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Isolamento termico ai funghi

Se pensavate di averle sentite tutte, dovrete ricredervi! Avete letto bene, i funghi non sono solo buoni da mangiare ma possono anche essere utilizzati come isolante termico. Che rivoluzione!

Vuoi vivere davvero green? Leggi qui!

La bioedilizia è una nuova tendenza, nata e cresciuta per costruire edifici che cerchino di coniugare innovazione tecnologica e risparmio energetico.

Essendo l’edilizia una delle attività a più grande impatto ambientale, da qualche anno si cerca di invertire la tendenza e architetti e designer realizzano edifici ricordando l’importanza della natura e dell’ambiente circostante.

I tre materiali della retro-innovazione

Avete mai sentito parlare di retro-innovazione? Con questo termine si definiscono tecniche e materiali superati dalle nuove tecnologie che trovano impiego nel rispondere a nuovi bisogni.

Così, materiali inaspettatamente obsoleti e antichi, come la canapa, il laterizio e la lana si rivelano essere delle vere e proprie innovazioni.

Lana


Tempo fa, abbiamo visto come gli islandesi usavano (e usano) ricoprire i tetti delle proprie abitazioni con l’erba per aumentare l’isolamento termico interno. Apparentemente però, l’erba non è l’unico materiale green che permette questo: è stato dimostrato che la semplice lana è un ottimo isolante termico. Nonostante la sua struttura organica, ha un’ottima resa anche in condizioni di umidità, è un ottimo isolante acustico, è ignifuga e non viene aggredita da muffe grazie alla sua struttura altamente proteica.

Laterizio


Sono cambiate le norme, sono cambiate le leggi e sono cambiati i criteri di sostenibilità: ma non è cambiato uno degli elementi chiave di tutte le costruzioni, il laterizio. Tuttavia, se opportunamente rivisitato, questo materiale è capace di rispondere e adeguarsi ai più rigorosi criteri degli edifici ad energia quasi zero. Come quello studiato da Wienerberger: elevata capacità d’isolamento acustico, termico, alta traspirabilità, contenimento dei consumi energetici (riscaldamento e raffreddamento), resistenza al fuoco e alta resistenza meccanica. Porotherm Bio Plan 45 T – 009 permette di migliorare la resa energetica grazie a dei piccoli accorgimenti: una nuova tecnologia di rettifica che elimina il ponte termico della malta e dei setti sottili che consentono di aumentare le file dei fori e la percentuale di foratura.

Canapa


Nel 1940 in Italia c’erano circa 100.000 ettari di coltivazioni di questa pianta. Ai giorni nostri, la coltivazione della canapa è stata abbandonata, fino a che non è stato scoperto il suo grande valore come risorsa rinnovabile ed ecosostenibile: pannelli, arredamento, materiali compositi, rivestimenti e isolanti sono solo alcuni degli elementi in cui la canapa trova applicazione. Se sfruttata assieme alla calce, questa pianta dà vita ad un bio-composto dalle caratteristiche uniche, in base alla tipologia di calce e della canapa utilizzata. Questo composto ha caratteristiche simili ad un equivalente muro di pietra e mattoni di 60cm, con uno sfasamento termico che va dalle 8 alle 17 ore; in più, questo composto ha la peculiare caratteristica di catturare anidride carbonica.

Guardatevi attorno: l’abitazione in cui vi trovate è abbastanza green da soddisfare le ultime norme in materia? Noi vi consigliamo di iniziare dalle finestre!

Finestre d’inverno: come proteggersi dal freddo

L’inverno sta arrivando, le temperature si stanno abbassando sempre più e le piacevoli brezze serali si stanno trasformando in pungenti aghi di ghiaccio. In questo periodo è fondamentale tenere sotto controllo tutti gli accessi della casa come le porte, le finestre, i camini e le verande per mitigare la temperatura interna.

Il grado di isolamento termico delle finestre è un fattore molto importante:  non soltanto vi permetterà di restare al caldo e di non soffrire i rigori del gelido vento invernale, ma farà anche bene al vostro portafoglio. Infatti, un buon isolamento termico degli infissi e delle pareti della casa ridurrà notevolmente l’utilizzo del riscaldamento nell’abitazione e, dall’altra parte, sarà molto efficace anche nei periodi estivi per mantenere la casa fresca.

Ma come assicurarsi di avere delle finestre isolate in modo opportuno, riducendo così la dispersione di calore?

  • Un primo accorgimento è quello di controllare lo stato delle tapparelle: spesso non è necessario sostituire completamente l’infisso (visto anche il costo di quelli ad alta efficienza energetica), ma sostituire solamente le tapparelle. Meglio se di colori freddi cosicché possano respingere il calore mantenendo quello interno alla casa.
  • Vi ricordate i serpentoni di stoffa che le nonne mettevano sotto le porte? I salvaspifferi moderni hanno un’alta efficacia contro l’aria fredda: composti in PVC, sono due rulli che si applicano sotto la porta, alle due estremità, garantendo un isolamento completo.
  • Doppi vetri: le finestre con due lastre di vetro garantiscono un isolamento termico a prova di bomba. Lo spazio tra i due vetri, infatti, aiuta a non disperdere il calore e allo stesso tempo a impedire che il freddo si propaghi dal vetro all’ambiente interno.
  • Un metodo molto economico, ma temporaneo, è quello di installare una pellicola d’isolamento per la finestra. Si tratta di applicare del nastro adesivo alle pareti interne della finestra e successivamente attaccare una semplice pellicola termoretraibile. In questo modo tra il vetro e la pellicola si formerà una camera d’aria che bloccherà le correnti e le masse d’aria interne.

L’inverno è già qui: affrontalo nel modo più efficace! Non farti trovare impreparato.
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Estate bollente. La tua finestra è isolata termicamente?

Con un’ estate bollente come questa non è facile decidere se spalancare le finestre o azionare i condizionatori. Attenzione però perché ci sono alcuni accorgimenti importanti: nelle ore più calde, quando il termometro tocca l’apice, è consigliabile sempre chiudere tutte le finestre della casa e attivare il condizionatore. Produrre freddo e contestualmente far entrare aria calda a 35 – 40 gradi lasciando le finestre aperte non è infatti una buona idea: significa far lavorare sempre il condizionatore a pieno regime, aumentare in modo significativo il consumo elettrico, sprecare moltissima energia e inquinare inevitabilmente l’ambiente. Durante la sera o nella nottata invece è preferibile spegnere i condizionatori ed aprire le finestre per favorire il ricambio d’aria.

Ecco perché l’isolamento del serramento è un parametro fondamentale per una finestra. Se gli infissi sono vecchi o non isolati correttamente, magari a causa di una scorretta posa in opera, disperdono l’aria fredda facendola passare e non bloccano il passaggio di quella calda dall’esterno. In realtà però l’isolamento termico è una caratteristica fondamentale che serve a mantenere un buon clima tutto l’anno perché mantiene le stanze calde in inverno e fresche in estate.

Tecnicamente si chiama trasmittanza termica, è calcolata in Uw e indica l’indice di calore disperso. Un alto valore di Uw comporta una maggiore dispersione di calore mentre un basso livello di Uw significa minore dispersione termica e quindi minor consumo.

Attenzione anche al risparmio. Sostituire un vecchio infisso con uno nuovo ha certamente un suo costo ma se si calcola la dispersione energetica ed economica che può causare un infisso di cattiva qualità o mal posizionato in realtà nel lungo periodo si ottiene senz’altro un grande risparmio e un ritorno dell’investimento in un arco temporale di 3 0 4 anni. Se si rispettano i requisiti tecnici poi si possono richiedere anche gli sgravi fiscali per la ristrutturazione o l’efficientamento energetico. Attenzione quindi! Il tuo infisso ha un buon isolamento termico?

L’hotel italiano “Near Zero Energy”

A Nago Torbole, sul Lago di Garda, a maggio è nato un nuovo gioiello della bioedilizia italiana. L’Ecohotel Bonapace è il primo hotel in Italia ad aver ottenuto la certificazione ARCA dopo la vittoria al concorso dell’Agenzia provinciale per le risorse idriche e l’energia dedicato alle nuove costruzioni.

La certificazione è nata in Trentino nel 2009 dalla volontà della Provincia Autonoma di Trento di valorizzare e premiare gli edifici ecologici più innovativi nel settore delle costruzioni in legno. La valutazione offre quattro diversi livelli di certificazione: verde, argento, oro e l’Arca Platinum, vinto dall’Ecohotel Bonapace.

L’albergo è costruito secondo i principi dell’ecosostenibilità e del risparmio energetico, e tutta la progettazione è stata studiata nel dettaglio per soddisfare questo obiettivo. Il materiale principale è il legno di tipo X-lam certificato PEFC che, assieme alla presenza dei pacchetti di parete isolati con materiale riciclato, garantisce un isolamento termico in grado di ridurre i costi di riscaldamento e raffrescamento.

Anche le pareti esterne sono costituite da rivestimenti di legno o verniciature del tutto naturali. Per quanto riguarda il tetto, i pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica lasciano posto anche ad un tetto verde che riduce l’impatto ambientale dell’hotel.

Un’ulteriore innovazione è rappresentata da un particolare sistema di tettoie esterne con delle veneziane regolabili su tutti i serramenti a sud, in modo da modificare a piacimento ombreggiamento ed oscuramento.

L’Hotel, oltre ad essere resistente, ignifugo e antisismico, naturale e quasi indipendente dal punto di vista energetico, offre un alto livello di confort abitativo e spazi altamente suggestivi.

O+zeropositivo per un’abitare sostenibile

Lo scorso 11 luglio i progetti degli architetti vincitori del concorso Eco-Luoghi 2013 “Case per un abitare sostenibile” hanno preso vita negli spazi del Macro-Testaccio a Roma. Il concorso ha vantato la partecipazione di un centinaio di professionisti tra architetti e ingegneri con progetti in grado di sposare temi come la qualità architettonica, il rispetto dell’ambiente e dei paesaggi, il recupero di aree dismesse e ovviamente il risparmio energetico.

I dieci vincitori hanno avuto modo di mettere in pratica le proprie idee vincenti e le case ecologiche di 45 metri quadrati in versione prototipo saranno visitabili dal 20 settembre tutti i giorni dalle 16 alle 22.

Tra i vincitori spicca il progetto O+zeropositivo, “la casa semplice minima leggera”, ideata da un team il cui motto è “Pensare Sostenibile”. Il Laboratorio di Architettura di Architetti Associati di Reggio Emilia ha puntato tutto sull’essenzialità come tema caratterizzante della loro abitazione modello, in grado di garantire minori consumi, minori costi di produzione e la riduzione dell’uso del suolo libero.

La casa è studiata, inoltre, per funzionare come un raccoglitore di energia in quanto è in grado di produrre più energia di quanto non ne consumi. Si tratta di un involucro leggero isolato che unito alla massa della terra cruda garantisce una funzione termo e igro regolatrice.

Costruita con tecnologie a secco è formata da materie prime completamente riutilizzabili una volta concluso il suo ciclo di vita. I materiali utilizzati sono il legno (proveniente da programmi di riforestazione), fibre tessili riciclate, terra cruda, sughero e vetro.

Lo zero è presente nel nome così come nell’idea che ha dato vita al progetto. Zero sprechi, zero rifiuti e zero C02, grazie alla sua efficienza, al riciclo e compostaggio dei materiali, ma non solo! L’abitazione, infatti, rappresenta anche una banca di risorse naturali a chilometro zero, grazie al recupero dell’acqua piovana e alle zone adibite per la coltivazione di ortaggi.

Non è, quindi,  un progetto che mira soltanto ad una “costruzione” sostenibile, ma piuttosto ad un concetto di “abitare” sostenibile in equilibrio con l’ambiente, qualcosa di possibile anche in una grande città.

Bollate, un anno di efficienza

La casa passiva di Bollate compie un anno di vita e festeggia i suoi successi. Concepita da BLM Domus, l’abitazione rispetta i canoni del Passivhaus tedesco, adattandosi, però, alle caratteristiche climatiche della zona mediterranea. L’edificio è in grado di sfruttare il calore proveniente dall’uso degli elettrodomestici, dalla presenza delle persone in casa e dai raggi del sole.

Rispetto al piano iniziale è stata eliminata tutta l’impiantistica superflua. Lo standard Passivhaus nasce in Germania, dove le temperature sono più rigide, ma è stato brillantemente adattato al clima del territorio italiano. È stato eliminato il sistema radiante a pavimento poiché, sia per il riscaldamento dell’edificio per quanto riguarda i mesi invernali che il raffrescamento nel periodo estivo, è sufficiente la  pompa di calore aria-acqua, il sistema di ventilazione meccanica nascosto nei controsoffitti e l’impianto fotovoltaico.

La struttura portante a telaio in abete lamellare e altre caratteristiche come il cappotto in fibra in legno, i serramenti e le schermature solari assicurano l’isolamento termico della casa garantendo un notevole risparmio energetico. Il comfort, inoltre, è dovuto anche dall’isolamento acustico dell’abitazione grazie al fatto che i telai sono appoggiati su dissipatori acustici.

La casa di Bollate, dotata di una speciale stazione meteo, è in grado di monitorare i livelli di temperatura, umidità, qualità dell’aria, CO2 e inquinamento acustico. Questo sistema consente di tenere sotto controllo in tempo reale l’abitazione e intervenire subito in caso di qualsiasi anomalia. Per esempio, nel mese di giugno, la stazione ha allertato i coinquilini a causa della temperatura troppo alta e dell’incremento del livello di CO2, ma è stato sufficiente modificare l’uso delle schermature solari e la ventilazione notturna per riportare tutto alla normalità.

Brescia sfida il consumo del suolo

Nel cuore di Brescia, a pochi passi dal centro storico si erge una caserma risalente ai primi del 900. Abbandonata ormai da tempo, si è deciso di riutilizzare finalmente quei  500 m² di superficie inutilizzata riconvertendo l’edificio in una serie di bilocali residenziali green. Gli edifici, infatti, useranno le energie rinnovabili per quanto riguarda l’elettricità e il riscaldamento mentre per regolare la temperatura interna è previsto che sia sfruttata la ventilazione naturale.

I 9 appartamenti nati dal recupero dell’ex caserma hanno evitato, quindi, il consumo inutile del suolo provocato dall’espansione del cemento. Il recupero di vecchie costruzioni inutilizzate e abbandonate potrebbe risolvere questo problema così diffuso in Italia.

Il complesso a basso impatto ambientale è in grado di regolare la temperatura al suo interno grazie ad una serra solare. Il lato posteriore della casa, lì dove si trovano le scale di accesso agli appartamenti, è completamente vetrata al fine di gestire al meglio i flussi di aria calda che si vengono a creare al suo interno.

In inverno la facciata immagazzina l’energia solare diurna per poi rilasciarla durante la notte, mentre in estate le finestre permettono l’entrata di aria fresca e la fuoriuscita della fredda. In questo modo non è necessario ulteriore isolamento termico.

L’energia, invece, deriva da una centrale termica con pompa di calore geotermica a circuito chiuso, da impianti autonomi di ventilazione meccanica controllata e pannelli termici. Come se non fosse abbastanza convincente, l’edificio mira ad ottenere il livello oro del sistema LEED.

Se non fossero sorti in questo edificio abbandonato avrebbero dovuto nascere in un altro spazio sprecando così ulteriori risorse e del suolo inutilizzato.

Rhome, medaglia d’oro ai mondiali green

Qualche tempo fa avevamo parlato del progetto “RhOME for denCity”, unico rappresentante italiano in gara per il Solar Decathlon Europe 2014 tra altri 19 finalisti provenienti da tutto il mondo. La manifestazione è nata negli Stati Uniti per volontà del Dipartimento di Energia e successivamente ha coinvolto tutti i paesi fino a sbarcare in Europa.

La finale di quest’anno si è tenuta nel villaggio ecosostenibile “la Cité du Soleil” situato a Versailles e… indovinate il vincitore? La squadra italiana dell’Università di Roma Tre capeggiata da Chiara Tonelli non ha deluso le aspettative e ha portato a casa la vittoria ai “mondiali di bioedilizia” con ben 840,63 punti. Il cielo è azzurro sopra Versailles!

L’idea di Rhome è quella di realizzare quartieri low-cost di social housing ad alta efficienza energetica in grado di affrontare il grande problema delle periferie degradate a causa del sovrappopolamento. Il progetto è stato studiato per Roma, in particolare la zona tra Via di Torre del Fiscale, Via Appia Nuova e l’acquedotto Felice a Roma, ma l’idea è che possa inserirsi perfettamente in qualsiasi scenario urbano, dal centro alla periferia.

La struttura ad impatto zero integra diverse tecnologie, al fine di consumare meno energia possibile, e materiali riutilizzabili e riciclabili quasi completamente. Il team ha lavorato con lavoratori specializzati in fase di produzione in fabbrica, ottenendo così una serie di componenti tecnologicamente avanzati. Risulta così, non solo più facile l’imballaggio, ma è consentita anche la massima flessibilità dell’alloggio a piegarsi alle esigenze degli abitanti.

L’edificio è costituito partendo da un piano in cemento armato realizzato con una particolare tecnologia chiamata Platform Free e altri quattro in legno leggero.  La morfologia della casa è studiata in modo da garantire la migliore tecnica naturale di illuminazione, ventilazione e ombreggiamento.  Rhome, completamente isolata termicamente,non solo sa produrre energia solare ma è in grado di dosare la quantità di luce attraverso un sistema di schermi ombreggianti e fotovoltaici.

Infine è d’obbligo ricordare il fatto che sarà in grado di superare di 8 volte la classe A+ e alimentare anche il quartiere in cui si trova.

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