. Un numero che nel 2015 probabilmente supererà le 900.000 unità.

Questa la situazione negli Stati Uniti. Ora è da verificare se davvero le intenzioni dell’UE, orientate verso uno sviluppo esponenziale del settore, possano fungere da motore in grado di far ripartire le disastrate economie europee.

Voi che ne pensate?

Uffici ecosostenibili? Un obiettivo ancora lontano.

Limitati investimenti nella ricerca, assenza di una normativa adeguata e incertezza sugli incentivi fiscali. Sono alcuni dei leitmotiv che sentiamo spesso ripetere quando ci si riferisce a soluzioni innovative da sviluppare in un contesto italiano. Stavolta è il turno degli uffici ecosostenibili, nei confronti dei quali il nostro paese si trova in enorme ritardo.

L’esigenza di rimodellare il contesto lavorativo all’interno di questa tipologia di spazi risponde all’esigenza di aderire ai principi dell’edilizia ecosostenibile e allo stesso tempo di costruire un ambiente di lavoro che possa stimolare una maggiore produttività. Ma anche limitare l’impatto ambientale, condividendo in questo modo il vantaggio con l’intera collettività.

E così, se un paese come la Gran Bretagna tiene questi concetti in grande considerazione, noi possediamo solamente un numero limitato di eccellenze. Una di queste è rappresentata dalla sede italiana a Milano della multinazionale delle assicurazioni Ergo

Il caso della Ergo riguarda un esempio di edilizia ecosostenibile ottenuta tramite un processo di riqualificazione degli uffici in una prospettiva di tutela dell’ambiente. Ciò ha permesso una riduzione delle emissioni di CO2 di circa 291 tonnellate l’anno e, di conseguenza, un notevole risparmio energetico ed economico.

“Abbiamo aumentato l’isolamento termico con lana di roccia e poliuretano – dichiara il curatore dei lavori Niccolò Aste – e poi, tra gli altri interventi eseguiti, abbiamo sostituito i vetri presenti con una tipologia che facesse filtrare la luce e non alzasse troppo le temperature interne d’estate”.

Un solido e lungimirante progetto di sostenibilità ambientale dovrebbe contenere al suo interno anche provvedimenti per adeguare i contesti lavorativi e non soltanto quelli abitativi. Si spera soltanto che non possa tardare ulteriormente a prendere un posto di rilievo nella coscienza ecologica degli italiani.

A marzo 2012 l’ottava edizione di Ecobuild

Ad Ecobuild la Camera di Commercio Italiana per il Regno Unito si occupa dell’organizzazione del padiglione italiano e garantisce alle aziende italiane la possibilità di ottenere tariffe agevolate rispetto a quelle ufficiali

Durante l’edizione di quest’anno, con 1300 mq di superficie netta espositiva, il padiglione italiano è stata la più vasta area internazionale, occupando una posizione assolutamente strategica all’interno della fiera. Stiamo parlando di Ecobuild, l’evento più importante al mondo nel settore dell’edilizia ecosostenibile ed energie rinnovabili, che l’anno prossimo avrà luogo a Londra dal 20 al 22 marzo.

Con oltre 1300 espositori e circa 55000 visitatori, Ecobuild rappresenta un punto d’incontro per autorità locali, architetti, costruttori e imprese fornitrici. Ogni anno, al suo interno, sono raccolti i contributi più importanti dal mondo industriale e accademico, che per questo motivo la trasformano nel più grande evento orientato alla promozione della ricerca e dello sviluppo del settore.

Quest’anno il padiglione italiano, creato dalla Camera di Commercio Italiana per il Regno Unito, ha ospitato più di un centinaio di aziende, che hanno avuto così la possibilità di confrontarsi con un’offerta e con richieste di operatori che hanno riconosciuto la fiera come un luogo vocato al consolidamento di relazioni internazionali.

Diverse inoltre le attività che hanno visto il coinvolgimento di personalità del mondo accademico ed economico e che hanno reso il padiglione italiano un punto di riferimento per professionisti attivi nei settori delle costruzioni e dell’energia.

Anche per l’edizione 2012 sono previsti numerosi seminari e conferenze all’interno del padiglione italiano e, a questo proposito, la Camera di Commercio Italiana per il Regno Unito si pone come rappresentante ufficiale ed esclusivo di Ecobuild in Italia. Ciò garantisce la possibilità di ottenere tariffe agevolate rispetto a quelle ufficiali.

Voi ci sarete?

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