Tag: energie rinnovabili

Classe energetica A+ alla riscossa

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In Lombardia oltre la metà degli edifici certificati secondo la loro classe energetica risultano nella fascia G, ovvero la più bassa.

Col diffondersi della pratica della certificazione energetica degli immobili, però, è stato osservato quello che potremmo definire l’inizio di un cambiamento.

Sono stati rilevati in crescita gli edifici certificati come “ad alte prestazioni energetiche”: i dati parlano di 6200 edifici di classe energetica A e più di 44.000 edifici in classe B, solo in Lombardia.

Il peso percentuale degli edifici certificati nelle categorie più performanti resta purtroppo, in quasi tutte le regioni del Nord Italia, molto basso rispetto agli edifici obsoleti. Il patrimonio immobiliare esistente è quello che rappresenta la parte più energivora del paese, facendolo stagnare nell’inefficenza energetica.

Le uniche virtuose risultano essere le nuove costruzioni, edificate secondo le direttive dell’UE in materia di efficienza energetica e riduzione delle emissioni di CO2. Rappresentano una speranza che lentamente ma inesorabilmente va delineando la strada per il nostro futuro eco-sostenibile e compatibile.

In Lombardia difatti il numero di edifici a consumo quasi zero (NZEB), classificazione introdotta dalla Direttiva Europea 2010/31/UE, meglio conosciuti come edifici a classe energetica A+ , aumenta sempre più. Dai 33 di inizio 2011 si è arrivati ai 1006 del 6 aprile 2013 (dati del Catasto Energetico Edifici Regionali).

Il 90% di questi ha destinazione ad uso residenziale, mentre il restante 10% è adibito ad uffici e ad attività commerciali e industriali.

Questa tipologia di edifici ad eccellenti prestazioni energetiche è il futuro dell’edilizia sostenibile ed efficiente, la prerogativa su cui puntare, un requisito essenziale per il futuro dei nostri figli. Come spiega Emilio Bianchi, direttore di Senaf “si rende un doppio intervento: da un lato, servono politiche regionali che promuovano la riqualificazione di edifici ed impianti, sostenendo un comparto in difficoltà; ma dall’altro, è altrettanto fondamentale che la filiera sia formata su ogni aspetto legato ad efficienza ed energie rinnovabili, per diffondere tra la popolazione questi valori”.

A Roma le prime abitazioni del progetto “Casa a 10 kw”

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“Tre elementi naturali conducono ed ispirano lo sviluppo progettuale di casa 10 kw: il sole, l’acqua e il vento” dichiara l’architetto Cristiano Senise di Senise & Szommer, lo studio d’architettura che si è occupato, in collaborazione con Technowood, del progetto “casa a 10 kw”.

Di cosa si tratta? Di un progetto che prevede la realizzazione di abitazioni in grado di funzionare con l’utilizzo esclusivo di energie rinnovabili. Il consumo di 10 kw, infatti, viene scelto come parametro energetico per costruzioni ad elevato risparmio energetico e a notevole riduzione delle emissioni inquinanti. Basti soltanto pensare che una casa in classe A consuma circa 30 KWh/mq e un’abitazione tradizionale attorno ai 130 KWh/mq.

“10Kw rappresenta l’improcrastinabile nuova frontiera del vivere e dell’abitare – dichiara l’architetto Senise – e soprattutto la somma dell’energia producibile da fonti rinnovabili ed ecologiche totalmente gratuite: il sole con i pannelli fotovoltaici, con le serre termiche ed i camini solari, il vento con i generatori eolici, l’acqua con le piscine termiche, le vasche di raffreddamento ed il recupero delle acque piovane”.

A questo proposito, per la costruzione del primo lotto di cinque ville presso il XIII Municipio di Roma, sono stati utilizzati diversi accorgimenti: impianti termici in grado di interagire con le energie rinnovabili, involucri edilizi isolati, riduzione della dispersione di calore e dei problemi di condensa sulle superfici esterne con l’eliminazione dei ponti termici, attento studio di ombre e vegetazione e scelta accurata dei materiali da costruzione.

“L’ossatura adottata per il progetto è costituita da pareti e solai in X-Lam – dichiara l’Ing. Massimo Arquilla Capo Ufficio Tecnico della Technowood – che associata al coibente termico ed ai solai garantisce la massima efficienza dell’involucro edilizio in termini energetici, acustici e sismici. Tale struttura congiunta all’uso di fonti energetiche rinnovabili attraverso il sistema a pannelli fotovoltaici, del solare termico, di ausilio agli impianti tradizionali per il riscaldamento e il raffrescamento dell’edificio, completano questo sistema di costruzione sostenibile e intelligente”.

Il futuro dell’edilizia, insomma. Speriamo di vedere ultimato al più presto questo primo lotto.

Heat4u, il progetto europeo per l’efficienza energetica

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Tra le fonti di energia rinnovabili ve n’è una ancora poco diffusa nell’immaginario collettivo: l’energia aerotermica. Di cosa si tratta? Di energia contenuta nell’aria sottoforma di calore. Anche con temperature inferiori allo zero, l’aria ha un contenuto termico che si può tranquillamente trasformare in riscaldamento per le nostre abitazioni.

Così, se questi giorni di freddo sferzante rendono quasi priva di credibilità un’idea del genere, esiste la possibilità di strappare questo calore al rigore invernale. In che modo? Grazie alle pompe di calore ad assorbimento. Cosa sono? Si tratta di super-caldaie che riescono ad ottenere circa il 30% del loro calore dall’aria esterna attraverso un circuito di espansione e condensazione di una miscela di acqua e ammoniaca.

Grazie a queste pompe, il sistema termico è in grado di arrivare ad un’efficienza del 165% (contro l’80-90% delle normali caldaie) diminuendo i consumi energetici di circa il 35%. Uno straordinario risultato, al quale sta guardando con grande interesse l’Unione Europea, con il progetto Heat4u.

Sul piatto ci sono 10 milioni di euro e un consorzio di enti e società private intenzionate a realizzare, entro il 2015, una linea di pompe di calore col quale conquistare il mercato residenziale europeo. Un progetto imponente, che potrebbe contribuire a ridurre significativamente la dipendenza da combustibili fossili e l’immissione in atmosfera di CO2.

Tutto ok, quindi? Non proprio. A fronte dei conclamati vantaggi ambientali vi sono ancora alcuni problemi da risolvere relativi alle dimensioni degli apparecchi, alla facilità di installazione, alla rumorosità e soprattutto ai costi iniziali.

“Lavoreremo su tutti questi parametri – spiega Marco Guerra di Robur, una delle società private aderenti al consorzio – fino ad arrivare a prototipi realmente confrontabili con le caldaie di riscaldamento attuali, in grado di essere installate negli stessi spazi, a forti economie di scala in produzione, costi contenuti, lungo ciclo di vitae bassa rumorosità”.

Un percorso non immediato, quindi, ma al cui termine potremmo serenamente affermare di aver compiuto un passo avanti nel campo delle politiche ambientali.

Cosa ne pensate?

A marzo 2012 l’ottava edizione di Ecobuild

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Ad Ecobuild la Camera di Commercio Italiana per il Regno Unito si occupa dell’organizzazione del padiglione italiano e garantisce alle aziende italiane la possibilità di ottenere tariffe agevolate rispetto a quelle ufficiali

Durante l’edizione di quest’anno, con 1300 mq di superficie netta espositiva, il padiglione italiano è stata la più vasta area internazionale, occupando una posizione assolutamente strategica all’interno della fiera. Stiamo parlando di Ecobuild, l’evento più importante al mondo nel settore dell’edilizia ecosostenibile ed energie rinnovabili, che l’anno prossimo avrà luogo a Londra dal 20 al 22 marzo.

Con oltre 1300 espositori e circa 55000 visitatori, Ecobuild rappresenta un punto d’incontro per autorità locali, architetti, costruttori e imprese fornitrici. Ogni anno, al suo interno, sono raccolti i contributi più importanti dal mondo industriale e accademico, che per questo motivo la trasformano nel più grande evento orientato alla promozione della ricerca e dello sviluppo del settore.

Quest’anno il padiglione italiano, creato dalla Camera di Commercio Italiana per il Regno Unito, ha ospitato più di un centinaio di aziende, che hanno avuto così la possibilità di confrontarsi con un’offerta e con richieste di operatori che hanno riconosciuto la fiera come un luogo vocato al consolidamento di relazioni internazionali.

Diverse inoltre le attività che hanno visto il coinvolgimento di personalità del mondo accademico ed economico e che hanno reso il padiglione italiano un punto di riferimento per professionisti attivi nei settori delle costruzioni e dell’energia.

Anche per l’edizione 2012 sono previsti numerosi seminari e conferenze all’interno del padiglione italiano e, a questo proposito, la Camera di Commercio Italiana per il Regno Unito si pone come rappresentante ufficiale ed esclusivo di Ecobuild in Italia. Ciò garantisce la possibilità di ottenere tariffe agevolate rispetto a quelle ufficiali.

Voi ci sarete?

Regioni in ritardo sulla legiferazione in materia di energie rinnovabili

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Nonostante gli impianti per le rinnovabili siano sufficientemente diffusi sul territorio italiano e garantiscano oltre il 22% dei consumi elettrici complessivi, a tutt’oggi il recepimento delle linee guida nazionali per la loro realizzazione è parecchio in ritardo.

Sono soltanto 15 le Regioni ad essere intervenute per declinare le indicazioni nazionali rispetto ai territori.
Le più virtuose? Puglia e Provincia di Bolzano, che hanno definito un quadro completo di indicazioni per ogni tipo di impianto. Le più negligenti? Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia e Sicilia dove non è stato fatto ancora nulla. Marche, Molise e Valle D’Aosta hanno introdotto indicazioni per eolico e fotovoltaico, mentre Emilia Romagna, Piemonte e Toscana si sono occupate solo di fotovoltaico.

Nella maggior parte dei casi ci si è però limitati a definire esclusivamente i vincoli, ma non a delineare progetti che accompagnino lo sviluppo nei territori, gestiscano i processi di confronto con imprese e Enti Locali sulle proposte e diano certezze a cittadini e imprenditori, tenendo assieme le ragioni dello sviluppo con quelle della tutela.

E’ quanto emerso da un convegno tenutosi il 15 giugno a Roma a cura di Anev e Legambiente nell’ambito delle iniziative del Wind Day, la giornata mondiale dedicata all’energia eolica, promossa dall’Ewea, l’associazione europea dell’energia eolica e dal Gwec e il Global Wind Energy Council.

“Le prospettive sono rosee – ha dichiarato Edoardo Zanchini, responsabile Energia di Legambiente – ma per ottenere risultati vantaggiosi è necessario dare risposta ad alcune questioni fondamentali. Gli obiettivi europei al 2020 devono essere perseguiti con concretezza, coinvolgendo nella sfida anche il settore dell’edilizia e della piccola e media impresa. Bisogna poi dare certezza agli incentivi e definire regole semplici e trasparenti per l’approvazione dei progetti da fonti rinnovabili, risolvendo così l’annoso problema della complessità dell’iter per la realizzazione degli impianti”.

Per Legambiente, è necessario porsi almeno tre obiettivi concreti che possano promuovere la crescita e lo sviluppo corretto di tutto il settore, a partire dal raggiungimento degli obiettivi europei al 2020 per l’energia e il clima, per i quali bisogna innescare politiche di spinta alle rinnovabili e soprattutto di efficienza energetica trasversali all’edilizia, alle piccole e medie imprese, ai trasporti.

Il primo è un patto tra Governo e Regioni per approvare un sistema di burden sharing (previsto dalla Legge 13/2009): un piano per dividere e condividere impegni e responsabilità tra le diverse regioni sulla base delle risorse e delle condizioni dei territori.

Il secondo riguarda la prospettiva di certezze per gli incentivi alle fonti rinnovabili di progressiva riduzione verso la grid parity (ovvero la situazione per cui il costo di produzione dell’energia da fonti rinnovabili pareggia il costo d’acquisto dell’energia dalla rete).

Infine, il terzo obiettivo riguarda le regole semplici e trasparenti per l’approvazione dei progetti da fonti rinnovabili.

Questo lo stato delle cose in un momento in cui le fonti rinnovabili di energia significano migliaia di imprese e 100 mila occupati tra diretti e indotto, con fonti pulite installate nel 94% dei Comuni italiani.

Voi cosa ne pensate?

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