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Vila Asserbo: la eco-casa stampata e assemblata

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Villa Asserbo, situata a circa 60 km a nord di Copenaghen, è un modello esemplare di architettura ecologica, ideata con l’obiettivo di ridurre le emissioni di Co2 nell’atmosfera e di azzerare l’impatto ambientale. Il progetto è stato sviluppato dallo studio di architettura danese Eentileen in collaborazione con lo studio di architettura digitale inglese Facit Homes.

Gli elementi alla base di quest’abitazione sono soltanto quattro: un disegno tridimensionale del progetto, il legno, un computer e una stampante; per completare la villa sono servite circa quattro settimane e non sono stati necessari né mezzi pesanti né macchine per impastare il cemento: per la sua messa a punto è stata utilizzata una tecnologia avanzata.

Infatti, la stampante e fresatrice impiegata per creare i componenti strutturali è una macchina CNC (Computer Numerical Control) che permette di realizzare lavorazioni di altissima precisione, con un margine di scarto di 0.2 mm.

Il legno utilizzato è certificato PEFC e proviene dalle vicine foreste della Finlandia, dove per ogni albero abbattuto ne vengono piantati dieci.

I tetti inclinati rievocano le tradizionali costruzioni nordiche e il design si integra perfettamente con l’ambiente circostante non soltanto esteticamente, ma anche dal punto di vista della sostenibilità: tutti i materiali utilizzati sono totalmente ecologici e riciclabili.

Gli ambienti interni sono moderni, confortevoli, funzionali ed essenziali. La struttura è composta da due unità speculari in modo tale che la zona nord della casa si mantenga più fresca, mentre la zona sud, più esposta al sole, si riscaldi più facilmente. L’installazione di pannelli fotovoltaici e un avanzato impianto solare termico assicurano la massima efficienza energetica.

Nicholas Bjorndal, uno dei due progettisti, ha spiegato: “Costruiamo edifici intelligenti semplici utilizzando la natura come fonte di ispirazione, usiamo tecniche essenziali e accertate in combinazione con materiali ecologici e naturali. Niente plastica, niente cemento, niente lane minerali e nessun altro prodotto che non si possa riciclare naturalmente nel sul ciclo di vita. Usiamo le risorse del nostro Pianeta. Non ci sono sprechi, solo i cicli naturali”.

Il progetto di Villa Asserbo è la dimostrazione di come oggi, sfruttando le tecnologie avanzate, è possibile realizzare delle eco-case che rispettino l’ambiente: questa tecnica costruttiva così versatile potrebbe essere la chiave di volta per i progetti di recupero urbanistico.

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Brescia sfida il consumo del suolo

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Nel cuore di Brescia, a pochi passi dal centro storico si erge una caserma risalente ai primi del 900. Abbandonata ormai da tempo, si è deciso di riutilizzare finalmente quei  500 m² di superficie inutilizzata riconvertendo l’edificio in una serie di bilocali residenziali green. Gli edifici, infatti, useranno le energie rinnovabili per quanto riguarda l’elettricità e il riscaldamento mentre per regolare la temperatura interna è previsto che sia sfruttata la ventilazione naturale.

I 9 appartamenti nati dal recupero dell’ex caserma hanno evitato, quindi, il consumo inutile del suolo provocato dall’espansione del cemento. Il recupero di vecchie costruzioni inutilizzate e abbandonate potrebbe risolvere questo problema così diffuso in Italia.

Il complesso a basso impatto ambientale è in grado di regolare la temperatura al suo interno grazie ad una serra solare. Il lato posteriore della casa, lì dove si trovano le scale di accesso agli appartamenti, è completamente vetrata al fine di gestire al meglio i flussi di aria calda che si vengono a creare al suo interno.

In inverno la facciata immagazzina l’energia solare diurna per poi rilasciarla durante la notte, mentre in estate le finestre permettono l’entrata di aria fresca e la fuoriuscita della fredda. In questo modo non è necessario ulteriore isolamento termico.

L’energia, invece, deriva da una centrale termica con pompa di calore geotermica a circuito chiuso, da impianti autonomi di ventilazione meccanica controllata e pannelli termici. Come se non fosse abbastanza convincente, l’edificio mira ad ottenere il livello oro del sistema LEED.

Se non fossero sorti in questo edificio abbandonato avrebbero dovuto nascere in un altro spazio sprecando così ulteriori risorse e del suolo inutilizzato.

Al via la Settimana Europea dell’Energia Sostenibile

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Si inaugura oggi a Mestre la “Settimana Europea dell’Energia Sostenibile”, organizzata dall’Associazione NordEstSudOvest. L’iniziativa nasce nel 2006 per volere della Commissione Europea allo scopo di sensibilizzare e stimolare istituzioni, aziende e cittadini ad affrontare e promuovere il tema dell’efficienza energetica e lo sviluppo di metodi alternativi per la produzione di energia. L’Unione Europea, infatti, mira a ridurre le emissioni di gas serra, aumentare l’efficienza energetica e incrementare l’uso di energie rinnovabili.

Chiunque potrà conoscere meglio il panorama delle rinnovabili attraverso numerosi convegni, seminari e  mostre con la partecipazione di diverse personalità, tra cui l’attuale ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, atteso per lunedì 1 Luglio in occasione della chiusura della manifestazione.

I convegni si terranno in via Sarpi 18 durante le ore pomeridiane e saranno incentrati sui temi dell’edilizia e della mobilità sostenibile, sulla cooperazione tra pubblico e privato per le energie rinnovabili, sulle politiche energetiche con il “Patto dei sindaci” e sul PAES, il Piano comunale di azione per l’efficienza energetica. Nel corso di ogni convegno interverranno numerosi esperti dei settori che presenteranno al pubblico dati e informazioni.

L’evento è patrocinato dai Comuni di Venezia e Chioggia, dalla Provincia di Venezia, dalla Camera di Commercio e da altri enti, pubblici e privati, che parteciperanno attivamente alla manifestazione, ormai classificata come la più importante a livello nazionale.
Il programma dell’evento è consultabile sul sito dell’Associazione NordEstSudOvest e sul sito ufficiale, in lingua inglese, della Settimana Europea.

Classe energetica A+ alla riscossa

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In Lombardia oltre la metà degli edifici certificati secondo la loro classe energetica risultano nella fascia G, ovvero la più bassa.

Col diffondersi della pratica della certificazione energetica degli immobili, però, è stato osservato quello che potremmo definire l’inizio di un cambiamento.

Sono stati rilevati in crescita gli edifici certificati come “ad alte prestazioni energetiche”: i dati parlano di 6200 edifici di classe energetica A e più di 44.000 edifici in classe B, solo in Lombardia.

Il peso percentuale degli edifici certificati nelle categorie più performanti resta purtroppo, in quasi tutte le regioni del Nord Italia, molto basso rispetto agli edifici obsoleti. Il patrimonio immobiliare esistente è quello che rappresenta la parte più energivora del paese, facendolo stagnare nell’inefficenza energetica.

Le uniche virtuose risultano essere le nuove costruzioni, edificate secondo le direttive dell’UE in materia di efficienza energetica e riduzione delle emissioni di CO2. Rappresentano una speranza che lentamente ma inesorabilmente va delineando la strada per il nostro futuro eco-sostenibile e compatibile.

In Lombardia difatti il numero di edifici a consumo quasi zero (NZEB), classificazione introdotta dalla Direttiva Europea 2010/31/UE, meglio conosciuti come edifici a classe energetica A+ , aumenta sempre più. Dai 33 di inizio 2011 si è arrivati ai 1006 del 6 aprile 2013 (dati del Catasto Energetico Edifici Regionali).

Il 90% di questi ha destinazione ad uso residenziale, mentre il restante 10% è adibito ad uffici e ad attività commerciali e industriali.

Questa tipologia di edifici ad eccellenti prestazioni energetiche è il futuro dell’edilizia sostenibile ed efficiente, la prerogativa su cui puntare, un requisito essenziale per il futuro dei nostri figli. Come spiega Emilio Bianchi, direttore di Senaf “si rende un doppio intervento: da un lato, servono politiche regionali che promuovano la riqualificazione di edifici ed impianti, sostenendo un comparto in difficoltà; ma dall’altro, è altrettanto fondamentale che la filiera sia formata su ogni aspetto legato ad efficienza ed energie rinnovabili, per diffondere tra la popolazione questi valori”.

A Roma le prime abitazioni del progetto “Casa a 10 kw”

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“Tre elementi naturali conducono ed ispirano lo sviluppo progettuale di casa 10 kw: il sole, l’acqua e il vento” dichiara l’architetto Cristiano Senise di Senise & Szommer, lo studio d’architettura che si è occupato, in collaborazione con Technowood, del progetto “casa a 10 kw”.

Di cosa si tratta? Di un progetto che prevede la realizzazione di abitazioni in grado di funzionare con l’utilizzo esclusivo di energie rinnovabili. Il consumo di 10 kw, infatti, viene scelto come parametro energetico per costruzioni ad elevato risparmio energetico e a notevole riduzione delle emissioni inquinanti. Basti soltanto pensare che una casa in classe A consuma circa 30 KWh/mq e un’abitazione tradizionale attorno ai 130 KWh/mq.

“10Kw rappresenta l’improcrastinabile nuova frontiera del vivere e dell’abitare – dichiara l’architetto Senise – e soprattutto la somma dell’energia producibile da fonti rinnovabili ed ecologiche totalmente gratuite: il sole con i pannelli fotovoltaici, con le serre termiche ed i camini solari, il vento con i generatori eolici, l’acqua con le piscine termiche, le vasche di raffreddamento ed il recupero delle acque piovane”.

A questo proposito, per la costruzione del primo lotto di cinque ville presso il XIII Municipio di Roma, sono stati utilizzati diversi accorgimenti: impianti termici in grado di interagire con le energie rinnovabili, involucri edilizi isolati, riduzione della dispersione di calore e dei problemi di condensa sulle superfici esterne con l’eliminazione dei ponti termici, attento studio di ombre e vegetazione e scelta accurata dei materiali da costruzione.

“L’ossatura adottata per il progetto è costituita da pareti e solai in X-Lam – dichiara l’Ing. Massimo Arquilla Capo Ufficio Tecnico della Technowood – che associata al coibente termico ed ai solai garantisce la massima efficienza dell’involucro edilizio in termini energetici, acustici e sismici. Tale struttura congiunta all’uso di fonti energetiche rinnovabili attraverso il sistema a pannelli fotovoltaici, del solare termico, di ausilio agli impianti tradizionali per il riscaldamento e il raffrescamento dell’edificio, completano questo sistema di costruzione sostenibile e intelligente”.

Il futuro dell’edilizia, insomma. Speriamo di vedere ultimato al più presto questo primo lotto.

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