Ventilazione e serramenti: una boccata d’aria fresca per la tua casa (e la qualità della vita)

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Una finestra definisce lo spazio interno da quello esterno.

Mette in comunicazione l’intimità della nostra casa con la dinamicità del mondo.

Proprio per questa sua caratteristica di “confine”, la finestra svolge un ruolo fondamentale nella nostra casa. Tra gli elementi di un’abitazione, è uno dei protagonisti della qualità della vita.

Se ci pensi, è proprio la finestra che mette in comunicazione l’aria interna con quella esterna.

Infatti è solo dalle finestre che è possibile gestire il ricambio d’aria nella casa. E qualità dell’aria significa benessere abitativo.

Spesso ci si concentra moltissimo sui materiali e le forme, ma si da poco importanza alla ventilazione che un nuovo serramento può offrire.

Eppure, quando viviamo una nuova finestra, il ricambio d’aria è una delle operazioni più comuni per un serramento. E anche una delle più importanti nell’arco di vita della finestra.

Perché non devi mai sottovalutare la ventilazione

Per questioni funzionali ma anche sanitarie.

Un corretto ricambio d’aria permette di disperdere gli elementi inquinanti che inevitabilmente si accumulano in casa. Forse ti sembrerà strano, ma è proprio così: non solo smog e odori provenienti dall’esterno, ma anche elettrodomestici, arredi e caminetti creano elementi inquinanti che stagnano in casa tua.

Utilizzare correttamente gli infissi per ricambiare l’aria evita proprio che queste sostanze più o meno dannose si accumulino in casa, diminuendo la qualità dell’aria.

Come capire se hai ventilato abbastanza

Sembra una cosa banale, ma non lo è affatto.

Normalmente siamo portati a credere che l’aria di un ambiente sia di buona qualità quando non sentiamo più odori spiacevoli. In realtà, la qualità dell’aria è buona quando la miscelazione tra aria “nuova” e aria interna è completa. Per completa si intende l’aver fatto abbastanza ricambi per il numero di persone e l’utilizzo dell’ambiente.

Per intenderci: un ristorante, come una cucina, per lo stesso numero di occupati dovrà eseguire più ricambi per avere la stessa qualità dell’aria di una stanza da letto.

Quanto influisce l’apertura delle finestre sull’efficienza energetica?

Sicuramente te lo sarai chiesto, più di una volta.

Tenere aperte le finestre, anche solo per poco, è una cosa sconsigliata sotto il profilo energetico?

In realtà sì, ma è necessaria.

L’importante è trovare il giusto equilibrio tra apertura e chiusura degli infissi per consentire il ricambio d’aria necessario senza andare a inficiare troppo sul bilancio energetico dell’intera abitazione.

Quindi sia in fase di scelta dell’infisso ma anche in fase di progettazione dell’abitazione è necessario studiare attentamente l’ambiente, le infiltrazioni d’aria, la permeabilità dell’involucro e la disposizione degli infissi.

In particolare, le infiltrazioni di aria sono dovute a:

  • vento che crea zone di pressione e depressione nei lati sopravento e sottovento.
  • l’“effetto camino”, ovvero il passaggio di gas dall’interno verso l’esterno di una struttura per la differenza di pressione interna/esterna. Incidono fattori come vento, temperatura, altezza dell’edificio e tipo di riscaldamento.
  • sistemi di aerazione

Se per i primi due casi è necessario intervenire a livello di progettazione, è nel caso dei sistemi di aerazione che le finestre giocano un ruolo fondamentale per la qualità dell’aria.

 

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Quali tipi di aerazione esistono?

Naturale e meccanica.

La ventilazione naturale è un sistema passivo che sfrutta l’apertura delle finestre e il vento per aerare un ambiente. Insomma, il normalissimo spalancare le finestre.

La ventilazione meccanica invece sfrutta degli apparecchi di ventilazione per ricambiare l’aria di un locale.

Quello che devi sapere sulla ventilazione naturale

È qui che la disposizione e le dimensioni delle finestre giocano un ruolo fondamentale.

Nel momento in cui si devono scegliere i serramenti, diventa rilevante dunque la valutazione della permeabilità all’aria degli infissi.

Questo parametro classifica la finestra in base al flusso d’aria che le passa attraverso. La scala di classificazione viene definita in base ai valori della norma UNI EN 12207. La scala va da un massimo di 4 per le finestre che non lasciano passare aria ad un minimo di 1 per le finestre con tenuta pari a 0.

Quanto tempo arieggiare un ambiente?

Non c’è una risposta assoluta ma dipende.

Un adeguato ricambio d’aria deve essere sempre proporzionale al volume dello spazio dell’ambiente, della superficie di apertura e delle condizioni ambientali. In una giornata ventosa basterà arieggiare la camera per qualche minuto, mentre in un secco pomeriggio estivo sarà necessaria qualche ora in più. Anche qui, avere il giusto infisso consente di ottimizzare i tempi di ricambio dell’aria.

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Arieggiare in base all’ambiente

Il tipo di ambiente definisce anche la modalità di aerazione.

Per esempio, un ambiente in cui si formano spesso fumi e vapori, come un bagno o una cucina, avrà bisogno di maggiore aerazione rispetto a una camera da letto o un soggiorno.

Così come ambienti con una grande concentrazione di persone o frequentazione necessitano di maggiori e più consistenti ricambi di aria.

Non solo, anche il modo in cui vivi la casa influisce sulla modalità di aerazione. Ad esempio, se sei solito mettere ad asciugare i vestiti in casa, sarà necessario ricambiare più spesso l’aria a causa dell’umidità che inevitabilmente si creerà.

Gli svantaggi del ricambio d’aria

Ebbe sì, ricambiare l’aria nelle stanze ha i suoi svantaggi.

L’altra faccia della medaglia di avere locali freschi e inodori è quella di causare un’importante dispersione termica. Se ci pensi, quando apri le finestre d’estate l’aria calda entrerà e dovrai utilizzare un condizionatore, mentre l’inverno con le finestre aperte il freddo pervaderà la tua casa, costringendoti ad aumentare così il riscaldamento.

Un altro svantaggio invece è legato alla zona in cui abiti.

Se la tua abitazione si trova in città o tra strade trafficate, ricambiare spesso aria permetterà l’ingresso di rumori nella tua casa.

Proprio per questi motivi spesso non si provvede ad aerare correttamente la casa o in alcuni casi non lo si fa affatto.

Aerare correttamente evitando rumore e dispersione termica

Come fare dunque per avere sempre una buona qualità dell’aria ma allo stesso tempo senza inficiare sull’efficienza energetica della casa?

Molti serramenti sono dotati di ferramenta specifica che consente di regolare le aperture in modo da gestire i flussi di aria in base alla stagione.

Oppure, i serramenti più moderni presentano anche degli aeratori nei cassonetti o nei telati che permettono di mettere in comunicazione l’ambiente interno con quello esterno. Questi possono essere di diverse tipologie: apertura fissa e aerazione permanente, membrane mobili autoregolanti, chiusure elettriche.

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Ventilazione meccanica

La Ventilazione Meccanica Controllata (VMC) è un sistema che utilizza un motore per estrarre l’aria viziata interna e immettere altrettanta aria fresca dall’esterno.

Il vantaggio di questi metodi è senza dubbio il fatto di controllare la qualità dell’aria e il livello di umidità.

Come funziona la ventilazione meccanica

La soluzione più semplice è quella del “singolo flusso”.

Un motore ventilante immette nel locale aria fresca e allo stesso tempo fa uscire l’aria viziata dalle bocchette poste nei pressi delle finestre o sui serramenti stessi. In questo caso l’introduzione di aria pulita induce a quella viziata a uscire.

Un’altra soluzione è quella detta a “doppio flusso”.

L’aria in entrata e quella in uscita mantengono percorsi separati, e ciò permette di predisporre anche uno scambiatore di calore. Si tratta di un dispositivo che è in grado di recuperare parte dell’energia termica emessa dall’aria in uscita, in modo da limitare la dispersione termica.

Ventilazione e norme edilizie

Lo sapevi che ci sono delle specifiche norme edilizie e di igiene che definiscono la corretta dimensione delle finestre?

Nello specifico, questi regolamenti definiscono la correlazione tra dimensione delle aperture di un’abitazione (finestre, porte-finestre, abbaini o altre fessure) e superficie dell’abitazione. Secondo la normativa, l’area finestrata utile (aero illuminante) deve essere pari a 1/8 dell’intera superficie calpestabile.

Quale materiale scegliere?

La scelta del materiale è di particolare importanza.

Una finestra robusta, costruita e installata nel modo corretto permette di mantenere alta l’efficienza energetica e allo stesso tempo consentire un buon ricambio dell’aria nei locali.

L’aria è vita.

Un serramento di buona qualità è anche quello che resta in armonia con la natura, dall’inizio alla fine.

I moderni serramenti in legno offrono impareggiabili livelli di efficienza energetica, robustezza senza eguali (sono dotati dei più moderni accorgimenti antieffrazione e passano numerosi test prima dell’immissione nel mercato) ma soprattutto sono davvero naturali.

Se invece vuoi davvero tutto il meglio dei materiali e non sai deciderti, puoi optare per un serramento in legno-alluminio. Il calore del legno e la duttilità dell’alluminio per una finestra senza compromessi.

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Marco Pavanello

Direttore Commerciale

 

 

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