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Ecobonus e detrazione 50% ristrutturazioni: verso una nuova proroga?

Le indiscrezioni si mescolano, ma il programma è quasi sicuro: l’Ecobonus e le detrazioni del 50% per le ristrutturazioni saranno prorogati anche per tutto il 2015.

L’Ecobonus è la detrazione del 65% che si può ottenere se si effettuano interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Vi è, inoltre, il Bonus Ristrutturazioni, cioè la detrazione del 50% delle spese sostenute per le operazioni di ristrutturazione e manutenzione straordinaria delle abitazioni.

In più, se nell’ambito di una ristrutturazione si acquistano mobili nuovi per arredare lo stesso edificio, anche sull’acquisto degli arredi si ha un risparmio del 50% su una spesa massima di 10mila euro (Bonus Mobili).

La decisione definitiva riguardo queste misure sarà contenuta nella Legge di Stabilità che sarà approvata in Parlamento entro la fine di ottobre.

Anche il Ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi confida nella proroga e proprio qualche giorno fa ha affermato che “il bonus per le ristrutturazioni e la riqualificazione energetica delle abitazioni sarà confermato con la Legge di Stabilità”.

Sempre Lupi sostiene che “questo provvedimento è uno dei pochi che ha funzionato, poiché ha messo in moto 29-30 miliardi di euro”: ha dato una bella scossa ad un mercato fermo da anni e la sua proroga non potrà che portare ulteriori benefici.

Che dire: non resta che attendere!

Habitami: Milano si tinge di verde

Legambiente, in collaborazione con il Comune di Milano, ha presentato il 19 marzo a Palazzo Marino “Habitami”, la campagna di riqualificazione energetica dei condomini del capoluogo lombardo.

La campagna prevede un tour in tutte le nove zone della città che inizierà ad aprile e terminerà a marzo 2015 e avrà come obiettivo il monitoraggio di oltre 5.000 condomini e la realizzazione di oltre 1.000 audit energetici sugli stabili.

In calendario si contano 20 incontri pubblici in ogni zona di Milano e, con il format info-spettacolo Homo Condòmini, i cittadini verranno aggiornati sulla Riforma del Condominio e sensibilizzati sulle possibilità di risparmio energetico.

“Nell’arco dei prossimi trent’anni – dice la direttrice Legambiente Lombardia Barbara Meggetto– sarà obbligatorio metter mano a circa 40 mila condomini di Milano: quasi 1300 edifici all’anno. Si apriranno quindi cantieri da centinaia di migliaia di euro, dei veri e propri ‘cantieri verdi’ per risparmiare sull’energia, diminuire l’inquinamento e vivere meglio. Tutti cantieri in regola, con fattura detraibile: questa è vera green economy”.

Chiunque decidesse di riqualificare la propria casa sarà aiutato nella scelta di preventivi vantaggiosi e trasparenti garantiti da aziende e professionisti che hanno accettato di lavorare in base alle nuove norme e all’accordo “Patti chiari per l’efficienza energetica”, promosso dal Comune di Milano e sottoscritto da tutte le parti sociali e dall’associazione ambientalista Legambiente.

“Quando abbiamo attivato a ottobre il protocollo Patti Chiari e avviato i nove Sportelli energia nei Consigli di zona – racconta Pierfrancesco Maran, l’assessore all’Ambiente del comune di Milano – l’obiettivo era proprio quello di favorire un mercato dell’efficienza energetica trasparente e accessibile. Abbiamo messo insieme questa filiera di operatori perché lo sviluppo economico della città deve andare di pari passo a quello ambientale».

Insomma sembra che si tratti di una vera e propria svolta che vede una forte collaborazione tra professionisti e imprese alla volta di un futuro che si spera essere sempre più green.

Un futuro a risparmio

L’Italia è sempre più al verde e non solo in termini economici. Ci stiamo riferendo all’ultimo rapporto Enea, relativo al biennio 2011-2012, dal quale è risultato che il risparmio energetico è aumentato del 30% e l’indice di efficienza ha subito una crescita dell’1%.

Prospettive rosee quelle per il 2014, prendendo soprattutto in considerazione l’effetto degli ecobonus: le famiglie italiane, infatti, potranno avvalersi di un prestito per effettuare interventi di riqualificazione energetica e recuperare fino al 65% della spesa sostenuta grazie dalle detrazioni fiscali garantite a riguardo.

L’Enea ci spiega che l’attuazione della direttiva sull’efficienza energetica sarà in grado di permettere un risparmio annuale di 20 miliardi di euro. Ragion per cui molte banche hanno cominciato a proporre condizioni favorevoli per i prestiti di ristrutturazione casa.

Nel caso in cui l’Italia continuasse ad investire sulla green economy, si prospettano importanti tagli sui costi di produzione e distribuzione dell’energia (fino a 6 miliardi l’anno) e sulle spese di acquisto dei combustibili.

Per quanto riguarda l’impatto sull’industria del lavoro, è previsto entro il 2020 un aumento del Prodotto interno lordo dell’Unione Europea per 34 miliardi di euro e la creazione di oltre 400.000 nuovi posti di lavoro.

Il nostro Paese importa sempre meno energia dall’estero (-4%) producendone di più al proprio interno: la produzione nazionale di energia, infatti, ha riportato un incremento del 5,8%, grazie soprattutto al contributo dell’8,4% dato dalle fonti rinnovabili.

All’interno di una visione dell’Italia sempre più green, è d’obbligo ricordare che dal 13 al 16 febbraio si terrà la seconda edizione di Future Build Expò, la manifestazione dedicata alla sostenibilità che avrà luogo a Fiere di Parma.

Il programma prevede un calendario ricco di convegni, chiamato Future Build Smart Forum, redatto da un comitato scientifico i cui membri provengono da università ed enti di certificazione.

Riqualificare le Città” è il titolo del convegno di apertura di “Future Build Smart Forum 2014”, realizzato in collaborazione con Gbc Italia, il cui topic sarà la riqualificazione del patrimonio edilizio italiano. Per quanto riguarda l’incontro “Emilia Smart City”, verrà affrontata la concezione di smart city nell’ambito dell’UE, focalizzandosi sulle buone pratiche promosse all’interno del territorio emiliano. Il convegno “Ripensare i Condomini”, invece, ruoterà attorno al tema dell’efficienza energetica del condominio sotto tutti gli aspetti del processo (legali, di metodologie tecniche e di ricerca, di gestione).

“Obiettivo Zero” sarà un ulteriore argomento di discussione all’interno della manifestazione che presenterà quest’ultimo come strumento attraverso il quale sarà possibile avere un progresso economico in armonia con l’ambiente e la società. Per finire, il convegno “Retrofit” si occuperà di illustrare i metodi per realizzare un retrofit sostenibile oltre alle tecniche e ai materiali utilizzabili in questa tipologia di interventi.

Il nostro Paese sta assumendo sempre più consapevolezza del suo potenziale: dispone di un immenso patrimonio di risorse naturali da sfruttare per far evolvere l’economia e per realizzare un sistema di produzione rivolto al risparmio energetico e all’ecologia.

Efficienza energetica: il dl 63/2013 entra in vigore come legge

Finalmente notizie incoraggianti per l’edilizia: è stato approvato in terza lettura dal
Senato (con 249 si e 2 no) il dl 63/2013 in materia di efficienza energetica e
ristrutturazioni edilizie, ora convertito in legge. Sulla Gazzetta Ufficiale è possibile
consultare il testo completo.

La legge prevede in via definitiva:

  • L’eco-bonus del 65% sarà distribuito lungo un periodo di 10 anni e riguarda le spese sostenute entro il 31 dicembre 2013. Viene invece prorogato fino al 30 giugno 2014 per gli interventi su parti comuni dei condomini.
  • L’eco-bonus coprirà anche gli impianti con pompe di calore ad alta efficienza.
  • L’eco-bonus del 65% viene esteso anche ai lavori di consolidamento antisismico su prime case e capannoni nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2). Per le zone 3 e 4 la detrazione è pari al 50%. Per entrambi i casi il termine ultimo è il 31 dicembre 2013.
  • La scadenza dell’innalzamento delle detrazioni IRPEF dal 36% al 50% dei costi di ristrutturazione è prorogata al 31 dicembre 2013 entro un limite di 96.000 euro.
  • L’acquisto di elettrodomestici e grandi elettrodomestici di classe A+ (A per i forni) per le abitazioni in fase di ristrutturazione beneficia di una detrazione del 50% entro una spesa massima di 10.000 euro.
  • Tutti gli incentivi diverranno stabili e non subiranno ulteriori proroghe a partire dal 2014.
  • Entro il 31 dicembre 2020 tutti i nuovi edifici privati dovranno rispettare la regola del “energia quasi zero”. Gli edifici pubblici dovranno invece rispettare il termine del 31 dicembre 2018.
  • L’attestato di prestazione energetica (APE) sostituirà l’attestato di certificazione energetica (ACE). Per gli edifici in costruzione o nuovi, il certificato dovrà essere prodotto dal costruttore. Per gli edifici venduti o affittati, il certificato dovrà essere prodotto dal proprietario. L’APE è obbligatorio, pena l’annullamento dei contratti di vendita e locazione; il certificato dovrà essere redatto da un tecnico, deve essere aggiornato per qualsiasi modifica che cambi le prestazioni energetiche e ha una validità di 10 anni.

Ci si aspetta che il tanto atteso eco-bonus, con le altre agevolazioni, dia al settore edilizio in crisi la possibilità di riprendere fiato. In attesa dell’effettiva applicazione della legge e delle prime erogazioni, non possiamo che augurarci il meglio.

Se cercate informazioni più dettagliate, potete dare uno sguardo a questo nostro post.

E voi, pensate di usufruire degli incentivi?

Dl 63/2013: ok dal Senato

Il disegno di legge di conversione del dl 63/2013 ha ricevuto l’ok dal Senato e verrà ora esaminato in seconda lettura dalla Camera dei Deputati. Il Senato ha apportato alcune modifiche, riportate qui di seguito:

  • L’eco-bonus del 65% verrà esteso anche agli interventi di sostituzione degli impianti di riscaldamento con pompe di calore
  • Gli eco-bonus del 65% e del 50% verranno estesi anche agli interventi per la prevenzione antisismica
  • La detrazione fiscale del 50% viene estesa, oltre che per le ristrutturazioni e agli arredi per gli immobili ristrutturati, anche ai grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ e, per i forni, alla A, per un ammontare massimo di 10 mila Euro, distribuiti in 10 quote annuali, in aggiunta ai 96 mila Euro
  • Il Piano d’azione per gli edifici a energia quasi zero, fissato per il 31 Dicembre 2014, viene anticipato di sei mesi, precisamente al 30 Giugno 2014. Allo stesso modo, l’elenco delle misure finanziarie del ministero dello Sviluppo viene anticipato al 31 Dicembre 2013
  • L’APE (attestato di prestazione energetica) deve essere rilasciato prima del certificato di agibilità e non al termine dei lavori
  • L’APE va prodotto dal proprietario anche in caso di trasferimento a titolo gratuito
  • Applicare le misure di riqualificazione energetica previste dal dl 63/2013 a edifici culturali o paesaggistici sarà possibile solo se le modifiche “non alterino in maniera inaccettabile” l’edificio stesso
  • Verrà costituita una banca dati presso il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) che terrà traccia di tutti gli incentivi erogati per tenere sotto controllo i costi e l’andamento dei lavori e per tutela in caso di frodi
  • Il fondo di garanzia per la realizzazione di reti di teleriscaldamento sarà esteso anche alla realizzazione di progetti di miglioramento dell’efficienza energetica nell’edilizia pubblica entro i limiti delle risorse di fondo
  • Il Governo si impegna a “valutare la possibilità di assumere iniziative volte a prevedere la messa a regime delle nuove quantificazioni dell’agevolazione, sia in termini di percentuale di detrazione, che di limite massimo di spesa agevolata concesso, riconoscendo la detrazione Irpef per il recupero edilizio, nella percentuale del 50% (al posto del 36% attualmente vigente a regime), per un importo massimo di spesa a carico del contribuente di 96.000 Euro (invece degli attuali 48.000 Euro)”
  • Il Governo si impegna, inoltre, a “valutare l’opportunità di assumere le opportune iniziative di carattere normativo volte a prevedere che, a decorrere dal 2014, siano adottati interventi tesi a ridurre la quantità di energia consumata e a migliorare le prestazioni energetiche degli edifici pubblici – intesi come le strutture edilizie esterne e interne e tutti gli impianti e i dispositivi tecnologici che si trovano stabilmente al loro interno, che siano di proprietà di comuni, province, regioni e Stato, o di altri enti pubblici; nonché a predisporre un Piano di risparmio ed efficientamento del parco immobiliare privato, con un orizzonte di 25 anni, individuando obiettivi e strumenti opportuni sulla base di una valutazione dei relativi costi e benefici”


Come anticipato, il decreto è ora in seconda lettura alla Camera dei Deputati. Nel frattempo, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome si esprime a favore delle modifiche e, attraverso un documento consegnato al Governo, avanza alcune richieste. Alcune di queste sono state ritenute accoglibili dal ministero dello Sviluppo:

  • Escludere dall’applicazione del decreto gli impianti industriali sprovvisti di impianti di climatizzazione
  • Eliminare il comma 11 dell’art. 6 riguardante l’attestato di qualificazione energetica per semplificare l’applicazione della norma
  • Accogliere la norma che permette di passare dagli ACE agli APE
  • Coprire i costi per il trasferimento dei dati alla banca dati del GSE


Inoltre, la Conferenza delle Regioni richiede il rilascio dell’intesa da parte della Conferenza Unificata sui provvedimenti attuativi del dl 63/2013 in quanto influiscono sulle politiche energetiche locali e sulle normative regionali in vigore; la Conferenza richiede anche una precisazione sulla clausola di cedevolezza per il rispetto della “condizionalità ex-ante” prevista dai regolamenti comunitari.

Eco-bonus: la detrazione sale al 65%

Il 31 maggio è stata recepita dal Consiglio dei Ministri la direttiva 2010/31/UE sugli “edifici ad energia quasi zero”, volta a favorire l’efficienza energetica del proprio edificio riducendo sostanzialmente il fabbisogno di energia.

Dal 1 luglio al 31 dicembre 2013, i condomini potranno usufruire di una detrazione fiscale pari al 65% dell’imposta lorda su tutti gli interventi di riqualificazione energetica, con un limite di spesa di circa 90mila euro. Il termine ultimo per usufruire delle detrazioni viene prorogato fino a giugno 2014 se gli interventi di ristrutturazione coprono almeno il 25% della superficie dell’edificio.

Il Governo dichiara che si tratta di una “ultima conferma” per il provvedimento di incentivi di risparmio energetico, in particolare quelli di sostituzione dei serramenti esterni. Se si trattasse veramente di un’ultima proroga, la detrazione per la sostituzione degli infissi tornerebbe al 36% dal 1 gennaio 2014.
Si ricorda che la categoria “infissi” comprende tutte le finestre comprensive di infissi e strutture accessorie, e i portoni di ingresso, che delimitano il volume riscaldato.

Con l’approvazione del Decreto Legislativo che recepisce la normativa 2010/31/UE, viene attivato un Piano nazionale per gli “edifici a energia quasi zero”, con annessa una strategia per il loro incremento e gli obiettivi intermedi di miglioramento della prestazione energetica.

Tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere catalogati come “a energia quasi zero” entro dicembre 2020. È previsto un sistema di certificazione della prestazione energetica dell’immobile comprensiva di informazioni riguardo il consumo e il miglioramento dei costi. La certificazione è obbligatoria ai fini della costruzione, vendita e locazione di una singola unità immobiliare o di un edificio, compresi quelli occupati dalla Pubblica Amministrazione.

Arriverà la proroga?

Dal XIV convegno nazionale dei giovani imprenditori dell’Ance, l’associazione nazionale dei costruttori edili, tenutosi il 10 maggio a Roma, arrivano buone notizie.

Il Ministro per lo Sviluppo Economico Flavio Zanonato ha dichiarato le intenzioni del governo per quanto riguarda le detrazioni fiscali del 55% sulle riqualificazioni energetiche degli edifici. L’obiettivo è quello di ottenere il rinvio delle scadenze che attualmente resta ancora invariata al 30 giugno 2013.

Il Ministro ha assicurato però le intenzioni del governo a prorogare almeno di un anno le scadenze, finanziando le detrazioni con 300 milioni di euro.

Ricordiamo che la detrazione del 55% viene riconosciuta a quelle spese sostenute per interventi che vadano ad aumentare il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti. Riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento, miglioramento dell’isolamento termico dell’edificio (infissi, coibentazioni, pareti), installazione di pannelli solari e la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

Continua l’impegno nel voler salvaguardare questi importanti incentivi statali, importanti sia per chi lavora nel settore edile, che ricordiamo essere afflitto da una grave crisi, sia per i privati che intendono investire tenendo conto delle norme di efficienza energetica.

Prorogare il 55% sino al 2020: un manifesto!

Durante la scorsa edizione del MADE expo, FederlegnoArredo, PVC Forum Italia e Uncsaal hanno presentato il “Manifesto per il 55%”, un documento che chiede la proroga al 31 dicembre 2020 delle detrazioni del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.

Dal 2007 ad oggi le suddette detrazioni hanno significato qualcosa come:

• oltre 8.600 GWh già risparmiati
• 1.400.000 famiglie coinvolte
• 17 miliardi di euro di investimenti
• 50.000 nuovi posti di lavoro nelle imprese dei settori coinvolti
• 33% del fatturato delle imprese produttrici di serramenti, intervenendo in anni di forte recessione economica, e svolgendo un’azione anticiclica in grado di contenere la forte flessione della domanda

Il documento raccoglie tre concrete proposte rivolte al Presidente del Consiglio Monti, ai ministri Passera e Clini e ai membri del Parlamento allo scopo di sostenere politiche di salvaguardia dell’ambiente, di risparmio energetico, e soprattutto di indirizzare le famiglie verso consumi utili al sistema Paese.

Le tre proposte sono:

Proroga al 31 dicembre 2020 delle detrazioni del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica
• introduzione delle possibilità di modulazione degli anni di detrazione per permettere al contribuente di scegliere fra 5 e 10 annualità
• l’estensione degli incentivi anche a beni immobili non strumentali, in modo da garantire la riqualificazione energetica di una parte rilevante del patrimonio immobiliare italiano

Riusciranno ad ottenere un impegno concreto del Governo?

Le opportunità lavorative offerte dal green building

Qual è la prima cosa che ci viene in mente quando pensiamo ad edilizia ecosostenibile o miglioramento delle prestazioni energetiche? Al rispetto per il nostro ecosistema, certo. Ma anche al minor esborso monetario per pagare le nostre bollette.

Sembra sia proprio questa seconda ragione il motivo principale della diffusione dell’edilizia sostenibile in tante parti del mondo. Una diffusione che ha reso il settore green sinonimo di sicurezza per le opportunità lavorative presenti e future. Secondo un sondaggio condotto da McGraw-Hill negli Stati Uniti, infatti, le imprese che si occupano di edilizia ecosostenibile hanno visto incrementare i numeri del proprio business in maniera inesorabile.

Se nel 2011 i green buildings del settore residenziale rappresentavano il 17% del mercato, con un volume d’affari di circa 17 miliardi di dollari, entro il 2016 raggiungeranno il 38% a fronte di un quintuplicarsi del volume complessivo.

Sia le costruzioni che le riqualificazioni, infatti, sono sempre più richieste. Ciò ha comportato anche una diminuzione generale dei costi aggiuntivi per questo tipo di interventi, diminuiti dall’11% del 2006 al 7% dello scorso anno. E ha facilitato l’ottenimento di nuove commesse per il 46% delle aziende edili convenzionali, messe in ginocchio dalla crisi.

Occuparsi di edilizia sostenibile significa anche migliorare la qualità del proprio lavoro: lo dichiarano il 62% delle aziende impegnate in progetti di riqualificazione. Forse però il dato più importante è la traduzione di queste percentuali in cifre reali legate all’incremento del numero di lavoratori, in un periodo in cui la disoccupazione non accenna a diminuire.

Secondo McGraw-Hill, infatti, nel 2011 circa 660.000 persone tra architetti, ingegneri e imprenditori sono state occupate nel settore green. Un numero che nel 2015 probabilmente supererà le 900.000 unità.

Questa la situazione negli Stati Uniti. Ora è da verificare se davvero le intenzioni dell’UE, orientate verso uno sviluppo esponenziale del settore, possano fungere da motore in grado di far ripartire le disastrate economie europee.

Voi che ne pensate?

Strutturali e non congiunturali: le detrazioni fiscali del 55% secondo il Ministro Clini

Sembrano terminare le incertezze sul futuro delle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici. Ieri, ai microfoni di Radio 24, il neo Ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha rassicurato operatori e cittadini  sulla proroga oltre il 2011 delle suddette misure, enfatizzando il fatto che la detrazione del 55% deve essere “strutturale e non congiunturale”.

I più che fondati timori delle ultime settimane avevano dato luogo ad una serie di appelli di associazioni imprenditoriali che sottolineavano come in quattro anni di operatività i benefici in termini economici e ambientali fossero stati realmente numerosi.

E’ quanto emerge soprattutto da uno studio dell’Enea, che mostra come a fronte di circa 1 milione di interventi siano stati effettuati investimenti per 11,1 miliardi di euro, con importi relativi alla detrazione di circa 6,1 miliardi. Cifre cospicue che però non convincono del tutto l’ANIEM, l’Associazione delle PMI edili che denuncia come il sostegno al settore dell’edilizia sia sostanzialmente illusorio, dal momento che gli interventi riguardano soprattutto infissi e sostituzione di caldaie.

“Che senso ha – dichiara il Vicepresidente di ANIEM Lapo Borghi – incentivare l’investimento in risparmio energetico in edifici che diversamente dovrebbero essere demoliti e che non garantiscono sicurezza dal punto di vista strutturale o impiantistico?”. Una domanda a cui ANIEM risponde invocando una maggiore selettività nella distribuzione degli incentivi, impiegandoli per edifici di pregio o a quelli costruiti negli ultimi 30 anni. Tutto ciò per favorire concreti interventi di riqualificazione urbana, in un’ottica di rilancio dell’intero settore edile.

Ora comunque la parola passa al Governo, che dovrà al più presto comunicare se saranno mantenute inalterate le regole attuali o se in cantiere vi sono cambiamenti significativi.

Voi che ne pensate?

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