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L’architettura del futuro

Ormai è noto: il trend globale dell’architettura è green. Le norme sempre più stringenti, gli spazi sempre più insufficienti e una sensibilità ambientale sempre maggiore stanno portando architetti di tutto il mondo a immaginare gli edifici e le tecniche costruttive del futuro.

Più volte abbiamo visto come startup e team di ingegneri abbiano creato e riscoperto materiali green ad alta efficienza e abbiano cercato di mettere insieme materiali e tecniche per creare qualcosa di innovativo.

Abbiamo anche visto come team di architetti siano stati capaci di sfruttare tutti questi ingredienti (sostenibilità, materiali ed efficienza) e abbiano progettato un edificio che va oltre tutti i canoni dell’architettura tradizionale.

Eduardo Wiegand, collaboratore del progetto Kokoon, è andato oltre immaginando quale possa essere il futuro dell’architettura del prossimo millennio. E la risposta è: i grattacieli in legno.

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Questa visione è stata elaborata nell’ambito del progetto portato avanti dall’University School of Arts Designs and Architecture di Aalto. Si tratta di un progetto partito dalla recente crisi abitativa scoppiata in Finlandia, paese che più di molti altri investe nell’architettura green e in armonia con il contesto naturale.

Il progetto ha elaborato una soluzione alquanto innovativa: si tratta di un sistema di abitazioni prefabbricate che, grazie a soluzioni modulari e trasportabili, permettono di essere riconfigurate per rispondere alle più diverse esigenze edilizie. Il minimo comune denominatore? Il legno.

Nell’ultimo decennio, in Europa l’industria dell’edilizia è stata responsabile del 36% delle emissioni: quindi, utilizzare materiali e tecniche che possano mitigare questo trend negativo sta diventando una necessità più che un’opzione.

Il legno è la fonte rinnovabile per eccellenza, ma questo lo saprai già.

Quello che forse non saprai, è che questo antico materiale:

  • richiede meno energia per essere lavorato
  • non produce alcun tipo di rifiuto durante il suo ciclo di vita
  • è sempre pronto al riuso
  • alla fine del suo ciclo di vita può diventare un ottimo combustibile
  • è l’unico materiale che assorbe e trattiene grandissime quantità di CO2 (fino a 1 tonnellata per fusto)

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Consideriamo ora un fatto: la densità di una città è direttamente legata alle emissioni di CO2.

Alta densità e costruzioni poco sostenibili. Quale può essere la soluzione? I grattacieli in legno sembrano essere, per Wiegand, la soluzione migliore per creare delle città compatte ma allo stesso tempo ecosostenibili.

Di certo una posizione innovativa, che mette le persone e l’ambiente al centro di tutto. Provate ora ad immaginare una città che, come una moderna foresta urbana, si innalza verso l’alto con grattacieli di legno ad altissimo concentrato tecnologico. E le finestre? Di legno, ovviamente!

Legno: un materiale da record!

Leggero, resistente, duraturo, flessibile, adattabile: forse starete pensando che stiamo parlando di una lega futuristica dell’alluminio o di una delle ultime scoperte in fatto di biomateriali.

Ebbene, in entrambi i casi vi sbagliate. C’è un solo elemento naturale al 100% che rispecchia tutte queste caratteristiche: il legno.

Ultimamente l’architettura sta guardando sempre più alla sostenibilità e all’utilizzo di materiali non solo resistenti ma anche naturali, come il legno, la canapa o altri composti. Il legno non è una novità: fin dagli albori viene utilizzato per costruire strutture di ogni genere, case, prefabbricati, capannoni, addirittura automobili.

Ma quello che ha progettato il team di PLP Architecture, in collaborazione con dei ricercatori della facoltà di architettura di Cambridge, va oltre tutto ciò che è stato immaginato e prodotto in edilizia con il legno.

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Si chiama Oakwood Tower ed è la proposta dello studio di architettura che rivede totalmente i canoni delle costruzioni in legno. Il progetto prevede la costruzione del giù grande edificio in legno al mondo: un grattacielo di 300 metri, sviluppato su 80 piani, con circa 1000 appartamenti dislocati su più di 90.000 metri quadrati.

Se il progetto dovesse vedere la luce, costituirebbe di fatto il secondo grattacielo più alto di Londra dopo il “The Shard” di Renzo Piano e supererebbe di 10 volte l’altezza di un altro edificio costruito in legno della capitale londinese, il “The Cube” di 33 metri d’altezza.

L’idea è quella di rompere con la monotonia e il grigiore del cemento, costruendo un edificio che possa portare un beneficio ambientale e anche psicologico: abitare in un edificio interamente in legno riavvicina ad uno stile di vita più vero, autentico e allo stesso tempo non danneggia l’ambiente circostante.

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Oltre alle sue caratteristiche d’eccezione, il legno ci ricorda i ritmi naturali, i tempi rilassati, ci riporta a una vita più autentica e sana: è anche per questo che noi di Pavanello Serramenti abbiamo scelto questo materiale, per regalarvi ogni giorno l’esperienza autentica di vivere – letteralmente – a contatto con la natura.

Le #scuolesostenibili in Italia

“L’edilizia scolastica è tra le priorità dell’azione di Governo” dichiarava il Presidente della Repubblica Mattarella il 3 febbraio 2015. Un anno dopo, grazie all’istituzione di una Struttura di missione per il coordinamento e l’impulso dell’attuazione degli interventi di riqualificazione dell’edilizia scolastica, si può dire che la promessa è stata mantenuta. Sul sito web #italiasicura si possono addirittura seguire i progressi di ciascun cantiere, suddivisi per tipologia di lavori.

Per quanto riguarda il progetto #scuolesostenibili, i finanziamenti provengono da più linee. Uno è il Fondo Kyoto, gestito dal Ministero dell’Ambiente, il quale mette a disposizione degli enti locali 350 milioni di euro per l’efficientamento energetico delle scuole. Altri fondi sono il POI (Programma operativo interregionale) che ha finanziato progetti per l’efficienza energetica nelle scuole per quasi 100 milioni. E ancora, i fondi europei a gestione nazionale e regionale (PON e POR), coordinati dal Miur. Grazie a questi finanziamenti, negli ultimi due anni, sono stati aperti solo per la sostenibilità energetica e ambientale 1.639 cantieri, dei quali 1.261 già chiusi.

Vediamo alcuni esempi di strutture scolastiche green in Italia.

Scuola dell’infanzia di Guastalla, Reggio Emilia


A misura di bambino, sostenibile, accogliente e sicura sono le caratteristiche a cui si è ispirato l’architetto Mario Cucinella nel progettare la scuola. La struttura portante è in legno e per gli interni sono stati usati materiali a basso impatto ambientale; inoltre permette il recupero dell’acqua piovana e utilizza energia fotovoltaica.

Scuola dell’infanzia di Terento, frazione di Rio Pusteria, Bolzano


Progettata dallo studio viennese Feld72, la struttura è funzionale e moderna. L’edificio si inserisce nell’ambiente in maniera armonica, fondendosi con lo skyline delle Alpi pusteresi.

Scuola superiore “Hannah Arendt”, Bolzano


È la prima scuola ipogea d’Italia. L’architetto Claudio Lucchin ha progettato l’edificio affinché non ci fosse alcun impatto volumico esterno, con pareti contro terra a vista e al centro una grande corte vetrata attorno alla quale si snodano gli spazi distribuiti su tre livelli fino a 13 metri sotto il piano stradale.

Scuola primaria di Goriano Sicoli, L’Aquila


Edificata in soli quattro mesi, l’edificio progettato dallo studio Picco architetti di Torino è completamente in legno, flessibile e antisismico.

Scuola primaria Margherita Hack di Montelupo Fiorentino, Firenze


Immersa nella natura, la struttura in legno è provvista di pannelli radianti a bassa temperatura, di sistemi di ventilazione meccanica controllata e di un impianto geotermico a bassa entalpia che produce acqua calda ed energia termica.

Istituto comprensivo “Piero Gobetti” di Caltagirone, Catania


È una delle otto scuole italiane alimentate da un impianto geotermico: nella scuola non ci sono più interruttori ma sensori di luminosità. Inoltre è presente un impianto fotovoltaico da 60kw che rende la struttura autosufficiente dal punto di vista energetico.

Complesso scolastico Cernusco sul Naviglio, Milano


Il campus è fase avanzata di realizzazione e comprende una scuola dell’infanzia, una scuola primaria, una palestra e un refettorio, il tutto inserito in un grande spazio aperto verde. L’intero polo sarà dotato di pannelli fotovoltaici e di un sistema di recupero delle acque piovane per l’irrigazione del verde.

L’edilizia sostenibile si sta pian piano facendo strada anche nel nostro paese. Non solo è meno dannosa per l’ambiente ma anche per le tasche dello stato grazie agli impianti energetici verdi. La tua abitazione è abilitata a questo tipo di soluzioni? Che ne dici di iniziare la trasformazione green dai serramenti?

Moduli abitativi ecologici e moderni: ecco Cellula!

Si chiama Cellula e riprende la filosofia costruttiva delle celle che le api costruiscono in natura. Come gli alveari hanno al loro interno delle unità indipendenti e modulari, così Cellula si propone di essere la casa del futuro grazie all’uso di strutture che si possono combinare all’infinito e a un altissimo grado di personalizzazione.

I moduli di diverse misure, forme e dimensioni sono costruite interamente in acciaio (materiale totalmente riciclabile). Di fatto si tratta di una casa completamente componibile, per cui la fantasia e le esigenze costruttive rappresentano gli unici limiti. Grazie all’adabilità dei moduli, è possibile dotare l’abitazione dei più moderni impianti di condizionamento e riscaldamento, nonché installare le soluzioni domotiche più all’avanguardia.

In questo modo sarà possibile costruire la casa dei propri sogni: con poco sforzo si potrà assemblare un loft, un open space, delle stanze singole o addirittura delle depandace per gli ospiti. I moduli collegati tra loro comunicano con un impianto centrale che coordina tutti i sistemi domotici presenti, come ad esempio la regolazione delle luci, l’oscuramento delle finestre e la temperatura degli ambienti.

Come se non bastasse, in fase di progettazione e costruzione il progetto CELLULA (ideato da CIM, Costruzioni Insonorizzate Metalliche) mette a disposizione del cliente un team di designer e architetti per trovare la soluzione più personalizzata possibile. I moduli si prestano infatti a qualsiasi tipo di esigenza d’utilizzo, dagli uffici alle case turistiche, dagli ambienti per la ristorazione fino ad essere ideale come abitazione principale. Cellula è estremamente versatile, i moduli possono essere facilmente trasportati e assemblati in pochissimi giorni, rendendo il tempo tra progettazione ed effettiva abitabilità davvero ridotto.

I moduli Cellula si integrano perfettamente nel contesto e si adattano ad esso, rendendo l’impatto ambientale della costruzione davvero minimo: questo grazie anche all’utilizzo del legno da riciclo, il materiale ecocompatibile per eccellenza. Sei pronto a rendere ancora più green la tua casa con questa soluzione ad alta efficienza ambientale?

Nasce a nordest il primo borgo solare bioclimatico

Il suo nome è “Borgo solare bioclimatico Zero Energy” ed è la nuova proposta abitativa per il comune di Basiliano, in provincia di Udine, dove ha sede la fiera Casa Moderna durante la quale è stato presentato il progetto.

Quest’ultimo prevede il recupero di parte di una lottizzazione che in via alternativa sarebbe dovuta andare alla costruzione di villette, in maniera tale da dimostrare che è possibile creare tessuto urbano sostenibile anche all’interno di spazi destinati ad un’edificazione a bassa densità.

Su imitazione dei vecchi borghi rurali friulani, le undici abitazioni che compongono il progetto Zero Energy sono disposte attorno ad un’unica piazza centrale seguendo un orientamento pensato dalla progettazione bioclimatica, studiando la disposizione delle aperture e la forma degli edifici per sfruttare al massimo i guadagni solari passivi invernali ed ottenere il completo ombreggiamento estivo.

Il sistema costruttivo adottato trasforma la muratura armata in laterizio nella massa termica dell’involucro, assicurando così il comfort ottimale ed eccezionali prestazioni antisismiche e termiche.

Gli impianti tecnologici sono quasi inesistenti: eliminato quello di riscaldamento, è presente solamente l’impianto di ventilazione meccanica controllata con recupero del calore.

Un sistema fotovoltaico da 6kwp si occupa della produzione energetica ed è in grado di generare il doppio dell’energia richiesta dal fabbisogno delle singoli abitazioni creando un tale eccesso da permettere l’eventuale ricarica di una vettura elettrica.

Si tratta dunque di un mix di progetto architettonico, urbanistico e bioclimatico. Costo di costruzione pari a quello di un’abitazione da minimo di legge, ma con il vantaggio della scomparsa delle bollette.

Grazie al “Borgo solare bioclimatico Zero Energy” si è riusciti dimostrare che la costruzione di un edificio “a zero energie” può essere compresa anche all’interno di pratiche costruttive ordinarie, evitando costi extra o incentivi.

Secondo voi servirà ad incentivare la costruzione di edifici ecosostenibili?

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