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A New York c’è un grattacielo senza finestre

Long Lines Building AT&T di New York

Quando pensiamo ad un grattacielo, immaginiamo un edificio molto alto e pieno di finestre che filtrano e riflettono la luce tutt’intorno. Insomma, un luogo luminoso quanto maestoso.

Si chiama Torre Reforma e durerà 2.500 anni

Secondo voi quanto può durare un grattacielo? Secondo lo studio di ingegneria Arup fino a 2.500 anni. L’edifico che vuole fare concorrenza alle piramidi di Cheope si chiama Torre Reforma e sarà il secondo edificio più alto di Città del Messico e in assoluto la costruzione con il maggior numero di ascensori del paese.

Il grattacielo, progettato in collaborazione con lo studio L. Benjamin Romano Arquitects, è stato ideato a partire da una pianta a base triangolare che si estende in altezza per ben 57 piani. Tutto l’edificio è stato pensato per avere la massima efficienza energetica e sostenibilità ambientale.

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Dato che Torre Reforma ha una pianta triangolare, l’intero edificio ha una sua propria tendenza a torcersi quando è soggetto all’aumenti di pesi laterali e ai venti. Abbiamo sviluppato un’analisi approfondita per stabilire le performance della sua struttura in condizioni estreme soprattutto riguardo agli eventi sismici, e siamo arrivati a una soluzione che è tanto appropriata su scala locale, quanto in linea con le best practice internazionali del design di grattacieli” affermano gli ingegneri di Arup.

Le eccezionali proprietà antisismiche e tutti gli accorgimenti green hanno permesso di candidare il progetto della Torre Reforma alla certificazione LEED Platinum Core and Shell, uno dei riconoscimenti più ambiti nel settore dell’edilizia sostenibile (e del quale vi avevamo già parlato qui).

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Ma c’è un altro problema a cui il grattacielo deve far attenzione, ed è quello della subsidenza: infatti il territorio che comprende la gigantesca metropoli messicana col tempo tende a sprofondare, portando con sé gli edifici costruiti sulla zona. Data la particolare situazione del territorio, gli architetti della Torre Reforma si sono concentrati molto alla gestione dell’acqua, che viene sfruttata attraverso dei sistemi di riciclo delle acque grigie e nere. Da notare come sia il design stesso del grattacielo a garantire la ventilazione passiva della struttura, ideato anche per limitare l’influenza del calore generato dall’energia solare.

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La struttura dà inoltre grande importanza alla luce, grazie a delle vetrate che si estendono su tutti e tre i lati dell’edificio. Le finestre sono sempre uno degli elementi più importanti del design di una costruzione: se cerchi l’eccellenza nei serramenti in legno, sei nel posto giusto!

L’architettura del futuro

Ormai è noto: il trend globale dell’architettura è green. Le norme sempre più stringenti, gli spazi sempre più insufficienti e una sensibilità ambientale sempre maggiore stanno portando architetti di tutto il mondo a immaginare gli edifici e le tecniche costruttive del futuro.

Più volte abbiamo visto come startup e team di ingegneri abbiano creato e riscoperto materiali green ad alta efficienza e abbiano cercato di mettere insieme materiali e tecniche per creare qualcosa di innovativo.

Abbiamo anche visto come team di architetti siano stati capaci di sfruttare tutti questi ingredienti (sostenibilità, materiali ed efficienza) e abbiano progettato un edificio che va oltre tutti i canoni dell’architettura tradizionale.

Eduardo Wiegand, collaboratore del progetto Kokoon, è andato oltre immaginando quale possa essere il futuro dell’architettura del prossimo millennio. E la risposta è: i grattacieli in legno.

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Questa visione è stata elaborata nell’ambito del progetto portato avanti dall’University School of Arts Designs and Architecture di Aalto. Si tratta di un progetto partito dalla recente crisi abitativa scoppiata in Finlandia, paese che più di molti altri investe nell’architettura green e in armonia con il contesto naturale.

Il progetto ha elaborato una soluzione alquanto innovativa: si tratta di un sistema di abitazioni prefabbricate che, grazie a soluzioni modulari e trasportabili, permettono di essere riconfigurate per rispondere alle più diverse esigenze edilizie. Il minimo comune denominatore? Il legno.

Nell’ultimo decennio, in Europa l’industria dell’edilizia è stata responsabile del 36% delle emissioni: quindi, utilizzare materiali e tecniche che possano mitigare questo trend negativo sta diventando una necessità più che un’opzione.

Il legno è la fonte rinnovabile per eccellenza, ma questo lo saprai già.

Quello che forse non saprai, è che questo antico materiale:

  • richiede meno energia per essere lavorato
  • non produce alcun tipo di rifiuto durante il suo ciclo di vita
  • è sempre pronto al riuso
  • alla fine del suo ciclo di vita può diventare un ottimo combustibile
  • è l’unico materiale che assorbe e trattiene grandissime quantità di CO2 (fino a 1 tonnellata per fusto)

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Consideriamo ora un fatto: la densità di una città è direttamente legata alle emissioni di CO2.

Alta densità e costruzioni poco sostenibili. Quale può essere la soluzione? I grattacieli in legno sembrano essere, per Wiegand, la soluzione migliore per creare delle città compatte ma allo stesso tempo ecosostenibili.

Di certo una posizione innovativa, che mette le persone e l’ambiente al centro di tutto. Provate ora ad immaginare una città che, come una moderna foresta urbana, si innalza verso l’alto con grattacieli di legno ad altissimo concentrato tecnologico. E le finestre? Di legno, ovviamente!

Legno: un materiale da record!

Leggero, resistente, duraturo, flessibile, adattabile: forse starete pensando che stiamo parlando di una lega futuristica dell’alluminio o di una delle ultime scoperte in fatto di biomateriali.

Ebbene, in entrambi i casi vi sbagliate. C’è un solo elemento naturale al 100% che rispecchia tutte queste caratteristiche: il legno.

Ultimamente l’architettura sta guardando sempre più alla sostenibilità e all’utilizzo di materiali non solo resistenti ma anche naturali, come il legno, la canapa o altri composti. Il legno non è una novità: fin dagli albori viene utilizzato per costruire strutture di ogni genere, case, prefabbricati, capannoni, addirittura automobili.

Ma quello che ha progettato il team di PLP Architecture, in collaborazione con dei ricercatori della facoltà di architettura di Cambridge, va oltre tutto ciò che è stato immaginato e prodotto in edilizia con il legno.

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Si chiama Oakwood Tower ed è la proposta dello studio di architettura che rivede totalmente i canoni delle costruzioni in legno. Il progetto prevede la costruzione del giù grande edificio in legno al mondo: un grattacielo di 300 metri, sviluppato su 80 piani, con circa 1000 appartamenti dislocati su più di 90.000 metri quadrati.

Se il progetto dovesse vedere la luce, costituirebbe di fatto il secondo grattacielo più alto di Londra dopo il “The Shard” di Renzo Piano e supererebbe di 10 volte l’altezza di un altro edificio costruito in legno della capitale londinese, il “The Cube” di 33 metri d’altezza.

L’idea è quella di rompere con la monotonia e il grigiore del cemento, costruendo un edificio che possa portare un beneficio ambientale e anche psicologico: abitare in un edificio interamente in legno riavvicina ad uno stile di vita più vero, autentico e allo stesso tempo non danneggia l’ambiente circostante.

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Oltre alle sue caratteristiche d’eccezione, il legno ci ricorda i ritmi naturali, i tempi rilassati, ci riporta a una vita più autentica e sana: è anche per questo che noi di Pavanello Serramenti abbiamo scelto questo materiale, per regalarvi ogni giorno l’esperienza autentica di vivere – letteralmente – a contatto con la natura.

La nuova frontiera dell’edilizia: i grattacieli green

Nelle grandi città, ciò che colpisce di più, specialmente nelle grandi metropoli, sono i grattacieli. Ma questi giganti di cemento e ferro non soltanto rischiano sempre più di deturpare l’ambiente con le loro forme e i loro ingombri, ma possono anche trasformarsi in dei veri e propri casi di inquinamento ambientale. Basti pensare che un grattacielo di circa 80 metri d’altezza equivale a 50 appartamenti di media dimensione, per rendersi conto di quanto possa essere  inquinante e dannoso per l’ambiente un gigante del genere.

Per questa ragione, negli ultimi anni si è parlato sempre più di grattacieli green, ovvero delle torri che, oltre ad essere a basso impatto ambientale ed energetico, si inseriscono alla perfezione nel tessuto urbano preesistente, senza danneggiarlo ma anzi valorizzandolo.

Con il libro “Eco-Towers: Sustainable Cities in the Sky”, il professore della University of Illinois di Chicago, Kheir Al-Kodmany, vuole dimostrare proprio questo: costruire grattacieli green non è soltanto possibile, ma è anche un modo per mitigare il riscaldamento globale e rendere più efficienti, sotto tutti i profili, le moderne città.

Bosco Verticale - Interni

Nel suo libro, il professore ha raccolto numerosi progetti di grattacieli verdi, con fotografie e note, e moltissime bozze di progetti all’avanguardia non ancora realizzati. La tesi di Al-Kodmany, è che non bisogna demonizzare i giganti grigi ma anzi, sfruttarli in modo consapevole, essendo il modo più intelligente di costruire e trovare nuovi posti per i residenti delle città. Saranno dunque da utilizzare soluzioni avanzate che permettano la perfetta integrazione dei grattacieli con il tessuto urbano, come la depurazione delle acque reflue, una corretta illuminazione (LED o naturale), l’utilizzo di turbine eoliche elicoidali o l’aria condizionata alimentata dall’acqua marina.

Un caso concreto di grattacielo verde è quello che a Stefano Boeri, a Milano, è valso il prestigioso premio  ”International Highrise Award 2014”. Bosco Verticale – progetto completamente italiano – ha vinto il premio per essere un edificio che non soltanto fa uso di soluzioni a basso impatto ambientale, ma che valorizza l’ambiente circostante grazie alla convivenza di alberi e piante che crescono in perfetta armonia  con la fauna e la flora della città.

Wooden Skyscraper, il grattacielo in legno più alto al mondo

Con i suoi 34 piani vuole essere il grattacielo in legno più alto al mondo, superando il Forte building di Melbourne e il Stadhaus di Londra. Sarà pronto entro il 2023, e diventerà il nuovo punto di riferimento per il quartiere Marieberg di Stoccolma. Vincitore del primo premio per il 100° anniversario della famosa società di costruzioni svedese HSB, è stato progettato da CF Møller Architects in collaborazione con Dinell Johansson.

Sostenibilità ed Ecologia saranno le parole chiave del Wooden Skyscraper che sfrutterà  un nucleo interno in calcestruzzo per estendersi in altezza e il legno per la restante parte strutturale. Giardini pensili che fungono da filtro termico, ampie vetrate isolanti, pannelli solari sul tetto e un sistema di raccolta delle acque piovane faranno del grattacielo di Stoccolma un esempio di architettura ad alta efficienza energetica e ridotti consumi.

Sarà di fatto un grattacielo sostenibile non solo per le sue caratteristiche strutturali e per i materiali utilizzati. L’intera area infatti verrà adibita ad attività per la collettività, cioè orti urbani condivisi, asili nido, depositi per le biciclette e giardini d’inverno.

Il Legno ancora una volta assume sempre più il carattere di materiale per il futuro, unito all’architettura moderna e alle nuove tecnologie, si presenta come tentativo di migliorare il modo di “abitare”. Non dobbiamo far altro che attendere la sua realizzazione per ammirarne i benefici.

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