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Serramenti, impianti e pareti: i protagonisti dell’efficienza energetica

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Se stai vivendo in una casa caratterizzata da una classe energetica bassa, stai sprecando energia e denaro.

Anche in questo istante.

Vetrocamera: tutto quello che devi sapere

vetrocamera serramenti pavanello

Un serramento è composto dall’85% in vetro.

Proprio i vetri, la superficie più ampia di una finestra, sono l’elemento che incide di più sull’isolamento termico e acustico di un infisso. È quindi fondamentale scegliere l’infisso con il vetro più adatto alle nostre esigenze (nel caso volessimo maggiore isolamento acustico, più efficienza energetica o isolamento termico).

 

Canapa in edilizia: una pianta tutta da scoprire

Se vi piace essere sempre al passo con le ultime novità in fatto di bioarchitettura, avrete sicuramente già sentito parlare della sempre più conosciuta tendenza “green”.  Condurre una vita a impatto zero sta diventando l’ambizione di molti e di continuo si cercano nuove soluzioni ecosostenibili per riuscire a ridurre le emissioni dei gas serra senza incidere troppo in termini di efficienza. In campo edilizio sono molti i prodotti compatibili con l’ambiente. La canapa ne è un esempio.

Le FAQ del Ministero sull’efficienza energetica

Recentemente, il Ministero dello Sviluppo Economico ha reso note alcune FAQ in merito all’efficienza energetica in edilizia, con il Decreto “Requisiti minimi” del 26 giugno 2015 e il Decreto “Linee guida APE” del 26 giugno 2015. Le Frequently Asked Questions del Ministero chiariscono diversi punti sollevati dall’Unicmi, l’Unione Nazionale delle Industrie delle Costruzioni Metalliche dell’Involucro e dei serramenti, sui quali l’unione aveva espresso delle perplessità.

Maggiore chiarezza sul fattore di trasmissione solare GGL+SH

Secondo Unicmi, “tra i chiarimenti più attesi compare quello relativo alla prescrizione del Decreto Requisiti Minimi sul fattore di trasmissione solare totale ggl+sh che, di fatto, ad oggi, risultava inapplicabile.

Il MISE ha chiarito che il requisito sul fattore di trasmissione solare totale ggl+sh può essere inteso come limite sul parametro trasmittanza energetica solare totale gt (sinonimo gtot) definito a livello delle norme tecniche armonizzate di riferimento obbligatorio per l’immissione sul mercato delle schermature solari (chiusure oscuranti, tende esterne). Tale requisito – ottemperabile in presenza di qualsiasi tipologia di schermatura solare (chiusure oscuranti, tende esterne) in posizione interna, esterna ed integrata nella vetrazione – è da calcolare ai sensi delle norme tecniche europee di riferimento (UNI EN 13363-1 oppure UNI EN 13363-2, UNI EN 14501) richiamate anche dal Decreto Requisiti Minimi.

Il MISE – a sorpresa in quanto il Decreto Requisiti Minimi richiedeva il requisito solo in caso di presenza di schermature solari mobili – specifica anche che il soddisfacimento del requisito sul valore del fattore di trasmissione solare totale può essere verificato anche in assenza di schermatura, attraverso le sole caratteristiche del componente finestrato (n.d.r. la vetrazione)”.

Novità riguardo alla relazione tecnica

Il MISE ha poi fornito indicazioni in relazione all’obbligo di relazione tecnica specificando che, nel caso di interventi di riqualificazione energetica così come definiti dal Decreto Requisiti Minimi, essa possa essere compilata in modo parziale limitandosi a dichiarare:

– la permeabilità all’aria e la trasmittanza termica dei serramenti di nuova fornitura;

– il soddisfacimento della verifica della trasmittanza dei serramenti di nuova fornitura con i valori limite previsti dal Decreto Requisiti Minimi in funzione della zona climatica;

– la trasmittanza dei serramenti esistenti oggetto di sostituzione;

– il soddisfacimento della verifica del valore del fattore di trasmissione solare totale gt per le chiusure tecniche trasparenti delimitanti il volume climatizzato verso l’esterno con orientamento da Est a Ovest, passando per Sud con il valore limite di 0,35 previsto dal Decreto Requisiti Minimi (con l’eccezione per la categoria E.8).

Viene inoltre specificato che – solo nel caso di riqualificazione energetica e in presenza di chiusure oscuranti o di tipologie di superfici trasparenti per le quali risulti soddisfatta la verifica del valore del fattore di trasmissione solare totale gt – la relazione tecnica possa essere sostituita da dichiarazione dell’impresa esecutrice attestante la trasmittanza dei serramenti esistenti sostituiti e dalla documentazione attestante la marcatura CE sui serramenti di nuova fornitura redatta dal Fabbricante.

Tale documentazione dovrà obbligatoriamente riportare la trasmittanza termica, la permeabilità all’aria dei serramenti di nuova fornitura e il valore del fattore di trasmissione solare totale gt.

In presenza di chiusure oscuranti il valore del fattore di trasmissione solare totale può non essere riportato in quanto si considera automaticamente soddisfatta la verifica del valore limite di 0,35 previsto dal Decreto Requisiti Minimi (con l’eccezione per la categoria E.8)”.

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La questione dei cassonetti

Un altro chiarimento molto atteso riguarda i cassonetti. A tal proposito il MISE ha chiarito che, nell’ambito degli interventi di ristrutturazione di secondo livello e di riqualificazione energetica, i cassonetti vanno valutati solo se si interviene sugli stessi. In questa eventualità la trasmittanza termica dei cassonetti separatamente dai serramenti e tale trasmittanza deve rispettare i limiti previsti, in funzione della zona climatica, previsti i serramenti”.

Modalità di valutazione della trasmittanza delle chiusure trasparenti/ottiche

L’ultimo chiarimento di interesse per il settore fornisce indicazioni sulla modalità di valutazione della trasmittanza delle chiusure trasparenti/opache ai fini del rispetto dei limiti ministeriali previsti in funzione della zona climatica nell’ambito degli interventi di ristrutturazione di secondo livello e di riqualificazione energetica. Il MISE specifica che la trasmittanza può essere valutata ai sensi delle metodologie di prova o di calcolo, e relative regole di estensione dei risultati, previste dalle norme di prodotto di riferimento per l’apposizione della marcatura CE e dalle norme tecniche ivi richiamate.

Conseguentemente per i serramenti soggetti alla norma di prodotto UNI EN 14351-1 la trasmittanza termica può essere valutata ai sensi della norma UNI EN ISO 10077-1 con il metodo del serramento campione/normalizzato e con le relative regole di estensione dei risultati previsti dalla UNI EN 14351-1 stessa così come indicato anche dalle regole di accesso alle detrazioni fiscali del 65% per gli interventi di sostituzione delle chiusure trasparenti/opache.

Per la valutazione della trasmittanza termica delle porte industriali, commerciali e da garage sono invece di riferimento le norme UNI EN 13241-1, UNI EN 12428, UNI EN ISO 10077-1 ed UNI EN ISO 10077-2.

Infine per la valutazione della trasmittanza termica delle porte pedonali motorizzate (automatiche) sono di riferimento le norme UNI EN 16361, UNI EN ISO 12567-1, UNI EN ISO 10077-1 e UNI EN ISO 10077-2”.

Parametro H’T per l’involucro edilizio

Contrariamente a quanto assicurato a Unicmi dal MISE lo scorso 31 maggio, non è stato ancora preso alcun provvedimento riguardo alle criticità segnalate da Unicmi riguardo al parametro H’ t. Unicmi è conscia che per apportare significative modifiche all’incidenza del parametro H’t non è sufficiente una FAQ, bensì la revisione dell’impianto legislativo che ha introdotto questo coefficiente, ma la questione rimane grave ed urgente.

Tralasciando le implicazioni tecniche derivanti dall’applicazione di questo coefficiente, ampliamente esplicate nel documento dell’Ufficio Tecnico Unicmi consegnato al MISE, non fare chiarezza su questo importante fattore significa mantenere nella totale incertezza l’intero comparto italiano dell’involucro edilizio con un concreto rischio di blocco delle attività di investimento in nuovi edifici, ma soprattutto di blocco delle iniziative nel settore della ristrutturazione edilizia che costituisce quasi il 70% dell’attività edilizia in Italia.

Unicmi ribadisce con forza che non affrontare il nodo H’t rischia non solo di provocare gravissime conseguenze per il comparto industriale italiano delle facciate continue (un settore che vale 500 milioni di euro di fatturato del Made in Italy nel mondo che rischia di non intercettare una possibile ripresa stimabile attorno al 4-5% ma di registrare una flessione significativa dei fatturati) ma anche di porre enormi limiti progettuali all’architettura e di condizionare i valori del mercato immobiliare italiano.

Unicmi, pertanto, solleciterà ancora una volta il Ministero dello Sviluppo Economico affinché faccia chiarezza, in tempi stretti, riguardo al parametro H’t, permettendo a tutti gli operatori del settore delle costruzioni di operare”.

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Le norme in materia di efficienza energetica sono sempre in continua evoluzione: Pavanello Serramenti è sempre all’ascolto e continua ad aggiornare i propri prodotti secondo le più recenti linee guida. Visita il nostro showroom per vedere i nostri prodotti più all’avanguardia.

Il progetto green di Villa Montebar in Svizzera

Villa Montebar è un progetto dell’architetto Jacopo Mascheroni, un guscio neutro e rigoroso circondato dalle Alpi svizzere, splendidamente inserito come una roccia nella natura.

Posizionato sul bordo di un declivio sovrastante un vigneto, è nato partendo da un obbligo del regolamento edilizio locale: quello dell’impiego di tetti a falde color grigio in modo che risultino in armonia con la cornice naturale. La scelta dell’architetto per realizzare la copertura, le pareti e le persiane si è orientata sul gres porcellanato.

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Notevole è l’attenzione che ha posto allo studio dei rivestimenti esterni, ricercando la complanarità delle superfici per dare all’edificio un’immagine monolitica, come un masso immerso nella natura.

Quando sono chiuse le persiane richiamano il pattern delle facciate, mentre il tetto, asimmetrico a sei falde e sbilanciato verso monte, è stato calibrato per ottenere la stessa inclinazione del versante della montagna su cui è posizionata la casa.

Nonostante la modernità e l’essenzialità delle geometrie di Villa Montebar, che ha una struttura prefabbricata in legno, l’architetto è riuscito a infondervi il calore domestico tipico delle tradizionali case di montagna.

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E degni di nota sono anche gli accorgimenti green che ha impiegato, come il raffrescamento naturale che utilizza l’aria fredda che risale dal torrente adiacente.

Progetti come quello di Villa Montebar confermano che l’attenzione per l’ecosistema è un aspetto sempre più rilevante nella fase di progettazione e costruzione di un edificio. Questa è la direzione che da tempo segue con convinzione anche Pavanello Serramenti.

O+zeropositivo per un’abitare sostenibile

Lo scorso 11 luglio i progetti degli architetti vincitori del concorso Eco-Luoghi 2013 “Case per un abitare sostenibile” hanno preso vita negli spazi del Macro-Testaccio a Roma. Il concorso ha vantato la partecipazione di un centinaio di professionisti tra architetti e ingegneri con progetti in grado di sposare temi come la qualità architettonica, il rispetto dell’ambiente e dei paesaggi, il recupero di aree dismesse e ovviamente il risparmio energetico.

I dieci vincitori hanno avuto modo di mettere in pratica le proprie idee vincenti e le case ecologiche di 45 metri quadrati in versione prototipo saranno visitabili dal 20 settembre tutti i giorni dalle 16 alle 22.

Tra i vincitori spicca il progetto O+zeropositivo, “la casa semplice minima leggera”, ideata da un team il cui motto è “Pensare Sostenibile”. Il Laboratorio di Architettura di Architetti Associati di Reggio Emilia ha puntato tutto sull’essenzialità come tema caratterizzante della loro abitazione modello, in grado di garantire minori consumi, minori costi di produzione e la riduzione dell’uso del suolo libero.

La casa è studiata, inoltre, per funzionare come un raccoglitore di energia in quanto è in grado di produrre più energia di quanto non ne consumi. Si tratta di un involucro leggero isolato che unito alla massa della terra cruda garantisce una funzione termo e igro regolatrice.

Costruita con tecnologie a secco è formata da materie prime completamente riutilizzabili una volta concluso il suo ciclo di vita. I materiali utilizzati sono il legno (proveniente da programmi di riforestazione), fibre tessili riciclate, terra cruda, sughero e vetro.

Lo zero è presente nel nome così come nell’idea che ha dato vita al progetto. Zero sprechi, zero rifiuti e zero C02, grazie alla sua efficienza, al riciclo e compostaggio dei materiali, ma non solo! L’abitazione, infatti, rappresenta anche una banca di risorse naturali a chilometro zero, grazie al recupero dell’acqua piovana e alle zone adibite per la coltivazione di ortaggi.

Non è, quindi,  un progetto che mira soltanto ad una “costruzione” sostenibile, ma piuttosto ad un concetto di “abitare” sostenibile in equilibrio con l’ambiente, qualcosa di possibile anche in una grande città.

Casa Hoval, sede industriale di classe A

Casa Hoval ha deciso di cambiare sede e per farlo è ripartita da zero. Nuovo terreno, nuova sede per costruire qualcosa che non solo trasmettesse i valori del marchio, ma che potesse dare l’esempio, offrendo un modello di azienda di classe A.

Tra i vari partecipanti in gara per la progettazione della sede si è aggiudicato la vittoria di Bolzano con l’idea di una struttura semplice e minimal in acciaio e legno. Attualmente, sul terreno a Zanica, poco fuori Bergamo, il cantiere sta procedendo inarrestabile poiché l’obiettivo è la costruzione in tempo record.

La sede non solo mira al risparmio energetico, ma ha un’idea precisa su come questo edificio vuole essere vissuto. È stata dedicata molta attenzione al benessere,  la sensazione di familiarità data dalla trasparenza e luminosità e la serenità degli spazi comuni come il giardino interno.

Il grande gioiello del progetto è la Sala Formazione: una sala climatica che consente di ricreare in modo multimediale le sei diverse zone climatiche in Italia. Passando da una all’altra la temperatura e l’umidità variano di conseguenza, mostrando come Hoval è in grado di adattarsi ad ogni situazione.

Per quanto riguarda l’efficienza energetica dell’edificio Hoval, molto è dovuto dall’orientamento dell’edificio per ottimizzare temperatura e umidità in ogni stagione, bilanciando quindi apporti solari e perdite. Orientato verso nord e con scarsi serramenti a sud, l’edificio riceve un ridotto apporto solare che consente di ridurre l’energia per il rinfrescamento estivo.

Per quanto riguarda finestre e rivestimenti sono stati scelti addirittura tre tipi di serramenti a seconda dell’orientamento dell’edificio e per il magazzino i progettisti hanno optato per una “minigonna”, uno strato nel sottosuolo che permette di ottenere un bacino termico naturale, rinunciando così al termoisolamento del tetto.

La sede, realizzata con un sistema prefabbricato in legno e macrotelaio in acciaio, è altamente resistente al fuoco e anche ai terremoti.

In fase progettuale tutte le soluzioni impiantistiche e le lavorazioni varie erano già state studiate grazie alla sinergia e affiatamento dei team di progettazione architettonica e strutturale. Un modello efficiente di progettazione integrata!

350 milioni per l’efficienza delle scuole

Il Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, aveva già dichiarato la sua intenzione di puntare sul futuro sostenibile del Paese individuando nella green economy una possibilità per l’Italia di uscire dalla crisi e aveva annunciato, nelle scorse settimane, un nuovo stanziamento di 350 milioni di euro per l’efficientamento energetico degli edifici pubblici con priorità per le scuole.

I finanziamenti agevolati mirati all’efficienza energetica delle scuole e Università e le facilitazioni per procedure più rapide contro il rischio idrogeologico e bonifiche sono stati confermati dal Decreto Legge 91/2014 , che consente di attingere il denaro dal fondo Kyoto.

Redigendo una certificazione dell’edificio a seguito di una diagnosi energetica sarà possibile ottenere i finanziamenti, a patto che i lavori siano efficaci nel miglioramento del parametro di efficienza energetica, facendolo avanzare in tre anni di almeno due classi.

La Spending Review (DL 66/2014) prevede che le risorse destinate alle scuole siano escluse dal Patto di Stabilità per il 2014 e 2015, includendo tutte quelle spese per la realizzazione degli interventi di riqualificazione e messa in sicurezza degli edifici pubblici scolastici.

183 milioni di euro sono stati designati per le Regioni obiettivo Convergenza (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia), 36 milioni di euro a 27 enti locali per rigenerare strutture obsolete e costruire nuovi edifici e 122 milioni di euro annui per le ristrutturazioni per il 2014 e il 2015, ai quali c’è la possibilità che si possano aggiungere altri 300 milioni di euro in caso di riprogrammazione da parte del Cipe del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2014-2020.

Al decreto si affiancherà anche un piano a 7mila interventi di manutenzione straordinaria e ripristino di impianti negli edifici previsti per luglio.

Enea punta ad un futuro efficiente

Dopo il grande successo ottenuto nel 2013, la “Summer School in Efficienza Energetica” (link brochure) promossa dall’ Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile ENEA arriva quest’anno alla sua seconda edizione.  Si tratta di un corso di 80 ore in programma dal 23 giugno al 4 luglio e viene ospitato dalla “Scuola delle Energie” del Centro Ricerche di Casaccia, non molto distante dalla capitale.

Questo corso formativo è dedicato ai giovani laureati e laureandi provenienti da corsi di studio tecnico-scientifici ed economici. Oltre alle lezioni frontali sono previsti laboratori inerenti al campo normativo, progettuale e gestionale e l’ideazione e la realizzazione di diversi progetti. Al termine della scorsa edizione i giovani partecipanti hanno avuto la possibilità di usufruire di stage retribuiti grazie agli sponsor che hanno sostenuto l’iniziativa.

La Summer School offre la possibilità a 25 ragazzi di avvicinarsi in modo “scientifico” al tema dell’efficienza energetica e allo stesso tempo di confrontarsi con istituzioni e aziende specialiste del settore. I docenti sono scelti infatti tra esperti e ricercatori con lunga esperienza sia in efficienza energetica che nell’ambito della formazione e vari professionisti operatori sul mercato.

L’obiettivo di Enel è quello di dar vita a un’interazione tra ambito scolastico e lavorativo per favorire l’ingresso dei giovani laureati nel mondo del lavoro. Se l’energia green sarà il futuro del paese è importante formare quelle figure professionali che si occuperanno dello sviluppo sostenibile del Paese.

Le virtuose famiglie lombarde

Durante l’MCE (Mostra Convegno Expocomfort), Domotecnica, prima rete in franchising indipendente per le aziende di installazione che si occupano di efficienza energetica, presenterà insieme a ICIM la Soluzione Energetica Domotecnica certificata.

Si tratta del primo servizio di intervento in efficienza energetica certificato che offre garanzie al cliente finale sia per quanto riguarda i risultati in ambito di risparmio energetico sia in termini di costi sugli interventi.

Il tema sarà tra i focus della Tavola Rotonda “Efficienza e Risparmio Energetico: soluzioni innovative che riportano al centro le esigenze dei clienti” e che si svolgerà il 20 marzo alle ore 12:00 in Sala Franci a FieraMilano: un’occasione per riflettere assieme alle associazioni più importanti del settore sulle prospettive future del mercato e sul consolidamento della centralità da dare al cliente finale.

A tal proposito Domotecnica ha commissionato un sondaggio all’Osservatorio sull’Efficienza Energetica dal quale è emerso un dato abbastanza sorprendente: da settembre dello scorso anno e per i prossimi sei mesi il 12,4% delle famiglie ha evidenziato l’intenzione di voler effettuare interventi al fine di ottimizzare le prestazioni energetiche delle proprie abitazioni.

Quali saranno i budget? Sei famiglie su dieci metteranno a disposizione 5mila euro mentre il 35% si riserverà tra i 5mila e i 10mila euro. Gli interventi più gettonati riguarderanno la sostituzione della caldaia e degli infissi.

Per quanto riguarda i vantaggi riconosciuti all’efficienza energetica, il 98,2% delle famiglie lombarde parla di riduzione degli sprechi, il 97,1% addirittura di risparmio in bolletta e il 92,4% invece ha ambizioni più grandi: spianare la strada alle generazioni future.

Le aspettative in termini di risparmio sono alte: ben il 44,1% conta su un risparmio tra il 20% e il 40%, mentre il 12,9% auspica il superamento del 40%. Una politica intransigente quella adottata dalle famiglie lombarde, che pretendono di stabilire un rapporto di fiducia con l’operatore che effettuerà gli interventi, il quale dovrà seguirli passo dopo passo.

L’artigianato specializzato è il più richiesto non solo per l’installazione degli impianti ma anche per una consulenza indirizzata all’individuazione degli interventi da effettuare, del miglior preventivo sugli eventuali costi e della scelta dei materiali da comprare.

E voi? Pensate spesso agli importi delle vostre bollette?

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