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Finestre che fanno concorrenza ai pannelli solari!

All’interno degli edifici di ultima generazione, la finestra ha un ruolo sempre più di rilievo: fornisce luce agli ambienti, è utilizzata come elemento artistico, viene costruita con materiali innovativi e green. Paradossalmente, pur essendo uno degli elementi maggiormente studiati in un edificio, non si è mai considerato un vantaggio potenziale, che potrebbe derivare dall’utilizzo di un’altra tipologia di “finestra”, cioè la produzione di energia elettrica.

L’argomento è stato già introdotto qui, ma ora vogliamo mettere sotto la lente di ingrandimento il tema dell’evoluzione tecnologica della finestra.

Si tratta di un nuovo tipo di concentratori solari luminescenti (LSC, ovvero Luminescent Solar Concentrators), ovvero speciali lastre in vetro, che catturano la luce e la trasformano in energia utilizzabile. Ma come funziona questa nuova tecnologia in realtà?

All’interno di queste lastre, in vetro o  in materiale plastico, sono incorporate delle speciali nano particelle lungo tutto il perimetro della finestra, in grado di assorbire la luce e trattenerla; successivamente le celle solari poste nel suo telaio la raccolgono e la convertono in energia elettrica.

Sviluppato dall’Università degli Studi di Milano-Bicocca insieme al Los Alamos National Laboratory, questo sistema (a un anno dalla fase di test) permette di sfruttare le ampie aree che compongono la struttura delle finestre, come se fossero dei pannelli solari, con evidenti vantaggi in termini di efficienza e rendimento energetico degli edifici.

Attualmente, il rendimento medio si attesta sul 3,5% per metro quadrato, dove la media dei pannelli fotovoltaici in commercio è di circa 9-15%. Tuttavia, i ricercatori stimano che diminuendo la trasparenza si possa arrivare facilmente al 5%. In condizioni ottimali questi pannelli possono arrivare a generare circa 50 Watt per metro quadro.

Il rendimento di questa tipologia di finestra non è l’argomento principale sui cui porre l’attenzione: lo è, invece, la potenzialità di questa innovazione. Basti pensare al risultato che si potrebbe raggiungere se grattacieli o interi capannoni fossero completamente ricoperti di infissi tecnologici; perché un fattore da non sottovalutare è proprio la trasparenza. In questo modo non servirà più tappezzare gli edifici con pannelli a specchio o lastre che coprono la costruzione architettonica e non danno spazio alla luce, ma sarà possibile utilizzare delle vere e proprie finestre.

«È una tecnologia facilmente scalabile per la produzione industriale e potrebbe essere utilizzata fin da subito» – afferma Sergio Brovelli dell’Università  Milano Bicocca – «Con i nuovi nano-materiali è davvero possibile, nel breve periodo, realizzare finestre fotovoltaiche o altri elementi architettonici flessibili e semi-trasparenti, per convertire non solo i tetti ma tutte le parti di un edificio in generatori di energia solare».

Inoltre, per quanto riguarda i costi, su Focus.it afferma che «Non esiste ancora un’economia di scala per le nanoparticelle e per i dispositivi finali, e questo rende difficile stimare i costi reali. Chiaramente il mercato potenziale è enorme, il che porterà verosimilmente a costi accessibili: il costo aggiuntivo per l’inserimento di una lastra a concentrazione solare nell’intercapedine di una finestra a doppio vetro standard non dovrebbe maggiorare sostanzialmente il costo di fabbricazione del serramento».

L’evoluzione dell’edilizia pare non fermarsi mai, soprattutto per quanto riguarda il mondo degli infissi, che sembra far sempre più concorrenza ai pannelli solari. Per stare al passo coi tempi, partiamo sempre dal legno: scopri l’alta efficienza dei nostri prodotti!

Palazzo Ricordi l’edificio storico più green

Nel paese dove più del 70% degli edifici sono etichettati come classe G – la fascia più alta nella scala dell’impatto ambientale – riadattare o rendere green gli edifici storici è più di una sfida.

Ma c’è un caso da prendere ad esempio, quello di Palazzo Ricordi, a Milano. La struttura, un palazzo storico del 1880 costruito dall’Opera Pia Borella (antica sede della Casa Ricordi, la più grande editrice al mondo di opere liriche), con i suoi 4600 metri quadrati ed un volume di 16000 metri cubi è stato il più vecchio edificio al mondo ad ottenere la certificazione Leed Core & Shell di livello Gold riguardo la sostenibilità ambientale.

La cosa ha avuto poco eco, ma basti pensare che l’edifico milanese ha battuto in fatto di sostenibilità ambientale niente meno che l’Empire State Building di New York e l’Università Ca’ Foscari di Venezia per restare stupefatti dell’orgoglio italiano. La certificazione prende in considerazione numerosi fattori atti a rendere più green l’edificio: non solo sostenibilità e risparmio quindi, ma anche miglioramento della qualità interna e della vita degli occupanti.

Palazzo Ricordi, Milano - Interni

Grazie agli interventi che sono stati effettuati per ricevere la certificazione Leed, il Palazzo Ricordi ha ridotto oltre il 35% i consumi energetici ed è stata riscontrata una riduzione di circa il 40% delle emissioni di CO2 (dati di molto superiori a quelli richiesti dalla direttiva europea per il 2030), riuscendo ad ottenere la certificazione di edificio di classe A (la più alta).

Tra gli interventi, oltre a quelli più semplici come un parcheggio per le bici, le cassette a doppio flusso e le rubinetterie temporizzate, sono stati introdotti un termocappotto per l’isolamento termico, la realizzazione di un impianto geotermico e il rifacimento dei serramenti per un risparmio idrico del 37% ed oltre l’84%del materiale totale conservato.

Il lavoro realizzato per il Palazzo Ricordi è un forte segnale del fatto che anche gli edifici più vecchi, più difficili – all’apparenza – ad essere riadattati alle nuove normative europee in fatto di ambiente, possano diventare green. Un chiaro esempio di come la tecnologia e i progressi edili possano sposare perfettamente le eleganti forme della classicità – non stravolgendole, ma arricchendole.

Vittoria tricolore all’International Highrise Award

Il grattacielo più bello e innovativo del mondo, vincitore dell’International Highrise Award 2014, è Bosco Verticale di Milano, un progetto di Stefano Boeri, docente di Urban Design al Politecnico di Milano.

La vittoria non è stata affatto scontata poiché Bosco Verticale ha dovuto competere con altri quattro finalisti di eccezione: il One Central Park di Sydney, il De Rotterdam di Rotterdam, la Renaissance Barcellona Fira Hotel di Barcellona e il Sliced Porosity Block di Chengdu.

L’edificio ha stupito gli esperti e Christoph Ingenhoven, presidente di giuria del concorso e vincitore dello scorso International Highrise Award, ha così commentato: “Il Bosco Verticale è un progetto meraviglioso, espressione del bisogno umano di contatto con la natura. I grattacieli boscosi sono un vivido esempio di simbiosi tra architettura e natura. Il progetto è un’idea radicale e coraggiosa e per le città di domani rappresenta sicuramente un modello per lo sviluppo di aree ad alta densità di popolazione in altri paesi europei”.

Le due torri residenziali di 80 e 112 m di altezza, rispettivamente di 19 e 27 piani, sono in grado di ospitare 800 alberi fra i 3 e i 9 metri di altezza, 5.000 arbusti, 11.000 fra perenni e tappezzanti, il tutto per un totale di oltre 100 specie di flora differenti.

“Il premio che è stato assegnato al Bosco Verticale rappresenta un riconoscimento all’innovazione nell’ambito dell’architettura,” ha detto Boeri. “È un invito a pensare all’architettura come un’anticipazione del futuro per ognuno di noi, non solo come l’affermazione di uno stile o di un linguaggio. Il Bosco Verticale è una nuova idea di grattacielo, in cui alberi e umani convivono. È il primo esempio al mondo di una torre che arricchisce di biodiversità vegetale e faunistica la città che lo accoglie.”

Anche il sindaco di Milano Giuliano Pisapia si è complimentato con Stefano Boeri per la vittoria del premio International Highrise Award 2014, aggiungendo che questo riconoscimento premia anche Milano, “una città che coniuga la spinta al futuro con la conservazione e la valorizzazione del patrimonio architettonico esistente”.

Grattacieli eco-sostenibili: Milano nei primi cinque

Sono stati selezionati i cinque finalisti candidati all’International Highrise Award 2014, un concorso organizzato dal Museo di Architettura di Francoforte e considerato il più importante premio di costruzione di grattacieli al mondo.
Gli edifici devono essere alti almeno 100 metri e devono essere stati completati negli ultimi due anni. Il grattacielo vincitore sarà scelto da una giuria pluridisciplinare che valuterà parametri quali il design, le innovazioni tecnologiche, l’eco-sostenibilità e l’integrazione dell’edificio nello sviluppo urbano.
La premiazione si svolgerà il 19 novembre a Francoforte. I cinque candidati in finale sono:

  1. Bosco Verticale di Milano (Boeri studio): il progetto di Stefano Boeri comprende due edifici, entrambi fasciati da una distesa di verde: le due torri ospiteranno 120 alberi di grandi dimensioni, 544 di taglia media e oltre 4mila piccoli arbusti. Gli alberi fungeranno da protezione dal sole nei mesi estivi, mentre lasceranno passare la luce nel periodo invernale. Inoltre, contribuiranno a combattere l’inquinamento acustico, a catturare le polveri sottili e produrranno maggiore ossigeno. Il grattacielo è stato definito un “grande esempio di simbiosi tra architettura e natura”.
  2. One Central Park di Sydney: nato dalla collaborazione tra Patrick Blanc e Jean Nouvel, il progetto ha come scopo quello di creare un luogo d’incontro tra natura e città. La spettacolare facciata è costituita da un insieme di giardini stupendi. Il One Central Park è formato da due torri residenziali. Per quanto riguarda gli interni, le due torri hanno design differenti: nella Torre Est è stata creata un’atmosfera rilassata con l’utilizzo di materiali piacevoli al tatto e semplici, mentre la Torre Ovest si caratterizza per un aspetto lussuoso, con curve sofisticate e rifiniture lucide.
  3. De Rotterdam di Rotterdam (Oma): il progetto di Rem Koolhaas è un immobile molto largo e imponente a tal punto da surclassare gli usuali concetti di composizione, scala, proporzione e dettaglio. Il progetto, nei suoi 1,74 milioni di piedi quadrati, offre: 240 appartamenti nella torre ovest, 775000 piedi quadrati di uffici nella parte centrale, un albergo da 278 stanze in quella est. Nel basamento c’è una sala conferenze, un ristorante, negozi al dettaglio, un centro benessere ed un garage a più piani da 650 posti. Parte degli edifici, comunque, rimane vuota.
  4. Renaissance Barcellona Fira Hotel di Barcellona (Atelier Jean Nouvel e Ribas & Ribas): opera di una collaborazione franco-spagnola, il grattacielo è una torre di 27 piani realizzato per la catena alberghiera Marriott. La particolarità di questa costruzione sta nella centralità che la vegetazione ha assunto all’interno del complesso: è stato costruito un vero e proprio giardino verticale che si sviluppa in 110 metri di altezza. Tutte le 357 camere sono decorate da aperture a forma di fronda di palma  che, alternandosi sulla facciata, creano una parete giocosa.  Per migliorare l’efficienza energetica le pareti sono costituite da una parete vetrata, uno strato di isolamento e da pannelli di cemento.
  5. Sliced Porosity Block di Chengdu (Steven Holl Architects): il progetto firmato da Steven Holl racchiude una vera e propria “città in miniatura” in quanto comprende cinque torri direzionali, aree versi, spazi pubblici, ristoranti, un albergo e varie attività commerciali. La possente volumetria si configura “porosa” e aperta al tessuto urbano circostante grazie ai tagli verticali realizzati sui lati dell’edificio, che corrispondono agli ingressi alla “micro città”.

A Milano ci sono “Cenni di Cambiamento”

Milano sembra voler aggiudicarsi il titolo di rappresentante della green economy italiana continuando ad ospitare  iniziative riguardanti il risparmio energetico e l’edilizia ecosostenibile.

Questa volta il capoluogo lombardo fa parlare di sé grazie al progetto “Cenni di cambiamento”, un’iniziativa sicuramente ambiziosa, riguardante l’ambito immobiliare, che si sviluppa su un’area complessiva di 17.000 mq, in via Cenniche, nella zona ovest di Milano.

Vincitore del Trofeo Gyproc 2014 per quanto riguarda la categoria “residenziale”, “Cenni di cambiamento” è un progetto che propone abitazioni concepite attorno all’idea di comunità.

Promosso e coordinato da Polaris Real Estate Sgr Spa con il sostegno del Fondo Housing Sociale, il progetto curato dallo studio Rossiprodi Associati e dalla società di ingegneria Tekne, prevede la realizzazione di 124 alloggi che diventeranno quindi il fulcro di un sistema di spazi a misura umana, all’interno dei quali avranno luogo attività collaborative rivolte alla socializzazione e al tempo libero e iniziative di solidarietà reciproca gestite dagli stessi abitanti.

Gli appartamenti sfruttano sistemi costruttivi caratterizzati da un’elevata qualità architettonica ed ambientale, con alti standard abitativi ed energetici: maggiori performance per quanto riguarda il comfort abitativo e l’isolamento acustico sono date dall’assenza quasi completa di lavorazioni tradizionali “umide” e dall’utilizzo combinato di tecnologie a secco di ultima generazione.

Tra le soluzioni Gyproc, quelle impiegate in questo progetto sono:

  • Gyproc Fireline, la lastra in gesso rivestito prevista per tutte le applicazioni di interni;
  • Rigidur, il sistema in gesso fibrato con un’elevata resistenza meccanica;
  • Gyproc Duragyp, la lastra il cui gesso è additivato con fibre di vetro e fibre di legno che conferiscono al prodotto un elevato grado di durezza superficiale e di resistenza meccanica.

«Il progetto sociale, architettonico e urbano sono tutti elementi che noi consideriamo fondamentali. Si tratta di un modello da replicare poiché rappresenta un’occasione di rigenerazione urbana, il nodo di un’ipotetica smart city, un hotspot sul quale convergono risorse ed opportunità per tutto il quartiere», afferma Giordana Ferri della Fondazione Housing Sociale.

Un’iniziativa all’insegna della socialità e del risparmio energetico quella che si sta realizzando dunque a Milano … Sarà una combinazione vincente?

Un roadshow per conoscere il legno

Dalla prossima settimana, più precisamente dal 21 marzo, partirà da Milano un roadshow internazionale dal nome “Wood. Building the future”, il cui scopo sarà presentare il legno come materiale da costruzione e diffondere i progressi tecnici raggiunti nel settore negli ultimi anni.

Si tratta dunque di un’esposizione mobile e compatta, sotto forma di woodbox, la cui prima tappa sarà a Milano, in Piazza Cordusio, e che si tratterrà nel capoluogo lombardo fino al 31 marzo. Promossa da proHolz Austria, in collaborazione con Promolegno per la manifestazione italiana e altri partner internazionali proseguirà a Bratislava, Lubiana e Bruxelles nel 2014, a Torino, Zagabria e Praga nel 2015, a Firenze, Belgrado e Budapest nel 2016.

L’obiettivo è far incontrare politica e autorità, architettura e progettazione, industria del legno e imprese edili, nonché scienza e ricerca, per permettere un confronto comune al fine di definire le condizioni per dimostrare l’efficacia dell’edilizia in legno e di costruire valide reti di comunicazione.

Il legno, protagonista indiscusso del roadshow, verrà valorizzato come materiale ideale per far fronte alla richiesta sempre più alta di green all’interno dell’ambito urbano, ipotizzando la nascita di vere e proprie “Wood growing cities”.

Punto chiave sarà appunto il tema del rinnovamento: è necessaria la costruzione di edifici sostenibili all’interno delle città smart per permettere una sostanziale riduzione di emissioni di CO2. Il legno, da parte sua, offre un grande contributo nell’ambito dell’efficienza energetica e della salvaguardia delle risorse.

Per quanto riguarda i contenuti di Woodbox, questi ultimi sono stati progettati in collaborazione con la Technische Universität di Monaco di Baviera. Il concept e l’impostazione sono frutto del lavoro di Hermann Kaufmann, architetto e pioniere dell’edilizia in legno nonché docente di Edilizia in legno presso l’università sopracitata.

L’evento vede il contributo delle associazioni nazionali di architetti e ingegneri, delle associazioni che si occupano della promozione del legno, delle università del settore e di importanti aziende europee del settore.

Woodbox partirà da 38 progetti di architettura urbana in legno già realizzati, a dimostrazione del fatto che l’edilizia in legno si sta affermando in nuovi ambiti (dalla realizzazione di strutture portanti con ampie campate alla costruzione di grattacieli) e di come si possa utilizzare il legno per effettuare interventi innovativi di ampliamento del patrimonio edilizio preesistente, di riqualificazione e di costruzione di agglomerati abitativi.

La mostra itinerante evidenzia l’importanza che sta assumendo il legno anche all’interno dell’edilizia pubblica, dalle scuole alle case di riposo.

La maggior parte dei progetti proviene da territori tedeschi, principalmente dall’Austria, paese più all’avanguardia per quanto riguarda l’edilizia in legno.

Il legno? Ora anche nelle scuole di Milano

Nei giorni scorsi a Milano è stato firmato un importante accordo per il settore della bioedilizia dal sindaco Giuliano Pisapia e dall’assessore ai Lavori pubblici, Carmela Rozza.

“L’accordo sottoscritto oggi – ha dichiarato il sindaco Pisapia – nasce dalla volontà di sperimentare nuove idee e nuove opportunità in un settore importante come quello dell’edilizia scolastica, garantendo al tempo stesso i più alti standard qualitativi e funzionali. Nei prossimi anni potremo dare ai nostri bambini scuole più sicure, antincendio, antisismiche, più rispettose dell’ambiente e, perché no, anche più belle realizzate in tempi più brevi”.

In collaborazione con FederlegnoArredo, il capoluogo lombardo ha infatti deciso di investire nella costruzione di edifici scolastici in legno, dalla veloce realizzazione, sismo-resistenti, a risparmio energetico ed economicamente sostenibili.

“È con piacere che sottoscriviamo un accordo con l’amministrazione comunale per incrementare la diffusione di edifici a struttura in legno a uso scolastico, per dare servizi alla città risparmiando risorse e creando spazi sicuri – ha dichiarato il presidente di FederlegnoArredo, Roberto Snaidero. Anche alla luce del Piano Scuole annunciato dal premier Matteo Renzi: un programma straordinario per l’edilizia scolastica”.

All’interno dell’eccellente progetto, che riprende la linea di molti edifici pubblici e privati del Nord Europa e del Nord America, la federazione delle imprese del settore mobile offrirà supporto gratuito nella progettazione delle prime opere.

Quali sono i vantaggi dell’utilizzo del legno rispetto ai materiali impiegati per la costruzione delle scuole tradizionali?
Ve ne presentiamo alcuni:

•   Tempi di realizzazione ridotti: da uno studio condotto dai tecnici del Comune è risultato che il tempo medio di costruzione di un edificio in legno da 15 classi corrisponderebbe a 8 mesi rispetto ai quasi due anni impiegati per una scuola tradizionale;

•    Maggiore funzionalità: sarà semplice apportare modifiche alla composizione delle aule e alla stessa organizzazione degli ambienti interni;

•    Effettivo risparmio energetico: ogni metro cubo di legno è in grado di immagazzinare 0,9 tonnellate di CO2. Inoltre il legno è un materiale isolante al punto da garantire, nell’edilizia scolastica, un risparmio energetico di circa il 40% rispetto alle strutture tradizionali.

Nel bilancio di previsione del 2014 è in progetto la ricostruzione della scuola di via Visconti e nel caso in cui arrivassero i fondi per l’edilizia scolastica stanziati dal governo, avrebbero la priorità le 27 scuole costruite negli anni ’70-‘80 con prefabbricati di durata trentennale che necessitano ormai di una sostituzione.

Il legno si fa sempre più strada nel mondo dell’edilizia che lo presenta come la garanzia di un futuro migliore per le giovani generazioni. Anche per la ricostruzione post-sisma in Emilia Romagna numerose nuove costruzioni sono state realizzate proprio in questo materiale, noto per le sue qualità anti-sismiche.

“Ad oggi gli edifici a struttura di legno rappresentano l‘eccellenza costruttiva delle imprese italiane, anche alla luce dell’esperienza positiva fatta nei momenti della ricostruzione post sisma in Emilia”, ha concluso Emanuele Orsini, presidente di Assolegno.

Un aiuto dal MADE Expo 2013

Qualche giorno fa si è tenuta alla Triennale di Milano la conferenza stampa di presentazione del MADE Expo 2013.

Il Milano Architettura Design Edilizia del 2013 si terrà dal 2 al 5 ottobre a Milano e anche quest’anno si prepone obiettivi importanti, come quello di fungere da coadiuvante per la ripresa del settore edilizio.

Sappiamo come sia importante il sistema fiere per un settore in crisi come quello del mattone. Soprattutto perché dà la possibilità di poter far conoscere e sviluppare i prodotti e le idee del made in Italy in campo internazionale, grazie alla fitta rete di collaborazioni che viene attivata grazie a questo tipo di manifestazioni.

L’ad del congresso Giovanni De Ponti mette in chiaro le cose fin dall’inizio: l’obiettivo dell’expo è anche quello di dare “una risposta alla crisi dell’edilizia”.

Soprattutto perché rilanciare il settore costruzioni significa far ripartire il Paese. Oltre a temi cruciali come riqualificazione urbana, tutela e manutenzione del territorio e delle infrastrutture, prevenzione antisismica e risparmio energetico, l’expo può contare sulla collaborazione con varie associazioni di categoria, anche internazionali. Come ad esempio il recente accordo con l’IIDA International Interior Design Association, che porterà all’expo studi di architettura e interior designer da tutto il mondo, ampliando le possibilità d’affari delle aziende presenti.

De Ponti infatti ci tiene a sottolineare come uno degli obiettivi principali sia quello di rafforzare il carattere internazionale dell’expo, in modo da far ripartire il motore dell’industria edile.

Alla conferenza stampa sono intervenute anche personalità istituzionali come il Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Maurizio Lupi e il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, che oltre ad elogiare il sistema fiere, hanno rimarcato come non serva inventare niente di nuovo per far riprendere il settore costruzioni, ma solo riprendere e rafforzare ciò che di buono è già stato fatto, come gli incentivi alla ristrutturazione energetica.

“Le priorità del sistema costruzioni trovano in MADE Expo una piattaforma ideale di dialogo, proposte e soluzioni per tutta la filiera – dichiara De Ponti – partendo proprio dalla specificità di ciascun comparto e dal contributo essenziale a tutto il sistema edilizio”.

Voi ci sarete?

Richiesta di case ecologiche in aumento a Milano

Risparmio energetico? Sì grazie! E’ ormai una consapevolezza diffusa tra gli acquirenti di immobili del capoluogo lombardo. Che vedono l’utilizzo di materiale ecocompatibile come un investimento indispensabile che frutterà loro in termini di risparmio negli anni a venire.

Secondo una rilevazione della Camera di commercio meneghina infatti, un mediatore immobiliare su cinque dichiara che tra i suoi clienti è aumentato il numero delle richieste di case ecologiche e delle consulenze di esperti ambientali e bio-architetti durante le trattative e i lavori.

“In un mercato che mostra poca mobilità – dichiara Lionella Maggi, vice presidente di Borsa Immobiliare, azienda speciale della Camera di commercio di Milano – il consumatore diventa sempre più informato ed esigente. La qualità sarà sempre di più il fattore decisivo per l’acquisto della casa. Qualità innanzitutto del contesto in cui è posto l’immobile: è questo l’elemento che a parità del resto risulta vincente”.

E se è indiscutibile il primato del contesto dell’immobile, immediatamente dopo viene il fattore dell’isolamento termico. Notevole rilievo viene dato inoltre alle finiture interne e all’isolamento acustico. Ma anche la suddivisione generale degli infissi all’interno dell’abitazione ha un ruolo importante.

E a proposito di sostenibilità è l’intera regione Lombardia a fare passi da gigante, con la recentissima notizia sul nuovo “Piano casa” da approvare a dicembre. L’Assessore all’Ambiente, Energia e Reti della Regione Marcello Raimondi ha dichiarato che conterrà misure di incentivazione per l’edilizia sostenibile ed energeticamente efficiente.

In pratica, chi sceglierà di costruire o ampliare la propria abitazione utilizzando moderne tecnologie che consentono il risparmio energetico, otterrà premialità aggiuntive sugli oneri o sulle volumetrie edificabili.

Che la Lombardia stia lavorando alla conquista del primato in campo ecosostenibile?
Voi che ne pensate?

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