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Risparmia fino a 60.000€ cambiando una finestra

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La nuova legge di stabilità 2017 ha introdotto diverse agevolazioni per tutto quel che riguarda la riqualificazione energetica e gli interventi di ristrutturazione degli edifici.

Tra le detrazioni figurano anche tutte quelle operazioni che si possono effettuare sull’involucro esterno degli edifici, tra cui la sostituzione degli infissi.

Efficienza energetica: il dl 63/2013 entra in vigore come legge

Finalmente notizie incoraggianti per l’edilizia: è stato approvato in terza lettura dal
Senato (con 249 si e 2 no) il dl 63/2013 in materia di efficienza energetica e
ristrutturazioni edilizie, ora convertito in legge. Sulla Gazzetta Ufficiale è possibile
consultare il testo completo.

La legge prevede in via definitiva:

  • L’eco-bonus del 65% sarà distribuito lungo un periodo di 10 anni e riguarda le spese sostenute entro il 31 dicembre 2013. Viene invece prorogato fino al 30 giugno 2014 per gli interventi su parti comuni dei condomini.
  • L’eco-bonus coprirà anche gli impianti con pompe di calore ad alta efficienza.
  • L’eco-bonus del 65% viene esteso anche ai lavori di consolidamento antisismico su prime case e capannoni nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2). Per le zone 3 e 4 la detrazione è pari al 50%. Per entrambi i casi il termine ultimo è il 31 dicembre 2013.
  • La scadenza dell’innalzamento delle detrazioni IRPEF dal 36% al 50% dei costi di ristrutturazione è prorogata al 31 dicembre 2013 entro un limite di 96.000 euro.
  • L’acquisto di elettrodomestici e grandi elettrodomestici di classe A+ (A per i forni) per le abitazioni in fase di ristrutturazione beneficia di una detrazione del 50% entro una spesa massima di 10.000 euro.
  • Tutti gli incentivi diverranno stabili e non subiranno ulteriori proroghe a partire dal 2014.
  • Entro il 31 dicembre 2020 tutti i nuovi edifici privati dovranno rispettare la regola del “energia quasi zero”. Gli edifici pubblici dovranno invece rispettare il termine del 31 dicembre 2018.
  • L’attestato di prestazione energetica (APE) sostituirà l’attestato di certificazione energetica (ACE). Per gli edifici in costruzione o nuovi, il certificato dovrà essere prodotto dal costruttore. Per gli edifici venduti o affittati, il certificato dovrà essere prodotto dal proprietario. L’APE è obbligatorio, pena l’annullamento dei contratti di vendita e locazione; il certificato dovrà essere redatto da un tecnico, deve essere aggiornato per qualsiasi modifica che cambi le prestazioni energetiche e ha una validità di 10 anni.

Ci si aspetta che il tanto atteso eco-bonus, con le altre agevolazioni, dia al settore edilizio in crisi la possibilità di riprendere fiato. In attesa dell’effettiva applicazione della legge e delle prime erogazioni, non possiamo che augurarci il meglio.

Se cercate informazioni più dettagliate, potete dare uno sguardo a questo nostro post.

E voi, pensate di usufruire degli incentivi?

Dl 63/2013: ok dal Senato

Il disegno di legge di conversione del dl 63/2013 ha ricevuto l’ok dal Senato e verrà ora esaminato in seconda lettura dalla Camera dei Deputati. Il Senato ha apportato alcune modifiche, riportate qui di seguito:

  • L’eco-bonus del 65% verrà esteso anche agli interventi di sostituzione degli impianti di riscaldamento con pompe di calore
  • Gli eco-bonus del 65% e del 50% verranno estesi anche agli interventi per la prevenzione antisismica
  • La detrazione fiscale del 50% viene estesa, oltre che per le ristrutturazioni e agli arredi per gli immobili ristrutturati, anche ai grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ e, per i forni, alla A, per un ammontare massimo di 10 mila Euro, distribuiti in 10 quote annuali, in aggiunta ai 96 mila Euro
  • Il Piano d’azione per gli edifici a energia quasi zero, fissato per il 31 Dicembre 2014, viene anticipato di sei mesi, precisamente al 30 Giugno 2014. Allo stesso modo, l’elenco delle misure finanziarie del ministero dello Sviluppo viene anticipato al 31 Dicembre 2013
  • L’APE (attestato di prestazione energetica) deve essere rilasciato prima del certificato di agibilità e non al termine dei lavori
  • L’APE va prodotto dal proprietario anche in caso di trasferimento a titolo gratuito
  • Applicare le misure di riqualificazione energetica previste dal dl 63/2013 a edifici culturali o paesaggistici sarà possibile solo se le modifiche “non alterino in maniera inaccettabile” l’edificio stesso
  • Verrà costituita una banca dati presso il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) che terrà traccia di tutti gli incentivi erogati per tenere sotto controllo i costi e l’andamento dei lavori e per tutela in caso di frodi
  • Il fondo di garanzia per la realizzazione di reti di teleriscaldamento sarà esteso anche alla realizzazione di progetti di miglioramento dell’efficienza energetica nell’edilizia pubblica entro i limiti delle risorse di fondo
  • Il Governo si impegna a “valutare la possibilità di assumere iniziative volte a prevedere la messa a regime delle nuove quantificazioni dell’agevolazione, sia in termini di percentuale di detrazione, che di limite massimo di spesa agevolata concesso, riconoscendo la detrazione Irpef per il recupero edilizio, nella percentuale del 50% (al posto del 36% attualmente vigente a regime), per un importo massimo di spesa a carico del contribuente di 96.000 Euro (invece degli attuali 48.000 Euro)”
  • Il Governo si impegna, inoltre, a “valutare l’opportunità di assumere le opportune iniziative di carattere normativo volte a prevedere che, a decorrere dal 2014, siano adottati interventi tesi a ridurre la quantità di energia consumata e a migliorare le prestazioni energetiche degli edifici pubblici – intesi come le strutture edilizie esterne e interne e tutti gli impianti e i dispositivi tecnologici che si trovano stabilmente al loro interno, che siano di proprietà di comuni, province, regioni e Stato, o di altri enti pubblici; nonché a predisporre un Piano di risparmio ed efficientamento del parco immobiliare privato, con un orizzonte di 25 anni, individuando obiettivi e strumenti opportuni sulla base di una valutazione dei relativi costi e benefici”


Come anticipato, il decreto è ora in seconda lettura alla Camera dei Deputati. Nel frattempo, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome si esprime a favore delle modifiche e, attraverso un documento consegnato al Governo, avanza alcune richieste. Alcune di queste sono state ritenute accoglibili dal ministero dello Sviluppo:

  • Escludere dall’applicazione del decreto gli impianti industriali sprovvisti di impianti di climatizzazione
  • Eliminare il comma 11 dell’art. 6 riguardante l’attestato di qualificazione energetica per semplificare l’applicazione della norma
  • Accogliere la norma che permette di passare dagli ACE agli APE
  • Coprire i costi per il trasferimento dei dati alla banca dati del GSE


Inoltre, la Conferenza delle Regioni richiede il rilascio dell’intesa da parte della Conferenza Unificata sui provvedimenti attuativi del dl 63/2013 in quanto influiscono sulle politiche energetiche locali e sulle normative regionali in vigore; la Conferenza richiede anche una precisazione sulla clausola di cedevolezza per il rispetto della “condizionalità ex-ante” prevista dai regolamenti comunitari.

Arriva il conto termico

Buone notizie per chi sta pensando di rinnovare energeticamente le proprie infrastrutture.

Viene introdotto un ulteriore strumento per promuovere l’installazione di tecnologie di risparmio energetico. Dalla collaborazione tra il Ministero dello Sviluppo Economico e quello dell’Ambiente nasce il conto termico.

Assieme alle detrazioni del 50% per le ristrutturazioni finalizzate all’efficienza energetica, viene introdotto un contributo sulla produzione di energia elettrica rinnovabile all’interno di edifici pubblici o privati. All’interno del conto termico si stimerà la produzione annua di energia elettrica derivante da impianti termici rinnovabili come il fotovoltaico, ma anche stufe a pellet e pompe di calore.

Verrà adottato un metro di valutazione basato sulle prestazioni dell’impianto, quindi il contributo verrà calcolato sulla base di indici prestazionali come il rendimento, il limite alle emissioni e anche la zona climatica nella quale è installato. In questo modo il decreto punta a premiare gli investimenti che vengono fatti dove potranno rendere meglio.

Secondo i dati del Ministero l’incentivo dovrebbe rimborsare circa il 40% della spesa sostenuta. Bisogna ricordare che il dato può variare in quanto il conto termico viene effettuato su ogni singolo edificio, pubblico o privato, e quindi varierà al variare del costo iniziale e dei vari parametri prestazionali. Gli impianti che si dimostreranno essere più produttivi e efficaci, saranno premiati.

La buona notizia è che il contributo verrà versato direttamente sul conto corrente del soggetto dal gestore dei servizi energetici. Questo potrà essere ottenuto in 5 rate annuali per gli edifici della pubblica amministrazione, mentre l’attesa si riduce a  2 anni nel caso delle taglie domestiche.

E’ possibile accedere agli incentivi anche attraverso dei finanziamenti di terze parti come ESCO, che fornisce a chi voglia rendere efficiente un immobile (siano un gruppo di condomini o un imprenditore per la sua azienda) degli strumenti economici concreti, permettendo di realizzare gli interventi di cui hanno bisogno senza necessariamente dover sostenere un investimento iniziale oneroso. Il prestito non sarà legato al committente ma all’immobile che sarà l’oggetto dell’intervento, in modo da coinvolgere anche inquilini o futuri acquirenti, e aumentare così il valore dell’offerta.

Sicuramente una buona idea questa del conto termico, che completa e razionalizza il panorama delle leggi incentivanti all’efficienza energetica in Italia. In questi tempi di incertezza politica e finanziaria, forse questi passi avanti ci danno la speranza che si possa e si voglia fare qualcosa per cambiare le abitudini e le infrastrutture italiane e renderle efficientemente verdi.

Detrazioni fiscali del 50% fino a fine 2015: soltanto una promessa elettorale?

L’ex Presidente del Consiglio Mario Monti, nel corso di un incontro con gli imprenditori di Assoedilizia e di Confindustria di Monza e Brianza, ha lanciato la sua proposta per far ripartire il settore dell’edilizia.

Il suo intento sarebbe quello di prorogare le detrazioni fiscali del 50% per le ristrutturazioni edilizie fino alla fine del 2015. Seguendo le richieste avanzate da FederlegnoArredo verso la fine dell’anno scorso, Monti dichiara che sarebbe intenzionato a estendere le detrazioni anche all’acquisto di mobili e complementi d’arredo.

“Appoggiamo inoltre in pieno l’idea di rendere da subito strutturali gli incentivi nell’edilizia per il risparmio energetico da estendere anche alle demolizioni e rifacimenti” aggiunge l’ex Presidente del Consiglio. Gli incentivi ad ora sono in scadenza il 30 giugno 2013, e riguardano interventi di riqualificazione energetica degli edifici come coibentazione delle pareti, installazione di serramenti ad alta efficienza energetica, pannelli solari, impianti termici ecc.

Il 13 febbraio, solo due giorni dopo queste dichiarazioni, si è tenuta a Milano la Giornata della Collera, nella quale sono stati posati in Piazza Affari, davanti alla sede della Borsa, 9000 caschetti gialli, a simboleggiare i posti di lavoro perduti solo a Milano per colpa della crisi del settore edilizio. Imprenditori e lavoratori chiedono alla politica di smetterla con le promesse e chiedono che vengano attuati interventi concreti e coraggiosi per uscire dalla crisi.

Tutto questo rispecchia l’attuale situazione del settore edilizio italiano, che negli ultimi 5 anni è stato messo in ginocchio principalmente dal crollo interno degli acquisti, ma non solo. A gravare sul bilancio di un settore che conta già la perdita di 51mila posti di lavoro e la chiusura di 10mila aziende, con una perdita di valore del 39% e un crollo del 33% del fatturato, sono anche la mancanza di credito e gli inaccettabili ritardi nei pagamenti proprio da parte dello Stato.

Data la necessità di rilancio dei consumi interni al settore, le proroghe alle agevolazioni fiscali sarebbero una manna dal cielo per chi lavora e investe nel campo. Gli incentivi sarebbero in grado, secondo Roberto Snaidero presidente di FederlegnoArredo, di rilanciare i consumi nazionali d’arredamento del 20%, ovvero di 1.2 miliardi di euro.

Oltre agli incentivi però, le associazioni delle imprese edili chiedono un cambiamento nella pubblica amministrazione, denunciando la sempre maggiore mancanza di interlocutori politici che accettino di farsi carico dei loro problemi.

Sono chiare a tutti quanto sarebbero fondamentali e utili le proposte del Senatore Monti per far riprendere un po’ di ossigeno a imprenditori e lavoratori dopo cinque anni di apnea. Ma sarà solo un’altra proposta da campagna elettorale?

Regioni in ritardo sulla legiferazione in materia di energie rinnovabili

Nonostante gli impianti per le rinnovabili siano sufficientemente diffusi sul territorio italiano e garantiscano oltre il 22% dei consumi elettrici complessivi, a tutt’oggi il recepimento delle linee guida nazionali per la loro realizzazione è parecchio in ritardo.

Sono soltanto 15 le Regioni ad essere intervenute per declinare le indicazioni nazionali rispetto ai territori.
Le più virtuose? Puglia e Provincia di Bolzano, che hanno definito un quadro completo di indicazioni per ogni tipo di impianto. Le più negligenti? Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia e Sicilia dove non è stato fatto ancora nulla. Marche, Molise e Valle D’Aosta hanno introdotto indicazioni per eolico e fotovoltaico, mentre Emilia Romagna, Piemonte e Toscana si sono occupate solo di fotovoltaico.

Nella maggior parte dei casi ci si è però limitati a definire esclusivamente i vincoli, ma non a delineare progetti che accompagnino lo sviluppo nei territori, gestiscano i processi di confronto con imprese e Enti Locali sulle proposte e diano certezze a cittadini e imprenditori, tenendo assieme le ragioni dello sviluppo con quelle della tutela.

E’ quanto emerso da un convegno tenutosi il 15 giugno a Roma a cura di Anev e Legambiente nell’ambito delle iniziative del Wind Day, la giornata mondiale dedicata all’energia eolica, promossa dall’Ewea, l’associazione europea dell’energia eolica e dal Gwec e il Global Wind Energy Council.

“Le prospettive sono rosee – ha dichiarato Edoardo Zanchini, responsabile Energia di Legambiente – ma per ottenere risultati vantaggiosi è necessario dare risposta ad alcune questioni fondamentali. Gli obiettivi europei al 2020 devono essere perseguiti con concretezza, coinvolgendo nella sfida anche il settore dell’edilizia e della piccola e media impresa. Bisogna poi dare certezza agli incentivi e definire regole semplici e trasparenti per l’approvazione dei progetti da fonti rinnovabili, risolvendo così l’annoso problema della complessità dell’iter per la realizzazione degli impianti”.

Per Legambiente, è necessario porsi almeno tre obiettivi concreti che possano promuovere la crescita e lo sviluppo corretto di tutto il settore, a partire dal raggiungimento degli obiettivi europei al 2020 per l’energia e il clima, per i quali bisogna innescare politiche di spinta alle rinnovabili e soprattutto di efficienza energetica trasversali all’edilizia, alle piccole e medie imprese, ai trasporti.

Il primo è un patto tra Governo e Regioni per approvare un sistema di burden sharing (previsto dalla Legge 13/2009): un piano per dividere e condividere impegni e responsabilità tra le diverse regioni sulla base delle risorse e delle condizioni dei territori.

Il secondo riguarda la prospettiva di certezze per gli incentivi alle fonti rinnovabili di progressiva riduzione verso la grid parity (ovvero la situazione per cui il costo di produzione dell’energia da fonti rinnovabili pareggia il costo d’acquisto dell’energia dalla rete).

Infine, il terzo obiettivo riguarda le regole semplici e trasparenti per l’approvazione dei progetti da fonti rinnovabili.

Questo lo stato delle cose in un momento in cui le fonti rinnovabili di energia significano migliaia di imprese e 100 mila occupati tra diretti e indotto, con fonti pulite installate nel 94% dei Comuni italiani.

Voi cosa ne pensate?

Approvato il disegno di legge sul “Sistema Casa Qualità”

La Camera dei Deputati ha approvato all’unanimità la proposta di legge che istituisce il “Sistema casa qualità”, un meccanismo di valutazione e certificazione degli immobili.

La normativa, indirizzata soprattutto alla progettazione e realizzazione di edifici residenziali di nuova costruzione, istituisce una serie di parametri che valutano la sostenibilità ambientale dei manufatti edilizi.
Questi saranno utilizzati da Stato e Regioni per il riconoscimento di agevolazioni fiscali e contributi diretti alle aziende del settore.

Oltre alle nuove costruzioni il sistema si applica agli interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo, nonché di ristrutturazione e ampliamento degli edifici residenziali, nel caso tale ampliamento risulti superiore al 20 per cento dell’intero edificio in termini di volumetria. Le norme saranno applicate su base volontaria e coesisteranno a fianco degli altri strumenti di certificazione.

Quando entrerà in vigore il Sistema?
Nel caso passassero l’esame al Senato, le norme saranno pienamente operative entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, dopo l’approvazione, da parte del Ministero dell’Ambiente, di un decreto che stabilirà requisiti minimi di prestazione energetica, metodi di calcolo e accreditamento dei soggetti abilitati.

La proposta di legge non prevede stanziamenti, ma ciascuna Regione, Provincia e Comune potranno disporre incentivi finanziari e premi per coloro che intendono aderire al sistema. Potranno inoltre promuovere l’adesione volontaria da parte dei proprietari degli edifici e delle giovani coppie che intendono costruire o ristrutturare l’unità immobiliare da adibire a prima abitazione.

I Comuni, infine, avranno la possibilità di stabilire vincoli di edificabilità nei propri piani regolatori vincolandoli al rispetto della certificazione di qualità introdotta dalla nuova normativa.

Cosa ne pensate?

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